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Fallout 1×03 – The HeadTEMPO DI LETTURA 4 min

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“Well, one good question deserves another: why the fuck am I doing all the work? Now come on, Vaultie. Ass jerky don’t make itself.”

Il titolo identifica l’oggetto centrale della storia: la testa di Michael Emerson (dottor Wilzig) è il fulcro attorno al quale ruota la narrativa di questo episodio. Nello specifico la sua ricerca e il relativo recupero da parte di Maximus e del suo nuovo fido scudiero (Thaddeus). Fallout, nel complesso, amplia le tre storyline senza eccessiva fatica e attestandosi ad un livello qualitativo decisamente alto. Forse non ai livelli di The Last Of Us, distanza dettata dalla differenza della storia in generale piuttosto che da altro, ma la produzione Amazon MGM Studios convince anche con questo terzo capitolo.
Lucy, Maximus e Cooper/Ghoul calamitano l’attenzione per la solita ora di messa in scena. La prima e l’ultimo si ritrovano a fare da team (involontariamente) mentre cercano di recuperare la testa persa a causa dell’attacco di un gulper. Maximus, parallelamente, sconfigge proprio il gulper e riesce a recuperare la testa dando il là al prosieguo della storia che evidentemente verterà sull’importanza di Wilzig e su cosa effettivamente abbia celato all’interno del suo cervello.

WASTELAND


Punto di snodo fondamentale dell’adattamento era la riproduzione scenografica dei giochi che, inutile dirlo, fino a questo momento ha superato decisamente le attese. La Zona Contaminata (Wasteland) convince totalmente, soprattutto per l’ampiezza della landa desolata che essa rappresenta. Anche la logica delle radiazioni e del mantenimento della salute dei vari personaggi, una volta all’aria aperta, sembra un dettaglio non tralasciato e soprattutto non abbandonato al caso. La musica scelta calza alla perfezione non tanto per la vicinanza con il prodotto videoludico, quanto piuttosto con il periodo storico che il mondo narrativo di Fallout cerca di riportare in auge. Un plauso quindi a Ramind Djawadi che ha preso ispirazione dal lavoro di Inon Zur per le composizioni della serie di Fallout.

VAULT 33


Mentre nella Zona Contaminata i personaggi principali si stanno dando la caccia a vicenda nel vano tentativo di portare la testa di Michael Emerson alle persone che l’hanno richiesta, nel Vault 33 si procede alla ricostruzione dell’ordine precedente l’attacco dei predoni. Il rapimento di Hank MacLean, sovrintendente del Vault, le numerose morti e la fuga verso l’esterno di Lucy alla ricerca del padre hanno movimentato decisamente le acque, solitamente placide e calme del Vault.
Lentamente, però, tutto sembra tornare alla normalità. Il sangue dei morti sparso sulle pareti, tuttavia, non può essere nascosto da una semplice mano di vernice. C’è chi grida vendetta ritenendola necessaria (un pensiero lontano anni luce dalle credenze del Vault), mentre altri credono nella riabilitazione dei predoni catturati ed incarcerati. Un dilemma morale che investe Norm (fratello di Lucy) e Stephanie, persone entrambe direttamente colpite dall’attacco dei predoni occorso in “The End”.

KNIGHT TITUS E ALTRI PROBLEMI


La produzione Amazon cerca di addentrarsi anche all’interno della mitologia di Fallout, andando a presentare al pubblico l’interconnessione tra la Vault-Tec e Cooper (Ghoul): è proprio quest’ultimo il volto prestatosi alla campagna pubblicitaria dell’azienda e che rappresenta il “creatore” del famoso pollice alzato con annesso sorriso. Nel trio dei personaggi principali, Walton Goggins resta quello più iconico e profondo, merito anche dell’attore: Ella Purnell restituisce la vita candida e pacifica tipica del Vault, ma non riesce a fare presa; Aaron Moten al momento è complessivamente quello più impalpabile nonostante il background legato alla Confraternita d’Acciaio e alla sua scalata verso il successo, lasciassero intravedere una narrativa di ben altro livello. C’è ancora molto lavoro da fare in termini di costruzione dei personaggi, ma è anche da sottolineare che si sta recensendo al momento la terza puntata (su otto totali), quindi il tempo non manca.
A giocare un ruolo fondamentale, e agevolare il lavoro, c’è poi da considerare che il contesto steampunk di Fallout permette mille possibili varianti narrative. Occorre solamente saperle cogliere e svilupparle come si deve.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Musica
  • Sfondo narrativo della Zona Contaminata
  • Il Ghoul
  • L’attacco del gulper
  • Finale di puntata e piccoli aneddoti pre-guerra atomica
  • La vita nel Vault 33
  • Maximus, per ora

 

C’è del lavoro da fare, è vero. Ma si sta parlando di uno show che non è nemmeno arrivato a metà stagione, quindi sembra più che giusto mantenere delle aspettative alte e proiettarsi subito nella visione dell’episodio successivo.

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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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