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Mad Men 7×01 – Time ZonesTEMPO DI LETTURA 5 min

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Mad Men 7x01 - Time ZonesL’inizio della fine di Don Draper. L’inizio della fine di Mad Men.
La trepidante attesa per l’ultima stagione in compagnia degli uomini di Madison Avenue è finita: con sette episodi quest’anno e altri sette il prossimo, volge a conclusione la nostra passeggiata negli anni ’60.
La premiere riprende le fila del discorso introducendoci la vita dei pubblicitari dopo la creazione di una filiale in California e successivamente all’allontanamento di Don dall’azienda.
Il quadro non può essere che sconfortante: se c’è una cosa che Mad Men ci ha insegnato è che la misera condizione umana non ha mai fine e non c’è speranza di riscatto, almeno in questa vita. E infatti la situazione non poteva essere diversa da quel che è: Roger è tornato alla vita sregolata che ha sempre condotto, se non cadere ancor più in basso e a tal proposito l’ultima inquadratura a lui dedicata è di una tristezza e amarezza immensa, Roger è ed è sempre stato un uomo solo senza alcun affetto e la sua condizione, come da sette anni a questa parte, non è destinata a cambiare.
Peter Campbell pur cambiando ambiente, città e stile di vita, pur non lavorando più a stretto contatto con Don dove evidentemente ne usciva sempre sconfitto da un paragone che non poteva nemmeno esistere se non solo per lui, visto che Don lo eclissa di brutto, pur imponendo la sua posizione all’interno dell’azienda, pur ravvivando le sue giornate con una bellissima bionda, è il solito inetto, inconsapevole della sua miseria e della sua ridicolaggine ad occhi esterni. Polo e bermuda a quadri è solo uno dei tanti modi per evidenziare la netta differenza tra Peter e Don: Don sarà anche in uno dei suoi momenti peggiori, ma le donne alla compagnia di Peter -per quanto lui voglia fare il simpaticone- preferiranno sempre quella di Don.
Joan è diventata socia da un bel pezzo ormai ma nessuno sembra prenderla sul serio, è ancora la segretaria procace da rispettare perché l’azienda senza di lei non avrebbe quel bel vedere che tanto piace ai clienti. Potrà dimostrare a vita di aver salvato l’agenzia in diverse occasioni, ma sarà sempre cacciata dall’ufficio in malo modo dal Ken Cosgrove di turno.
Poi c’è Ted, fuggito in California per rimettere insieme i pezzi del suo matrimonio e per il bene della sua famiglia, ma a quanto pare non riesce a stare lontano da Madison Avenue, rendendo il suo sacrificio inutile perché qualsiasi sforzo faccia per la sua famiglia il suo pensiero sarà sempre rivolto a Peggy.
Bella e giovane, esattamente come l’avevamo lasciata, torna Megan, anche lei spostatasi in California, senza però mutare la sua triste situazione: insegue tutt’ora il suo sogno, solo che adesso sbava guardando il mondo della televisione da più vicino mentre cerca come può di portare avanti un matrimonio che da tempo ha perso la sua voglia d’essere. Probabilmente ancora innamorata di Don, ma sempre di più del suo lavoro.
Non ho a caso lasciato i due personaggi cardine della storia per ultimi: Don e Peggy. Sono ormai l’uno l’antitesi dell’altro, eppure inscindibili perché legati così fortemente dalla pubblicità, la passione che li accomuna. E se Peggy rispecchia il nuovo Don, quest’ultimo invece è ormai una brutta copia di sé stesso. Peggy rappresenta l’unica nota positiva tra la nera sorte di tutto il resto dei personaggi: donna giovane, emancipata, potente e intelligente, unica in un posto di lavoro dove essere donna vuol dire o fare la segretaria o usare il proprio corpo per ottenere ciò che si vuole. Personaggio positivo della serie, incarna tutto il meglio del suo mentore, lasciando a lui invece i demoni del suo passato che troppe volte ormai si ripercuotono sul suo presente.
Don in questo episodio tocca il fondo. Più e più volte ha toccato il baratro ma ha sempre avuto il suo lavoro, l’unica cosa che veramente lo tiene legato a questa vita, non le donne, non la famiglia, non di certo gli amici: la pubblicità. Ora gli è stata tolta anche quella, sono passati più di due mesi, l’azienda continua a pagarlo ma nessuna telefonata, nessuna richiesta di ritorno è stata pervenuta. C’era un tempo in cui l’agenzia non poteva fare a meno di Don, c’era un tempo in cui l’agenzia era solo Don ed ora, possono fare tutti benissimo a meno di lui.
Dick è solo, Don si era costruito una vita perfetta che non gli faceva mancare niente, ma alla fine dei conti, Don è più solo di quanto lo fosse mai stato Dick.

 

PRO:

  • Premiere bellissima e tristissima allo stesso tempo
  • Introduzione di tutti i personaggi e delle loro nuove vite
  • Tre le inquadrature più belle: La prima con Freddy che parla a Peggy ma in realtà parla a noi, ma sono le parole di Don quelle che arrivano alla sua pupilla e a noi; Roger nel letto insieme ai suoi due nuovi amici che si abbracciano lasciandolo solo come un cane; Don nell’ultima scena, sul balcone dove realmente realizziamo quanto in basso sia caduto.
  • “We find ourselves rich in goods, but ragged in spirit reaching with magnificent precision for the moon, but falling into raucous discord in Eart. We are caught in war wanting peace. We are torn by division wanting unity. We see around us empty lives wanting fulfillment. We see tasks that need doing waiting for hands to do them.”
CONTRO:
  • Forse una premiere abbastanza didascalica a dispetto delle altre, ma non per questo meno bella, anzi.
Mad Men è tornato: che la fine abbia inizio.
In Care Of 6×13 2.7 milioni – 0.9 rating
Time Zones 7×01 2.27 milioni – 0.8 rating

 

 

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