Gotham 1×08 – The MaskTEMPO DI LETTURA 9 min

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“A mask hides the face, but frees the soul. A mask speaks the truth.”

Quando si raggiunge l’apice, in particolare quello narrativo, si possono fare solo due cose: o si scende di qualità, o si alza la posta in gioco. Essendo Gotham uno show neonato, con ancora tutte le carte migliori da giocare contenute (tra le altre cose) in un mazzo forte di una licenza rinomata e apprezzata dal grande pubblico, sceglie la seconda delle opzioni e riparte da quello che potremmo definire la fine del primo story arc del telefilm, sfornando una puntata di transizione. Se la parola “puntata di transizione” vi spaventa, tranquilli: non c’è nulla di male in essa, o almeno, non c’è nulla di male per la struttura e lo scopo con cui la produzione ha deciso di tinteggiare “The Mask”.
Dopo aver messo a segno il primo climax della serie, possiamo dire che “Penguin’s Umbrella” scrive la parola fine al Capitolo 1 della serie tv Gotham e che, questo ottavo episodio della stagione uno, si presenta sotto la duplice identità di Epilogo dello scorso arco narrativo, ma anche da Prologo di quello nuovo; la somma delle due entità danno come risultato l’episodio di cui state leggendo la recensione, puntata che si preoccupa non solo di fare da ponte tra i due capitoli, ma anche di aggiungere qualcosa di nuovo all’economia della serie e alla crescita dei suoi personaggi. Abbiamo sia i nostri protagonisti che raccolgono i cocci della recente, piccola “guerra” tra Maroni e Falcone, ma abbiamo anche i primi segni di lavori in corso per spianare la nuova strada che ci condurrà al secondo storyarc: più nuovi elementi aggiuntivi, che un domani, andranno a sommarsi e daranno al pubblico i personaggi nel ruolo che più gli compete e con cui sono più conosciuti.
Partiamo proprio da questa caratteristica, quella di aggiungere elementi: riflettore che viene puntato tantissimo (più di altri personaggi) sul piccolo Bruce Wayne, il quale riceve un’enorme boost alla sua “road to be Batman”; chiedere ad Alfred di insegnargli a combattere; primo, piccolo ma importante passo verso la strada che continuerà con un viaggio per il mondo imparando le più disparate tecniche, e si concluderà con un mantello nero e un cappuccio a punta: se prima erano tutti indizi o riferimenti alla sua futura carriera in costume, questo invece rappresenta un vero e proprio punto di partenza. Tutto questo, ovviamente, dopo una simpatica (ma pur sempre badass) scena dove Wayne Jr. si gode la sua vendetta appoggiato da un Alfred che si mostra come il Pennyworth che tutti conosciamo ed amiamo.
Ma se in zona Wayne Manor si hanno miglioramenti caratteriali, in zona Dipartimento di Polizia e bassifondi di Gotham City, si hanno invece i sopracitati avanzamenti di trama. La aspra rivalità, ormai alla luce del sole, tra il Pinguino e Fish Mooney continua in quella che si sta delineando più come un sottile gioco a scacchi, che come una dichiarata guerra tra famiglie Godfather style, con lo scopo di sabotare gli interessi dell’altro nella maniera più subdola possibile; al centro di questa ragnatela di intrighi per arrivare a conquistare il titolo di unico crimelord di Gotham, ci sono i deboli (ma inossidabili) rappresentati di una labile e trasparente legge: Gordon e i suoi pochi alleati, costretti a combattere contro i cattivi (Fish, Pinguino e compagnia bella) ma anche contro la polizia stessa, codarda e corrotta quasi quanto i criminali che arresta. Nemici ovunque, criminalità dappertutto, ma anche se Gordon sente su di sé il peso delle responsabilità in uno dei suoi (primi dei tanti) momenti difficili, deve ricordarsi che non è solo: se un poliziotto di dubbio valore morale come Harvey, al suo fianco, è cambiato così tanto da fare un discorso ispiratore alla Capitan America, cosa può impedire al resto dei poliziotti di essere come Bullock?
Purtroppo, da altre parti invece, alcune cose non sono state azzeccate come avrebbero dovuto. Ci dispiace tanto che Jimbo venga privato della mogliettina, ma a livello di caratterizzazione, Barbara Kean non ha saputo brillare di luce propria e dimostrarsi un personaggio accattivante, portando solo fastidio allo spettatore. Nel suo addio, poi, conferma la debolezza con cui è stato sfaccettato il personaggio, rendendolo addirittura incongruente: prima quasi si fa ammazzare per aiutare Jim, e ora che ha ancora più bisogno, se ne va? Qualcosa proprio non torna, forse sarà bipolare: ok che Gotham sforna pazzi di ogni genere, ma così si esagera. E parlando proprio di pazzi, anche se per altri motivi, non convince nemmeno il villain della settimana; anche se non lo da a vedere, Richard Sionis è basato su Maschera Nera, nemico abbastanza presente nei fumetti di Batman che qui la produzione ha deciso di rivisitare completamente. Se Barbara poteva esser già un personaggio poco interessante di suo, con Maschera Nera la crew commette un grave errore cercando di piegare alle esigenze dello show un personaggio che non aveva bisogno di aggiunte o cambi; una scelta gestionale sbagliata, che però, può sempre essere raddrizzata in futuro, guardate Alfred, sembrava senza speranza, e invece proprio in “The Mask” sfoggia il suo savoir faire inglese.

 

L’angolo del Nerd della fumetteria all’angolo

 

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi e raccattare tutte le curiosità e le ammiccate d’occhio per questa incarnazione live-action della città più malfamata dei fumetti? Maccerto che no, doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, come abbiamo fatto per Marvel’s Agents Of SHIELDThe Flash e Constantine, ecco a voi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia disseminati nella puntata

  1. Il dottore che ricuce i gangster, e che viene puntualmente sbattuto in carcere da Gordon, si chiama Bradford Thorne, altrimenti conosciuto con l’alias di “Crime Doctor”. Nei comics, Thorne si presenta come uno di quei dottori “che non fanno domande” e che si limita ad essere pagato il giusto per offrire assistenza medica ai criminali che non possono rivolgersi agli ospedali. Poi, come ogni ragioniere che fa la gavetta per poi aprire il suo studio, anche Bradford espanderà la sua clinica illegale e la trasformerà in un vero e proprio impero, dove assumerà l’alias di Crime Doctor e si specializzerà nelle torture.
  2. Nell’episodio viene citato un certo “Mr. Adams”. Il nome è una citazione (nonché omaggio) ad uno dei celebri disegnatori di Batman degli anni ’70: Neal Adams, che insieme allo sceneggiatore Denny O’Neil, diedero vita ad alcune delle storie più importanti del personaggio del Cavaliere Oscuro.
  3. Non salutate ancora il “caro” Tommy Elliot, perché in futuro, tornerà a tormentare la vita di Bruce Wayne quando questi sarà già Batman, con il nome di Hush. Elliot è, di fatti, una sorta di “versione oscura” di Bruce Wayne, come lo è sempre stato Venom per l’Uomo Ragno (giusto per fare qualche esempio celebre); entrambi ricchi e orfani, i due diventeranno presto amici e cominceranno a giocare a svariati giochi di strategia, sfidandosi in astuzia. Quello che differenzierà Wayne da Elliot, è il fatto che Tommy ha causato egli stesso la morte dei suoi genitori per accedere alla loro fortuna e gestirla personalmente. Come Batman, Hush non ha superpoteri, ma possiede (proprio come lui) una preparazione fisica eccellente, una mente brillante e diverse attrezzature a sua disposizione.
Facce da Fumetto
Sempre come abbiamo fatto per i tre show sopracitati, rispolveriamo il vecchio specchietto dedicato all’introspezione di alcuni personaggi chiave del fumetto originale da cui è tratto il serial e di cui è bene sapere qualcosina in più. Per Gotham ci muoveremo in modo abbastanza diverso rispetto a quanto fatto in precedenza, dato che molti dei personaggi del roster Batmaniano sono noti anche a per chi non è cresciuto a pane e Bat-fumetti; quindi, cercheremo di prendere quei personaggi importanti per il mito del Cavaliere Oscuro ma sconosciuti ai più e quelli a cui verrà dato più spazio nell’episodio, così da farvi conoscere il loro corrispettivo cartaceo.

Maschera Nera

 

Sembra Maschera Nera, anche se non lo è. In Gotham, il personaggio è stato palesemente rivisitato e piegato alle esigenze dello show, ma ciò non cambia che l’originale punto di partenza sia Maschera Nera. Come molti villains del Pipistrello, anche Sions è vittima di un’infanzia infelice che lo ha portato a provare molto risentimento per i suoi genitori, impegnati anima e corpo nella gestione dell’azienda di famiglia: la Janus Cosmetics.
Quando sarà il suo turno di dirigerla, Roman (nel serial, Richard) si dimostrerà un pessimo uomo d’affari, mettendo non solo a segno un investimento sbagliato dopo l’altro e facendo colare a picco la società di famiglia, ma anche lasciandosi trasportare dalla sua nuova, logorante occupazione: le maschere, passione/ossessione che lo terrà impegnato nell’accumulo seriale di esemplari rari e che lo distrarranno a tempo pieno dal suo lavoro. Quando la società fallì, venne rilevata dalla Wayne Entreprieses e Roman cominciò a covare odio verso Bruce e risentimento verso i genitori, che li riteneva responsabili della sua disgrazia; trovando nel crimine la risposta ai suoi problemi, spese i giorni successivi al fallimento della società a modellare il teschio del padre in una spaventosa maschera (poi colorata di nero), che utilizzò per celare la sua identità durante le scorribande illegali che, in una violenta scalata al potere, lo misero a capo di un vastissimo impero criminale, diventando uno dei principali signori del crimine di Gotham.
I suoi obiettivi, fin dal suo debutto su Batman #385 del 1985, sono quello di eliminare Bruce Wayne dalla faccia della terra per l’umiliazione subita nel rilevare l’attività di famiglia, e quella di espandere il proprio impero, fino a diventare l’unico crimelord Gothamita; purtroppo non riuscirà a portare a termine nessuno dei due “sogni”, dato che verrà ucciso da Catwoman su Catwoman #52 del 2006, quando Selina gli sparerà in faccia. Il suo retaggio verrà raccolto da Jeremiah Arkham: ex-dottore di Akrham Asylym diventato pazzo e deciso a diventare il nuovo signore del crimine di Gotham; dopo il reboot dei New52 ad opera della DC Comics, nel tentativo di ringalluzzire e svecchiare i suoi personaggi, la morte dell’originale Maschera Nera verrà riveduta e corretta dalla continuità, dicendo che, si, Catwoman gli ha sparato un colpo mortale, ma che lo ha lasciato in stato comatoso fino al suo risveglio, che è andato a coincidere con il suo nuovo debutto nella nuova continuità.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Bruce Wayne VS Tommy
  • Alfred
  • Gordon contro Tutti
  • Il discorso di Bullock
  • Barbara se ne andata e non ritorna più (si spera)
  • Maschera Nera

 

Pur nella sua entità di puntata di transizione, “The Mask” riesce comunque a tenere alto il livello della serie ripristinato con “Penguin’s Umbrella”, fornendo un degno epilogo ad uno dei (finora) punti più alti dello show e preparare il terreno per alzare la posta in gioco con le trame future. A livello di personaggi c’è qualche sbavatura, sopratutto con quelli con cui si gioca sulla reinterpretazione, ma questo non gli impedisce di essere errori potenzialmente raddrizzabili in futuro. Insomma, Gotham vede e rilancia, scommettendo su se stesso. E fa anche bene, del resto, cos’ha da perdere uno show che ha solo da costruire?
 

Penguin’s Umbrella 1×07 6.55 milioni – 2.4 rating
The Mask 1×08 6.35 milioni – 2.2 rating

 

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