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Le Strade Del Male

Ambientato nell’America post seconda Guerra Mondiale, il soldato Russell prende una decisione legittima quanto banale che dà vita ad una tragica catena di eventi. Il nuovo thriller psicologico targato Netflix – che vanta un cast d’eccezione con Bill Skarsgård, Tom Holland e Robert Pattinson – si prende l’onere di indagare sulle radici del male, sulla fede religiosa e sul libero arbitrio.

 

Le Strade Del Male (titolo originale The Devil All The Time) è un film diretto da Antonio Campos, scritto a quattro mani da lui e dal fratello Paulo Campos e distribuito da Netflix il 16 settembre. Tratto dall’omonimo romanzo di Donald Ray Pollock, Campos dà vita a un thriller psicologico ambientato nell’America rurale degli anni ’50.
La storia si snoda tra due cittadine americane – Coal Creek e Knockemstiff – in un arco temporale che abbraccia due generazioni e più famiglie: i Russell, gli Henderson e i Lafety. Grazie ad un narratore, onnisciente quanto imparziale (a cui lo stesso Donald Ray Pollock presta la voce), lo spettatore segue i vari personaggi apparentemente uniti da eventi casuali quanto tragici. Dopo essere stato in guerra nel Pacifico, il soldato Willard Russell (interpretato da un magistrale Bill Skarsgård) torna in Ohio dove conosce una cameriera, Charlotte, colei che poco dopo diventerà sua moglie. Se la prima parte si concentra sulla figura di Willard e il rapporto con il figlio Arvin, nelle vicende successive il testimone passa a quest’ultimo, diventando il filo conduttore che unisce tutti gli altri personaggi in una fitta storia corale.
La ripetizione e l’ambientazione gestiscono il ritmo narrativo. L’ambientazione omaggia le moltissime opere – letterarie e filmiche – ambientate in un’America oscura e caratterizzata da piccole case isolate fra i boschi, da quartieri poveri e fatiscenti dove l’unico punto di ritrovo è la chiesa. La natura diventa in The Devil All The Time il luogo in cui il male prende corpo. Il ritmo incalzante e angosciante si affida invece alla ripetizione. È  la replica di scene, situazioni, luoghi e frasi che scandisce gli eventi e comunica l’inevitabilità degli eventi. La ciclicità è accompagnata da una colonna sonora presente ma non invadente, che enfatizza il senso di avvenimenti già verificatisi e che nuovamente si stanno per compiere.
Tutti i personaggi sembrano essere legati dallo stesso nefasto destino, essi si ritrovano spesso davanti a un bivio dove le opzioni possibili si rivelano determinanti per se stessi e gli altri.  Il tema della religione si lega indissolubilmente a quello del libero arbitrio. Le scelte che vengono fatte spesso non sembrano essere prese coscientemente, ma piuttosto dettate da una situazione disperata dove l’unica speranza è aggrapparsi alla fede. Fin dalle prime scene la fiducia cieca riposta in Dio e nella punizione a cui potrebbero andare incontro è chiara, enfatizzata anche dalle parole profetiche del narratore ad inizio film: “Emma temeva che potesse accadere qualcosa di brutto, se non avesse mantenuto la promessa fatta a Dio”.
La religione e la spasmodica fede in Dio diventano l’unico movente per le loro azioni che, inevitabilmente, peggiorano e si accumulano fino a un punto di non ritorno. La fede, sia essa un’illusoria àncora di salvezza o una credenza fittizia, determina ogni loro scelta. L’unico a spezzare la catena degli eventi è Arvin, vittima delle decisioni altrui e delle proprie, ma anche l’unico della sua famiglia a non rifugiarsi nella religione.

La Bibbia è colma di donne e uomini buoni che hanno avuto delle allucinazioni, dei deliri. Eva nel giardino dell’Eden. Noè nudo e ubriaco. Che ha portato vergogna alla sua famiglia. L’idolo che gli ebrei hanno idolatrato nel deserto. E anche il Signore ebbe delle allucinazioni nel deserto che solo con la sua fede e la sua forza riuscì a superare. L’allucinazione del Signore nel deserto era un trucco del cosiddetto Diavolo. […] Sono le nostre illusioni a indurci al peccato. A colpire una madre o una moglie per qualcosa che si crede abbiano detto. A trascurare il lavoro o il servizio domenicale. Una ragazza che prova qualcosa per un ragazzo e gli concede il suo sacro dono. Illusioni! Bestemmiare il Signore nella mente e nel cuore per un torto che vi ha inflitto un’altra persona.

Se per Willard la fede è l’ultima speranza e per il Reverendo Preston Teagardin (Robert Pattinson) è solo una facciata per poter abusare di ragazze adolescenti, per Arvin la religione è da sempre qualcosa di pericoloso che gli ha portato via i suoi cari. Ed è difatti con lui che il ciclo degli eventi cambia. Ma sebbene sia cosciente delle sue azioni, le sue scelte non differiscono da quelle degli altri, scatenando altra violenza. Ma la ciclicità creata fino ad ora non si può arrestare così, perché se si impara qualcosa da Le Strade Del Male è proprio che violenza chiama violenza, facendo ritrovare nuovamente Arvin in una situazione che non può controllare. Campos sembra essere molto chiaro su questo messaggio: la fede e la punizione che segue le loro azioni sono indissolubilmente legati. Non c’è redenzione e non c’è speranza per chi commette dei peccati.
Gli unici ad avere effettivamente possibilità di scelta e a tenere le redini del film sono i personaggi maschili. È da loro che scaturisce il male che inquina le loro vite e delle controparti femminili, che non possono ribellarsi. Emma ne è il perfetto riassunto: osservatrice impotente degli eventi che la circondano, ne resta vittima senza avere la possibilità di cambiare le carte in tavola. Le uniche che tentano di farlo sono Sandy e Lenora, ma entrambe si ritrovano ad assumere un ruolo passivo fino alla fine, senza poter compiere una scelta consapevole. Chi per un tragico esito dovuto all’imprevedibilità degli eventi, chi per colpa di qualcuno che ha già deciso per lei.
A finire il quadro di un film ben costruito sono gli interpreti. Tom Holland dà prova di essere un bravo attore che riesce a reggere anche un ruolo molto impegnativo, ma gli attori che arricchiscono la narrazione con la loro interpretazione sono Bill Skarsgård al quale è affidato il ruolo più difficile e complesso, caratterizzato dal dolore, da un terribile ricordo di guerra e da un rapporto abusivo con il figlio. Altra nota di merito per Robert Pattinson che si cala completamente nel ruolo del reverendo pedofilo, eccitato dal potere che la sua posizione gli conferisce.


Il regista non è nuovo nel catalogo di Netflix, ma fino ad ora vanta all’attivo solo serie tv quali The Punisher e The Sinner. Netflix dal canto suo azzecca un altro colpo con un film dalle tinte angoscianti grazie ai personaggi che svelano pian piano il loro lato peggiore. Dopo Sto Pensando di Finirla Qui, il colosso americano si ritaglia uno spazio fra le case di produzione di qualità, distribuendo due tra i film di punta di questo autunno.

 

TITOLO ORIGINALE: The Devil All The Time
REGIA: Antonio Campos
SCENEGGIATURA: Antonio Campos, Paulo Campos
INTERPRETI: Tom Holland, Bill Skarsgård, Riley Keough, Jason Clarke, Sebastian Stan, Haley Bennett, Robert Pattinson
DISTRIBUZIONE: Netflix
DURATA: 138′
ORIGINE: USA, 2020
DATA DI USCITA: 11/09/2020

 

Diana Durante

Ha studiato cinema alla Sapienza. Innamorata dell'horror e della fantascienza, la rende felice un buon adattamento di un libro di Stephen King o un film sui viaggi nel tempo. Non parlatele del politically correct se non volete iniziare un litigio infinito. Crede fermamente che Fox Mulder sia il suo spirito guida.

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