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Il Buio Oltre La Serie #5 – Amazon feat. Netflix VS Cable Networks VS Broadcast NetworksTEMPO DI LETTURA 7 min

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Lo spettatore medio verso inizio Maggio va molto spesso in chiesa a pregare, in fin dei conti gli Upfronts sono vicini e ognuno lotta come può, pregando o preparando preventivamente delle petizioni con cui inondare il network malvagio che ucciderà la serie di turno. L’intero periodo Ottobre-Aprile è già di per sé molto indicativo circa le possibilità di rinnovo di ciascuna serie, ma ovviamente, l’ultima parola viene detta agli Upfronts e, per maggiori informazioni a riguardo vi invitiamo a recuperare il precedente IBOLS #3: La Chimera Del Rinnovo Seriale.
Se si vive la settimana degli Upfronts in un marasma generale, con molta meno apprensione viene vissuta l’attesa per il rinnovo di una serie di un canale via cavo come HBO o AMC, e questo perché dinamiche, aspettative del network stesso ed introiti non sono così alla luce del sole come invece accade per ABC, CBS, NBC, FOX e The CW. Partendo dal presupposto che ci sono diversi tipi di abbonamento in America che permettono di entrare nel magico mondo del via cavo anche solo con un contratto volto alla visione di serie evento come Game Of Thrones o The Walking Dead, le entrate nelle casse del canale e le spese per la produzione di una serie e di una stagione permettono di guardare ai risultati di ascolto in maniera differente e, proprio per questo, molto più difficile da prevedere.
Tutta questa prefazione è stata fatta per riuscire a contestualizzare la situazione seriale prima di arrivare a discutere del vero argomento di cui si voleva parlare: la qualità degli show. Questi sono gli anni d’oro delle serie, è un’epoca in cui ogni persona, a causa anche della vita sempre più frenetica che si vive ogni giorno, non ha più il tempo né la voglia di guardarsi un film alla sera, ma è invece alla ricerca di un passatempo di 20-40 minuti che lo intrattenga alla fine della giornata lavorativa. Legato a questo bisogno nell’ultimo decennio, il settore telefilmico si è visto puntare sempre più riflettori addosso, riflettori che portano incassi che a loro volta portano a produzioni più costose e complesse, oltre che ad attori di stampo cinematografico che mai avrebbero pensato di fare una serie tv (vedi Rosario Dawson con Marvel’s Daredevil, o Rutger Hauer con Galavant o Kevin Spacey con House Of Cards). Considerando questa situazione di boom, qualsiasi canale o industria adeguatamente strutturata ha deciso di tuffarsi in questo mondo per avere una sua bandiera di riconoscimento: WGN America ha prodotto Salem, Yahoo! ha fatto risorgere Community, Amazon stessa ha imbastito un processo democratico per far votare ai suoi utenti la serie da produrre, Netflix è diventato Netflix.
Questa esplosione ha però avuto ovviamente un impatto a livello globale con una grossa perdita di appeal da parte degli show “generalisti” rispetto a quelli fruibili per pochi ed il perché è presto detto: qualità, ma soprattutto, assenza di limiti.
Un celebre slogan una volta recitava “It’s not porn, it’s HBO” e da solo basta a far capire la differenza che intercorre tra show nati e ideati per uno sviluppo su network via cavo a differenza di quelli in onda sui broadcast nazionali come ABC, CBS e FOX. La permissività dei primi si va a scontrare contro l’edulcorazione dei secondi, da sempre sottoposti a rigidi controlli da parte di enti il cui unico scopo è controllare che determinate scene non vengano trasmesse in fasce orarie protette. Sono passati circa 16 anni da quando The WB mandò in onda il primo bacio omosessuale (in Dawson’s Creek), un evento che suscitò un sacco di scalpore per vari motivi, non ultimo il fatto che fosse stato fatto da un network giovane e generalista come la defunta The WB. Lo sdoganamento dell’omosessualità tra i giovani è nato in quella serata ed è inutile negare che se fosse stata trasmessa da HBO o Showtime non avrebbe avuto la stessa risonanza che ebbe all’epoca. Il via cavo da sempre è stato sinonimo di assenza di censura, una valle paradisiaca in cui esistevano dei limiti su “cosa poter mostrare” ma erano (e sono) talmente blandi da risultare di fatto assenti agli occhi del pubblico pagante.
Quella che si sta combattendo nell’etere è una guerra impari e, nonostante l’esito nel lungo periodo sia scontato, la si combatte lo stesso provando ad offrire il meglio che si può. Se da una parte sangue, sesso e parolacce attirano su di sé tutte le attenzioni del pubblico gratificandolo, dall’altra quella patina puritana che fa da copertina in ogni show in onda tra le 8 e le 10 PM, infonde sicurezza e garantisce comunque una più che discreta qualità, ovviamente non comparabile con ciò che viene trasmesso tramite il “magic cable”.

Generalmente non si può negare una qualità superiore degli show nati da HBO, Showtime, FX ed AMC, questo perché focalizzandosi su un ristretto numero di produzioni e, soprattutto, garantendo un numero di episodi (10-13) atto ad evitare l’utilizzo di filler, il risultato non può che essere superiore. La lotta viene combattuta con armi diverse ed è bene notare che non sempre il trittico sangue, sesso e parolacce si dimostra superiore alla patina, infatti grazie a questo serie come Lost o Person Of Interest possono fregiarsi del titolo di capolavori. Ovviamente sia Lost che Person Of Interest sarebbero stati due prodotti diversi se fossero andati in onda su una AMC o una HBO, scene più crude e scabrose avrebbero preso il posto di dialoghi più concettuali o di misteri ingombranti, sempre ovviamente per una scelta del canale che deve mantenere e rispecchiare la fama che si è creato.
In tutto ciò da qualche anno l’affacciarsi sulla scena di Netflix prima e Amazon dopo ha modificato gli equilibri, costringendo sia i network generalisti che quelli appartenenti al via cavo ad una profonda riflessione: quella che fino ad ora era stata una guerra (impari) a due è diventata una cosa a tre, decisamente più complicata da combattere ma, proprio per questo motivo, assolutamente vantaggiosa per noi utenti finali. Inizialmente è stata fatta una scommessa: è un’idea vincente quella di pubblicare tutti gli episodi di una stagione subito? La risposta sembra essere un fragoroso si.
Oltre a rappresentare una svolta di proporzioni gigantesche, questa nuova modalità di fruizione è diventata un enorme spot pubblicitario sia per Netflix che per Amazon, che ne ha poi copiato il format. A questa nuova ed innovatissima strategia si è poi andata a legare una qualità degli show decisamente alta, a livello di quelli visti nei Cable Networks, e questo ha di fatto reso Netflix un modello di ispirazione per tutti. La competizione si è innalzata su un nuovo livello, canali come FOX e NBC hanno provato ad attuare nuove strategie come la creazione di serie evento quali Gracepoint o le future resurrezioni di The X-Files e Prison Break, oppure anche la pubblicazione di tutti gli episodi online per Aquarius e poi la successiva trasmissione di settimana in settimana. Sono tentativi di sopravvivenza, sono primi abbozzi di una rivoluzione con cui ABC, CBS, NBC, FOX e The CW dovranno fare i conti il prima possibile per poter rimanere competitive, e questo è un dato di fatto.
Le serie via cavo e di Amazon/Netflix al momento risultano molto più appetibili perché “proibite”: dal momento che nella tv generalista, per forza di cose, vige una censura più o meno rigida e consenziente, non potremo mai trovare la scena di un Wilson Fisk che stacca la testa a un uomo con la portella di una macchina;
esattamente per questo motivo il pubblico, ormai abituato alla “classicità” delle possibili scene su ABC, CBS, NBC e FOX, è molto più intrigato da serie via cavo in cui manca letteralmente il filtro e le potenzialità di ogni scena e inquadratura sono infinite. Abituato e quasi sopito dalla regolarità nelle trame orizzontali delle serie generaliste, la varietà offerta da aziende come HBO e Netflix ha svegliato dal torpore il pubblico che, come conseguenza, sta preferendo di gran lunga il tipo di offerta elargito da quest’ultimi.
Il via cavo e Netflix hanno massima libertà di creazione, tutti gli altri scrivono sceneggiature con una mano legata dietro la schiena a causa della censura e ora che gli show dei Cable Networks e Netflix sono diventati fruibili a tutti la differenza enorme si fa sentire,
quindi ci sono solamente due possibilità:
o la tv generalista si adegua
o lentamente si avvicinerà alla morte.
Alea iacta est, Netflix vincendum est.

Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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