Il secondo episodio di questa seconda stagione di Fallout sceglie deliberatamente di rallentare l’avanzamento puramente narrativo per approfondire, con sorprendente precisione emotiva, i temi fondanti della serie: controllo, responsabilità morale e il prezzo umano del potere. “The Golden Rule” non è un episodio di passaggio, ma una vera e propria riflessione strutturale sull’idea di civiltà nel Wasteland, costruita attraverso tre traiettorie parallele che si rispecchiano e al contempo si contraddicono.
KID IN A FRIDGE
L’apertura ambientata a Shady Sands rappresenta uno dei momenti più potenti visti finora nella serie, non solo per la sua carica emotiva, ma per il modo in cui ribalta la propaganda Vault-Tec sedimentata nel corso della prima stagione. La città, mostrata finalmente nel suo pieno splendore, si configura come una confutazione visiva e morale del dogma secondo cui nulla di vivibile possa esistere al di fuori dei Vault. Acqua pulita, agricoltura funzionante, cultura e comunità convivono in uno spazio che non nega il passato, ma lo rielabora. In questo contesto, Maximus emerge come figura simbolica, incarnazione di un futuro possibile che viene brutalmente cancellato.
La distruzione di Shady Sands non è solo un atto di violenza strategica, ma un gesto ideologico, un esperimento di controllo totale che rivela definitivamente la natura di Hank come antagonista sistemico piuttosto che individuale. La freddezza con cui osserva il successo dell’operazione attraverso il Pip-Boy rafforza l’idea che la sua visione del mondo sia fondata sull’eliminazione dell’imprevedibilità umana, suggerendo inoltre che Vault-Tec, Mr. House e Hank non rappresentino tre entità separate, ma declinazioni differenti dello stesso impulso: ridurre l’umanità a una mera variabile da gestire col massimo cinismo.
Il montaggio parallelo tra il Maximus bambino e il Maximus del presente accentua la frattura identitaria del personaggio. L’uomo che oggi indossa l’armatura della Brotherhood of Steel appare svuotato, irrigidito da una disciplina che promette ordine ma produce soltanto ulteriore violenza. La Confraternita viene rappresentata come un organismo frammentato, infantile e pericolosamente incompetente, più vicino a una setta militarizzata che a un ordine cavalleresco. In questo contesto, Maximus non è un eroe in ascesa, ma uno strumento, forgiato e piegato da Quintus attraverso una manipolazione che ricalca, in modo inquietante, quella esercitata dal padre biologico.
La promessa di un “mondo migliore” pronunciata dall’Elder Cleric non è altro che una riformulazione del trauma originario di Maximus, una sostituzione simbolica della figura paterna che rende ancora più tragica la sua parabola. La violenza che Maximus infligge e subisce non nasce da convinzione ideologica, ma da una progressiva anestesia emotiva, culminando in un’esistenza che appare finalmente conforme alle aspettative della Brotherhood, ma completamente alienata dalla propria umanità.
NO GOOD DEED GOES UNPUNISHED
Parallelamente, la storyline di Lucy affronta il tema della moralità nel Wasteland. Il titolo dell’episodio richiama esplicitamente la sua filosofia etica, ma “The Golden Rule” si trasforma rapidamente in un test spietato dei limiti di tale visione. Lucy continua a credere nella possibilità di agire secondo principi universali, ma l’episodio insiste nel mostrarne le conseguenze, spesso imprevedibili e devastanti. La scelta di sacrificare l’ultimo stimpack per una sconosciuta non viene punita narrativamente in modo didascalico, bensì inserita in una logica profondamente “falloutiana”, dove l’intenzione morale non garantisce alcun esito positivo.
Il rapporto tra Lucy e il Ghoul appare volutamente statico, quasi circolare, e questa apparente stagnazione si configura come una scelta tematica piuttosto che un limite strutturale. I due personaggi incarnano visioni del mondo inconciliabili, e l’episodio suggerisce che la loro dinamica non sia destinata a evolversi secondo un arco tradizionale. Lucy non vuole diventare come lui, e il Ghoul sa che il mondo non premia chi resta come lei. La loro separazione simbolica prepara il terreno per un confronto ben più violento con la realtà rappresentata dalla Legione di Caesar.
La storyline di Norm, infine, si conferma come uno degli elementi più sorprendenti e coerenti della serie. Il personaggio assume un ruolo di leadership non attraverso l’imposizione, ma tramite una comprensione istintiva dei meccanismi di controllo Vault-Tec. La sua capacità di usare il linguaggio aziendale come strumento di sopravvivenza rappresenta una forma di ribellione silenziosa, fondata non sulla distruzione, ma sulla ridefinizione delle regole. L’uscita in superficie non è celebrata come liberazione assoluta, bensì come inizio di una responsabilità nuova, lontana tanto dall’idealismo di Lucy quanto dal cinismo del padre.
GUIDA DI SOPRAVVIVENZA DELL’ABITANTE DEL VAULT
Benvenuto abitante del Vault, qui sotto troverai un prontuario essenziale per orientarti tra citazioni, easter egg e rimandi ai videogiochi della saga di Fallout, e per comprendere al meglio come la serie intrecci costantemente narrazione televisiva e memoria videoludica, parlando tanto ai neofiti quanto ai veterani della Zona Contaminata.
1. “You Belong to Me” di Jo Stafford
Il brano scelto per aprire l’episodio non è solo coerente con l’estetica rétro di Fallout, ma il suo testo riflette perfettamente il tema del controllo emotivo e politico esercitato dalle grandi corporazioni, un concetto centrale nella saga videoludica.
2. Shady Sands
La città simbolo della New California Republic – e prima capitale della stessa grazie alle sue competenze industriali – fondata dagli abitanti di Vault 15 in Fallout e Fallout 2, viene rappresentata come un raro esempio di civiltà funzionante nel Wasteland, ribaltando la narrativa Vault-Tec sull’inevitabile fallimento del mondo esterno.
3. La presenza della NCR
Le uniformi, gli stemmi e l’organizzazione militare richiamano direttamente la NCR di Fallout 2 e soprattutto New Vegas, sottolineando il ruolo della Repubblica come fragile tentativo di ricostruzione democratica.
4. I Ranger della NCR
Figure introdotte nei capitoli classici e rese iconiche dall’iconica copertina del videogioco di Fallout: New Vegas, qui appaiono come simbolo di un ordine che resiste a fatica in un mondo dominato dal caos.
5. I Bramini a due teste
Il bestiame mutato più famoso della saga, spesso utilizzato dalle carovane dei mercanti, continua a essere parte integrante dell’economia post-apocalittica, confermando la fedeltà della serie all’immaginario dei giochi.
6. “Patrolling the Mojave almost make you wish for a nuclear winter”
La celebre battuta pronunciata dagli NPC della NCR, e diventata poi un meme di Fallout: New Vegas, viene riutilizzata qui in modo sinistro, trasformandosi nel sintomo scaturito da un chip di controllo mentale che annulla l’identità individuale.
7. La bomba Mark 28
L’ordigno nucleare citato e mostrato richiama direttamente le armi pre-belliche viste in Fallout 4, inclusa l’iconografia associata a Liberty Prime, il potente robot da combattimento con l’obiettivo di liberare Anchorage, in Alaska, dall’occupazione cinese, che utilizzava le suddette bombe come armi principali. Inoltre nel momento in cui il padre di Maximus intima al figlio di andare a casa in seguito alla scoperta della bomba, sullo sfondo possiamo vedere un obelisco preso direttamente dal primo capitolo di Fallout.
8. Il frigorifero nel deserto
Un chiaro richiamo alla quest “Kid in a Fridge” di Fallout 4, che a sua volta omaggiava l’iconica scena-meme di Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, già citata in modo ironico anche in Fallout: New Vegas.
9. Bottiglie di latte e distributori automatici
Elementi ambientali ricorrenti in Fallout 3, Fallout: New Vegas e Fallout 4, utilizzati per rafforzare la continuità visiva con il mondo dei giochi.
10. Vertibird e manovre d’attracco
Le sequenze di volo e atterraggio replicano fedelmente l’estetica e la funzione dei Vertibird visti in Fallout 4, inclusa l’associazione con la potenza militare della Brotherhood Of Steel.
11. “Lazy Day Blues”
La canzone “Lazy Day Blues” di Derek Scott e Bert Weedon è una delle canzoni riproducibili nella radio del Pip-Boy in Fallout: New Vegas.
12. Area 51
La base segreta rientra perfettamente nella mitologia Fallout, da sempre affascinata da complotti, tecnologia sperimentale e reliquie militari pre-guerra, ed è inoltre coerente che si trovi in un parco giochi per bambini.
13. Lo Zetan criogenizzato
L’alieno congelato nella ghiacciaia è un riferimento diretto agli Zetans, gli alieni presenti in vari capitoli della saga, e in particolare nel DLC Mothership Zeta di Fallout 3.
14. Fucili, pistole, mazze, granate e Dichiarazioni d’Indipendenza
Il Cryolator, l’arma iconica di Fallout 4 e Fallout 76 fa la sua comparsa come simbolo della follia tecnologica pre-bellica e delle sperimentazioni senza etica tipiche soprattutto dei vari Vault presenti nel gioco. Compaiono inoltre lo shock baton (mazza elettrica) introdotto nel sopracitato DLC Mothership Zeta, il blaster alieno e una granata al plasma. Si possono vedere anche la Dichiarazione d’Indipendenza (il cui ritrovamento era al centro di una missione di Fallout 3), quella che sembra l’arca dell’Alleanza (probabilmente un’altra citazione a Indiana Jones), una bandiera americana con 14 stelle a rappresentare il Commonwealths e il Governo Federale.
15. I primi segnali della Legione di Caesar
Simboli, linguaggio e iconografia, ma anche la donna salvata da Lucy che indossa una tunica da schiava, anticipano la Legione di Caesar resa celebre da Fallout: New Vegas, ispirata all’Impero Romano e fondata su violenza, schiavitù, imperialismo e dominio totale della Zona Contaminata.
16. L’uso del termine “profligate”
L’insulto tipico della Legione, utilizzato nei giochi per indicare chiunque viva al di fuori del loro sistema, viene ripreso fedelmente in questo episodio.
17. Gli Scorpioni Radioattivi
Compaiono in questo episodio quelli che sono tra i nemici più riconoscibili della saga, presenti in diverse varianti, a conferma della pericolosità costante della Zona Contaminata.
18. La gestione degli stimpack
La scelta morale di Lucy richiama direttamente il gameplay dei giochi, dove l’uso sbagliato delle risorse può avere conseguenze impreviste e spesso tragiche, rinforzando quello che è il mantra dell’intera saga videoludica e televisiva: “no good deed goes unpunished“.
19. Vault 31 e l’élite criogenizzata
Il concetto di “abitanti premium” richiama la satira feroce di Fallout sul capitalismo estremo e sui piani di sopravvivenza riservati solo ai privilegiati. Inoltre, la scena con laragazza che lamenta di essere diventata cieca potrebbe essere un omaggio alla sequenza in cui Han Solo viene tirato fuori dalla carbonite ne “Il Ritorno dello Jedi”.
20. Il Paladino Harkness
Il personaggio interpretato da Kumail Nanjiani potrebbe essere un riferimento alla guardia di sicurezza di Rivet City Harkness di Fallout 3, che suggerisce collegamenti tematici legati all’identità e alla manipolazione. L’outfit che indossa, però, ricorda più quello dell’anziano della Confraternita Arthur Maxson, presente in Fallout 3 e Fallout 4.
21. “War never changes” come sottotesto
Anche senza essere pronunciata, la frase più iconica della saga permea l’intero episodio, ribadendo l’immutabilità della violenza umana.
22. “Accentuate the Positive” nei titoli di coda
Il brano, presente in Fallout 4, viene usato nella sequenza di fuga di Norm e degli “abitanti premium” dal Vault 31 con amara ironia per commentare una realtà che premia il cinismo e punisce l’idealismo.
23. Poster e propaganda pre-bellica
I materiali visivi, come il poster del film “Revenge of Brutus” presente nei titoli di coda – che vede come protagonista proprio Cooper Howard – ricordano le locandine fittizie dei giochi. Sulla vetrina del negozio di vestiti possiamo vedere un cartello riguardante una vendita di Halloween, questo perché le bombe nucleari sono state lanciate il 23 Ottobre. Inoltre si può notare un cartellone pubblicitario che cita “Life in the fast lane” con una macchina rossa, che ricorda un cartellone simile presente in Fallout 4, sempre con una macchina rossa, ma con la scritta “Life is a race, win!“.
24. Lo stadio della Legione
La fusione tra stadio sportivo americano e arena romana riproduce perfettamente l’estetica di Fallout: New Vegas, dove la violenza è al contempo intrattenimento e rito politico. Inoltre, al termine della panoramica, possiamo anche intravedere dei bersagli con delle foto di soldati della NRC, in particolare uno con l’elmetto dell’iconico ranger della NCR sulla copertina del videogioco, e dei prigionieri crocifissi, esattamente come accadeva in New Vegas nell’accampamento della Legione.
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“The Golden Rule” si configura così come un episodio densissimo, che utilizza il linguaggio del western, della fantascienza e della satira per interrogarsi su cosa significhi davvero essere “buoni” in un mondo costruito per punire ogni gesto di empatia. L’episodio consolida Fallout come una delle trasposizioni più mature e consapevoli del panorama televisivo contemporaneo. Un episodio che non consola, ma interroga, dimostrando che nel Wasteland ogni scelta, anche la più giusta, ha sempre un costo.


