Quando leggi che Bill Lawrence ha creato una nuova comedy, subito pensi che deve trattarsi di qualcosa di imperdibile. Dopotutto, lui è il papà di serial cult come “Scrubs” o “Cougar Town”, e se sei cresciuto con almeno uno di questi due telefilm e l’hai adorato, sai che non può essere male la sua nuova creatura. Se inoltre leggi che uno dei protagonisti sarà John McGinley, il magnifico Dr.Cox che per otto anni ci ha deliziato con quei monologhi indimenticabili che solo il genio di un uomo così era in grado di partorire beh, potresti addirittura pensare che il Babbo Natale dei telefilm sia arrivato con un mese di anticipo e ti abbia portato un dono eccezionale. In questo caso, Babbo Natale si chiama TBS ed è un network americano che fino ad ora non si è mai fatto conoscere per particolari lavori originali. Adesso però, ha deciso di scommettere in grande e lo fa proprio con il nuovo progetto di Lawrence: Ground Floor.A completare il racconto, vi sono gli altri personaggi che fanno da cornice a questo fulcro romantico: “Harvard”, collega segretamente innamorato di Jenny, Mike “Threepeat” Wen, probabilmente unico amico fidato del protagonista e poi lui, il motivo che dovrebbe spingervi più di ogni altra cosa a vedere questa puntata: Mr.Mansfield, capo di Brian e interpretato dal sempre verde McGinley. Quest’ultimo è di sicuro il grosso punto a favore di questo show, perchè il ritorno di un attore di tale calibro (praticamente scomparso dopo la fine di Scrubs del 2010) e, soprattutto, dei suoi monologhi era quello che ci voleva in un panorama televisivo in cui le nuove opere alla fine hanno la caratteristica di somigliarsi tutte tra di loro. E se dovessimo dirla tutta, a noi mancavano tanto i suoi racconti logorroici. Ecco, se dovessimo parlare al passato, possiamo dire che il Signor Mansfield è una fusione tra il Dott.Cox appunto, e il Dott.Kelso: del primo condivide il sarcasmo, i monologhi, e un rapporto stranamente paterno con il protagonista, del secondo ha ereditato un cinismo che nel mondo dell’economia di sicuro non è raro. Ergo, personaggio ben riuscito, anche se già visto.
Insomma, ci sono tante, tante cose che il nostro amico Bill ha voluto prendere in prestito dalla sua opera prima, e noi speriamo sia soprattutto un omaggio e che tale omaggio abbia vita breve. Già perchè, se è vero che Scrubs ci manca, è altrettanto vero che un telefilm per funzionare ha bisogno della propria linfa, e non può quindi “appoggiarsi” su show già conclusi. Inoltre, i due ambienti sono completamente differenti: da una parte l’ospedale, che offre al medico spunti di vita su cui riflettere, dall’altra un’azienda che ha bisogno di un rapporto equilibrato di tutti -ma proprio tutti- i personaggi, per poter divertire lo spettatore. Questo per dire che se il pilot è guardabile (e consigliabile da vedere se amate i lavori di Bill Lawrence), gli altri episodi hanno bisogno sicuramente di nuove idee per continuare a mantenere il pubblico interessato.
PRO:
- Il ritorno di John McGinley e dei suoi monologhi: lui che potrebbe anche fare il fruttivendolo, ma saprebbe comunque come farti ridere.
- La storia che, anche se a volte un po’ scontata e simile ad altri show, offre in generale alcuni spunti per dar vita ad uno spettacolo che può accontentare il pubblico.
- La presenza di personaggi come “Harvard”o “Threepeat”, che permettono di diversificare la narrazione, senza focalizzarsi troppo sul nascere di quell’amore tra Brody e Jenny.
- Elementi troppo simili a Scrubs. Non che siano totalmente un punto a sfavore chiariamo, a volte fa piacere rivedere qualcosa con cui sei cresciuto, però stiamo parlando di un nuovo serial, che di sicuro avrebbe vita breve se non tagliasse il cordone ombelicale con il primo, grande successo di Bill Lawrence.
- Poco equilibrio dei dialoghi: ritmo a volte calzante, poi però a tratti vi sono tempi morti tra una battuta e l’altra che non rendono appieno la comicità degli sketch.
Concludendo, il potenziale c’è, speriamo solo venga sfruttato a trecentosessanta gradi. La lovestory dei protagonisti permette un diversificare di ambienti e personaggi altrimenti impossibili da collegare. Anche l’alchimia tra i due attori principali, Astin e Heelan, aiuta certamente. Comunque, ci sono altri nove episodi di questo telefilm, speriamo solo riesca a mantenere (e, perchè no?, ad aumentare) le premesse iniziali.
L’unico grande difetto che può esser visto è il rifarsi che ha questo pilot a precedenti lavori dell’autore e che renderebbero tutto solo una copia di un telefilm cult già concluso. E in un Mondo in cui i serial spuntano fuori come funghi, per sopravvivere ci vuole molta inventiva e originalità.
Speriamo solo che nei prossimi episodi Lawrence dimostri di saper usare entrambe queste caratteristiche.
