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Gangs Of London 1×03 – Episode 3TEMPO DI LETTURA 3 min

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La copia stilizzata del famosissimo “Urlo” di Edvard Munch è un ottimo modo per esprimere la sensazione generale dello spettatore dopo questo terzo episodio: l’ansia. E non potrebbe essere altrimenti perché, se non fosse per una sorta di certezza di fondo che vuole Elliot Finch sopravvivere ad ogni genere di situazione (essendo il protagonista della serie insieme a Sean Wallace bisogna un po’ aspettarsi questa immunità di gregge), sarebbe un sentimento praticamente costante che accompagnerebbe lo spettatore per tutta la visione. Chiaramente si scrivono queste righe con un discreto appetito per il prossimo episodio ma anche con un certo piacere nel provare quest’ansia, visto il ritmo abbastanza veloce e la pioggia di pugni, proiettili e accette che demarcano questo terzo appuntamento.
Bisogna doverosamente inchinarsi subito alla regia praticamente impeccabile firmata da Corin Hardy (già regista dello scorso “Episode 2“) che esprime veramente bene diverse sfaccettature della Londra di questa serie, vuoi per la crudezza di certe immagini (lo scontro finale è così ben fatto che non si può che provare piacere a vedere i due uomini lottare), vuoi per aver osato in più occasioni lì dove altri non si sarebbero spinti (le inquadrature fuori dal palazzo con Elliot e la figlia di Ed Dumani che si lasciano andare ad effusioni scomposte). È una regia sporca che segue il ritmo degli eventi ma segue anche i personaggi, non si limita all’orizzontalità degli spostamenti ma va ad approfondire anche la verticalità cambiando spesso prospettiva durante il combattimento mortale, il tutto rendendosi aderente all’azione ma pur sempre mantenendo le distanze. Un qualcosa di veramente difficile da ritrovare in una produzione televisiva contemporanea, sicuramente impossibile per la tv generalista americana (utopia per quella italiana), a quanto pare piacevolmente possibile per le produzioni targate Sky Atlantic.

 

Sean:You thought you could deal and ship without us knowing where and when? This isn’t about the money. You’re the only one I can rule out from killing my father. You wouldn’t have done and you’d be so fucked without us.
You want to buy food, medicine and weapons, more than you ever have… I’d want it run as a real business. You could be as big as Asif. Bigger. Why? Why would you do that? Ever since I took over, people keep telling me to do this, do that… Don’t ever go against me again. And don’t steal from Asif. Unless I tell you to.

 

Non c’è solo il lato violento, anche se giustamente prevale, ma questo “Episode 3” finalmente mette nero su bianco alcune informazioni sulla storyline che potevano essere non chiare. Si parla chiaramente della faida iniziata diversi anni prima tra Lale e Asif, faida che si tramuta in uno sdoganamento del ruolo centrale del potere e in una strategia da parte di Sean che si rivela, un po’ a sorpresa, degno del ruolo di successore. Se l’obiettivo era quello di dimostrarsi saggio e difficile da battere, allora il giovane Wallace è riuscito perfettamente nell’intento. E da qui sorgeranno chiaramente altri problemi.
Le parole qua riportate bastano e avanzano per dimostrare una cerca maturità nel gestire la narrazione e permettersi anche di introdurre finalmente una storyline sentimentale che non tarderà, ovviamente, a creare ulteriori difficoltà al character interpretato da Sope Dirisu.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Regia veramente speciale di Corin Hardy
  • Sope Dirisu si sta rivelando davvero bravo, specie negli scontri fisici (ma lo si era già capito da “Episode 1)
  • Faccia a faccia finale tra Sean e Lale che promette molto bene
  • RItmo sempre molto elevato
  • Sceneggiatura molto attenta
  • Potrebbe essere ancora possibile la sensazione di confusione fin qui mantenuta dai vari alleati

 

Basterebbe anche solo lo scontro finale per dare giustizia, con un Bless Them All, alla bellezza di questo combattimento. Fortunatamente “Episode 3” non è solo questo e, anzi, si riconferma praticamente perfetto sotto moltissimi livelli, il che è un piacere per gli occhi e anche una notevole fonte di ansia. Ansia buona.

 

Episode 2 1×02 ND milioni – ND rating
Episode 3 1×03 ND milioni – ND rating

Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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