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Gypsy 1×06 – Vagabond HotelTEMPO DI LETTURA 4 min

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Michael:I never did ask you your name.
Jean: Sidney.

Gypsy entra nella seconda metà della stagione interrompendo bruscamente l’evoluzione narrativa delle precedenti puntate per mostrare quanto il rapporto tra Diane e Sidney abbia ormai irrimediabilmente corroso lo spirito della protagonista, insinuandosi in tutte le sue relazioni personali, a partire da quella con il marito Michael. Nonostante poi sul piano tecnico qualcuno potrebbe aver poco apprezzato le inquadrature dei rapporti consumati in albergo dai coniugi Holloway – se dovuti a una regia poco attenta e frettolosa oppure da una poca familiarità tra i due attori, questo non si può sapere – è evidente come il dialogo nella hall del Vagabond Hotel e successivo amplesso si pongano come primissimo punto di sintesi dell’evoluzione di Jean. Da quanto visto finora il matrimonio tra i due non ha mai sofferto crisi irrisolvibili o ostacoli insormontabili. La vita di Jean d’altronde deve essere “perfetta”, deve calibrare e contrastare il crescente desiderio istintivo e adrenalinico di Diane, deve essere densissima di rapporti personali e lavorativi che poi verranno toccati, sporcati e contagiati dalla ricerca voluttuosa e insaziabile di un piacere nascosto e segreto. Non è un caso quindi che per riuscire a riavvicinarsi a Michael dopo i piccoli screzi degli scorsi episodi Jean debba necessariamente mentire e indossare una maschera, un volto di un’altra persona che non le appartiene. Per riaccendere la stessa passione sperimentata con Sidney anche sotto le lenzuola coniugali deve abbandonare se stessa e iniziare a giocare con il marito, così come il proverbiale gatto con il topo. Il marito ignaro di quale perversione si nasconda in realtà dietro alla fantasia della cantante scrittrice di canzoni interpretata dalla moglie e che si profila quindi essere la prima grande (inconsapevole) vittima del comportamento deviato di Diane.
Così come vittime dell’ipocrisia della protagonista in modo diverso sono tutti i suoi pazienti. Se ancora non si può sapere con certezza quali conseguenze avranno le menzogne e le elusioni contenute nel diario psicologico di Allison, è invece molto più stabile e definita la tortura perseguita nei confronti di Sam e di Claire: da un lato Jean gli è molto vicina e addirittura si lamenta in continuazione con i suoi colleghi di non poter fare di più per loro; dall’altro Diane è più incline ad avvicinarsi a quei personaggi, ai “comprimari”, che nel suo lavoro non dovrebbe mai conoscere se non per empatia o immaginazione. Sam e Claire sono quei personaggi a cui Diane sta togliendo lentamente tutto, sostituendosi a loro. Sono quei personaggi defraudati del loro rapporto più importante e che per la loro instabilità psicologica non hanno la forza di reagire. Al contrario sono sempre più passivi e indulgenti nei confronti di una psicoterapeuta che ha iniziato ad anteporre il proprio interesse personale al loro; ottima da questo punto di vista l’interpretazione di Brenda Vaccaro (la madre di Rebecca) durante la sessione di yoga – perché non bastava il sentimentalismo hippie di “The Commune“, ora c’è bisogno anche di un po’ di orientalismo critico della società iper-velocizzata newyorchese – insieme a Jean: scettica, un pochino incredula, ma al fondo rassegnata ad andare avanti per vedere come va a finire, un po’ come la sintesi dello spettatore medio.
E andando avanti, fortunatamente, sul finire di puntata avviene quello che è forse il primo, vero e proprio colpo di scena dall’inizio della stagione a questa parte. Le diverse storyline improvvisamente convergono non più come coincidenza saltuaria, ma in una sterzata forte e decisa della narrazione. L’ex ragazzo di Allison droga di nascosto Jean per vendetta personale e così la protagonista si ritrova a dover chiedere l’aiuto di Michael proprio durante una scappatella insieme a Sidney: i due mondi interpretati da Naomi Watts tutto d’un tratto iniziano a entrare in contatto e a collidere. E in quella lacrima finale versata da Jean sul treno di ritorno a casa, forse la consapevolezza che nulla sarà come prima, forse la vergogna di quanto in basso l’abbia portata questa sua immersione nel piacere puro e selvaggio.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Sequenza iniziale
  • Primo vero e proprio plot twist finale (o almeno si spera)
  • Jean che sfrutta il suo lavoro contro le altre mamme
  • Alcuni supporter character
  • Si continua a rimarcare la pericolosità di Sidney senza mai mostrarla
  • Coincidenze di luoghi e persone in continuazione
  • Allison è un personaggio difficilissimo da interpretare in modo convincente

 

“Vagabond Hotel” è forse l’episodio più convincente finora. Un episodio che per un inizio e una conclusione degni di nota potrebbe quasi meritare i nostri “ringraziamenti”. Considerando però i diversi pesi che Gypsy si porta dietro fin dal pilot, preferiamo confermare una piena sufficienza nell’attesa di vedere se questo miglioramento sia solo un’eccezione oppure una regola in via di consolidamento.

 

The Commune 1×05 ND milioni – ND rating
Vagabond Hotel 1×03 ND milioni – ND rating

 

Un tempo recensore di successo e ora passato a miglior vita per scelte discutibili, eccesso di binge-watching ed una certa insubordinazione.

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