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Grey’s Anatomy 17×05 – Fight The PowerTEMPO DI LETTURA 4 min

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Grey-s-Anatomy-17x05La linea di demarcazione tra finzione e realtà risulta spesso e volentieri labile all’interno di determinati show televisivi. In questo preciso momento, con una pandemia globale riadattata ad elemento narrativo attivo, questa linea sembra addirittura sparire in certi frangenti.
“Fight The Power”, quinto episodio di questa diciassettesima stagione, è l’ennesimo esempio di come Grey’s Anatomy riesca a giostrarsi in maniera più che ammirevole attorno ad una tematica (quella del virus SARS-CoV-2) tanto attuale, mostrando però il fianco alla consueta ed ormai abituale mala gestione di rapporti sociali, personaggi principali e secondari nonché di intere sottotrame. Appare congeniale aprire questa recensione sottolineando come si navighi ormai a vista con il discutibilissimo triangolo amoroso Tom-Teddy-Owen, ampliato in questo episodio anche da un confronto Teddy-Amelia, tornata in ospedale giusto il tempo di condividere con l’ormai ex nemica in amore le sue malefatte alle spalle di Owen. Difficile comprendere cosa abbia fatto di male Owen nella sua vita per meritarsi questa infelicità divenuta ormai di prassi dal giorno in cui convolò a nozze con Cristina. Qualsiasi spalla in amore gli venga avvicinata dura giusto il tempo di rivelarsi una traditrice seriale oppure perdutamente innamorata di altri personaggi a volte completamente casuali (si veda proprio il caso di Teddy-Tom).
Anche con Richard e Catherine, riappacificatisi in brevissimo tempo (bastava ridare a Richard il vecchio ruolo all’interno del Grey Sloan, a quanto pare), si è ormai perso quella verve di interesse attorno alle diatribe d’amore, tanto che nemmeno in fase di scrittura di dialoghi e di sceneggiatura si perde ormai tempo a sprecare minuti da questo punto di vista. L’ennesimo buco nell’acqua, quindi.
Ma “Fight The Power” è l’episodio che cerca di rendere giustizia a tutte quelle persone morte a causa del virus e che, proprio perché decedute durante una pandemia che ha inglobato il pianeta risputandolo in una situazione di totale caos, sono diventati puri e semplici numeri. Numeri, percentuali, statistiche, bollettini, dati: dietro a questi termini che sono diventati ormai di uso comune nel linguaggio online e nel parlato si nascondono persone, vite, passioni. Affinché le persone non diventino puri e semplici numeri di una pandemia occorre dare dei nomi e dei volti: Zoanne Clack, sceneggiatrice della puntata, decide quindi di sacrificare la madre di Miranda per rendere più tangibile e concreto questo virus avvicinando lo spettatore ad un dolore che forse fatica a toccarlo, assuefatti come ci si ritrova ora sommersi di statistiche, bollettini, informazioni e DPCM.
Clack ha vissuto in prima persona questa paura: la madre, malata di Alzheimer ha contratto il virus, ma è riuscita fortunatamente a guarire; tuttavia l’idea che potesse essere ricordata solo come vittima (quindi numero) e non come insegnante che aveva avuto un ruolo fondamentale nella vita di molte persone le causò ancora più dolore. Ecco, quindi, in fase di scrittura, l’idea di avvicinare lo spettatore al dolore e di dare un volto a quei “morti per Covid” che tanto vengono menzionati in tv, giornali ecc ecc.
Da annotare, inoltre, che la Clack ha preferito sostituire i titoli di coda con una serie di nomi in bianco su sfondo nero: si tratta della riproposizione dei nomi raccolti sul sito Medscape all’interno dell’articolo “In Memoriam: Healthcare Workers Who Have Died Of COVID-19”, progressivamente aggiornato.
La morte della madre di Miranda viene ben sfruttata quale collante tra Bailey stessa e Maggie (che aveva perso la madre alla fine di una lunga battaglia medica): le due si avvicinano, affrontano un senso di colpa che le accomuna, ma che realizzano essere dettato dal dolore e dalla sofferenza del momento. La spalla migliore a cui si potesse appoggiare Miranda, considerato il momento e considerato che Meredith si ritrova ancora nel mondo dei sogni (ma in ripresa dopo essere stata inserita nel trial medico). Proprio Meredith risulta quasi del tutto senza battute (salvo un minimo “scambio” proprio con Miranda, apparsa sulla famigerata spiaggia) e, un’eccezione più che rara, l’intro e l’outro vengono strappate ad Ellen Pompeo proprio da Chandra Wilson.

 

THUMBS UPTHUMBS DOWN
  • I numeri che diventano volti, passioni, persone
  • Titoli di coda
  • Miranda e la madre
  • Miranda e Maggie
  • Richard e Miranda: ottimo confronto, ben gestito a livello di ricerca di empatia con il pubblico
  • Politica spicciola tra Richard e Jackson
  • Jo improvvisamente interessata ad una nuova specializzazione…casualmente la stessa di Alex?
  • Teddy-Owen-Tom
  • Politica spicciola tra Richard e Jackson
  • Solita gestione approssimativa di molti fattori

 

Una puntata con un messaggio molto forte (“non siamo solo numeri”), rinforzato da una tematica non solo vicina allo spettatore, ma quotidiana, reale e concreta. Tutti elementi vincenti che avrebbero potuto sancire l’ennesima benedizione per questo inizio di stagione di Grey’s Anatomy, tuttavia bisogna sempre fare i conti con una sceneggiatura decisamente approssimativa sotto diversi punti di vista. Sarà per la prossima puntata, forse.

 

 

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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