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Godather Of Harlem 2×04 – The GeecheeTEMPO DI LETTURA 4 min

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Godfather Of Harlem 2x04 Recensione Godfather Of Harlem si è ormai affermato come uno show solidissimo. Il prodotto di Eckstein e Brancato è una serie di qualità, che raramente soffre o commette passi falsi. Soprattutto, convince la scrittura dei personaggi, mai banali e sempre credibili nelle loro intenzioni.
In particolare, in “The Geechee”, si assiste innanzitutto al gradito ritorno di Joanne Kelly nei panni di Amy Vanderbilt. Inoltre c’è tanto Giancarlo Esposito, sempre eclettico e istrionico, mentre Vincent D’Onofrio si eleva maggiormente rispetto agli altri episodi. Tuttavia, mrs. Mayme Johnson è la vera star dell’episodio, alle prese con le battaglie sociali. Tanti personaggi impegnati si più fronti diversi e riescono a uscirne fuori tutti ben sviluppati dalle loro azioni. Un vero e proprio miracolo messo in piedi dagli autori che, in soli 55 minuti di episodio, hanno portato avanti un cast corale così variegato.

THE GEECHEE CLUB


Con i soldi del nuovo promettente progetto delle “Dieci Harlem” Bumpy ha investito in un nightclub. Così nasce il Geechee Club, locale che prende il nome dagli antenati del padrino di Harlem che si ribellarono alla schiavitù. È molto suggestiva anche l’inquadratura di presentazione del Geechee, in cui i due ex acerrimi nemici Bumpy e Chin condividono un divano mentre si godono l’atmosfera del club.
Proprio Chin risulta uno dei personaggi messi molto in luce dalla scrittura di questo episodio. Il boss interpretato da Vincent D’Onofrio sembra avere avuto una sorta di evoluzione. È infatti passato dall’istigare le cinque famiglie a dare la caccia all’uomo a Bumpy per poi finire a difenderlo davanti agli altri italiani. In particolare la scena del meeting finito poi con l’assassinio di alcuni boss nostrani evidenzia uno spiccato affiatamento maturato tra i due boss protagonisti.

MINACCE DALLA NAZIONE


Malcolm, invece, continua la sua lenta discesa nell’inferno dello stalking. Gli appostamenti fuori casa sua si fanno sempre più frequenti, e la finestra che affaccia sulla strada è diventata ormai un’ossessione in casa X. In più, arriva una misteriosa lettera, con la firma di Elise, che racconta di un fantomatico rapporto tra la figlia di Bumpy e il famoso attivista. Oltre a mettere tarli nella testa della moglie di Malcolm, questa potrebbe essere anche una meschina mossa di diffamazione messa in atto da non si sa chi (FBI? NOI?) per rendere Malcolm un bersaglio per l’opinione pubblica.
Intanto Elise accetta di rimanere nella NOI per fare da spia per conto del suo mentore. Presta anche giuramento, in una scena molto toccante, dovendo ripudiare l’uomo che le ha salvato la vita. Fortunatamente questa infiltrazione porterà i suoi frutti, in quanto si viene a scoprire che proprio la Nazione dell’Islam, per mano di uno sei suoi ministri, sta cercando di eliminare Malcolm. Una situazione scomoda per il personaggio di Nigèl Thatch (bravissimo come al solito) che inizia a vedersi i giorni contati.

Mayme Johnson: “I wanna thank Amy for not only supporting the cause of civil rights, but for understanding the limits white people will have in empathizing with the Black experience. And, truth is, they simply can’t. But they can listen. By listening, I believe our cause for equality will advance at a much quicker pace.”

I DIRITTI DI UNA DONNA NERA


La protagonista indiscussa di “The Geechee” è una soltanto: Mayme Johnson. Dopo i pochi minuti accumulati puntata dopo puntata, con l’inizio della collaborazione con il reverendo Powell, finalmente il personaggio di Ilfenesh Hadera splende di luce propria. E lo fa proprio quando viene al pettine il nodo più ostico di tutti: Amy Vanderbilt.
La vecchia amante di Bumpy è tornata in circolazione in quanto il deputato Adam Powell (Giancarlo Esposito ruba lo schermo ogni volta) vuole servirsi di lei. Amy dovrà partecipare al famoso programma televisivo di Mike Wallace chiamato “60 Minutes”. Powell pensa che Amy potrebbe parlare della causa nera, sensibilizzando l’opinione pubblica, e la presenta quindi a Mayme per indottrinarla e farla addentrare nel problema. Superato il gelo iniziale, Mayme rivelerà che purtroppo solo un nero può spiegare e parlare di come ci si sente e cosa significa subire quel tipo di razzismo, un bianco può e deve solo ascoltare. Un concetto bellissimo espresso proprio da Mayme in poche linee di dialogo pregne di significato, come insegna Godfather Of Harlem.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La storyline di Malcolm tiene il fiato sospeso
  • “Capisci?”
  • Bumpy e Chin nemici-amici
  • Si parla sempre troppo poco della bravura di Nigèl Thatch
  • L’Adam Powell di Esposito è il perfetto anello di raccordo tra Mayme e Amy
  • Ogni dialogo tra Amy e Mayme
  • I concetti espressi da Mayme Johnson, da incidere nella pietra
  • Nulla da segnalare

 

Godfather Of Harlem consegna un episodio densissimo di significato. Mentre dal lato gangster la trama avanza a passi rapidi, Malcolm intenerisce lo spettatore. La spunta proprio Mayme Johnson, a cui sono destinate le parole forse più importanti pronunciate in questo show.

Giovane musicista e cineasta famoso tra le pareti di casa sua. Si sta addestrando nell'uso della Forza, ma in realtà gli basterebbe spostare un vaso come Massimo Troisi. Se volete farlo contento regalategli dei Lego, se volete farlo arrabbiare toccategli Sergio Leone. Inizia a recensire per dare sfogo alla sua valvola di critico, anche se nessuno glielo aveva chiesto.

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