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Marvel’s Runaways 2×01 – Gimmie ShelterTEMPO DI LETTURA 3 min

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Dopo una prima stagione decente ma lontana anni luce dal poter essere definita come esaltante o rivoluzionaria, Marvel’s Runaways prova a cambiare approccio sulla carta e ritorna per una seconda stagione dotata di ben tre episodi in più della prima (in totale si tocca quota tredici quest’anno) e una distribuzione delle puntate diversa e un po’ più aderente alla filosofia di Hulu. La prima stagione è stata rilasciata a cadenza settimanale tra fine novembre ed inizio gennaio, ma evidentemente non ha dato i frutti sperati, motivo per cui questa volta si è optato per un rilascio massiccio di tutti gli episodi in modo da sfruttare il binge-watching delle vacanze natalizie (come se non ci fossero già abbastanza serie da recuperare).
A tal proposito ci permettiamo di esprimere un personale parere “professionale”: non tutte le serie sono fatte per essere rilasciate completamente in un’unica data, alcune funzionano meglio a cadenza settimanale in modo da permettere allo spettatore una digestione più lunga e Marvel’s Runaways sembra appartenere più a questa seconda tipologia piuttosto che alla prima. Saremo ovviamente lieti di essere smentiti, ma probabilmente questo sarà un problema nel lungo periodo.

Karolina:I just shouldn’t be here.
Jonah:Why? Because of your friends? My dear, however important they are to you, I assure you nothing’s more important than learning about who and what you are. I assume that’s why you’re here.
Karolina:Not because I like you or because I agree with any of the things that you’ve done, but because I need to know.
Jonah:I can only imagine how lonely and confused you must feel.

Diciamo fin da subito che il ritorno dei Runaways è ben realizzato, sia in termini di minutaggio che non eccede né verso i genitori né verso i figli, sia in termini di ritmo visto che si mantiene un andamento discreto per tutta la puntata. Il recap iniziale (utilissimo) riporta subito lo spettatore nel pieno dell’azione e la scena alla centrale di polizia è tutto fuorché quello che ci si potrebbe aspettare ma, proprio per questo motivo, travolgente nel suo piccolo. In una scena simbolica, Josh Schwartz e Stephanie Savage mettono subito in chiaro un punto chiave di questa stagione (che è anche il vero DNA dell’omonima serie a fumetti): la fuga. I Runaways non torneranno nelle loro rispettive case tanto presto, e va bene così visto che questa è la condizione primaria per ripercorrere i passaggi principali visti tra le vignette scritte e disegnate da Brian K. Vaughan e Adrian Alphona. Se la prima stagione si era focalizzata sulla presa di coscienza, la seconda sembra puntare sull’emancipazione e (magari) sullo scontro genitori-figli che nel lungo periodo comunque diventerà inevitabile.
I Runaways però sono chiaramente non autosufficienti ed è un dettaglio da non sottovalutare visto che può portare a situazioni molto interessanti. E questo potenziale viene messo subito in chiaro sia dal comportamento di Alex che in qualche modo prova a prendersi cura del gruppo restando in combutta con Darius, sia dalla scena finale in cui Karolina si incontra segretamente con il vero padre per avere più chiarezza sulla sua reale natura. Proprio grazie a questi segreti, che scontatamente verranno scoperti dal gruppo prima o poi, e proprio da questi “personaggi di confine”, che permettono al gruppo di non risultare completamente isolato dal mondo, può nascere qualcosa di estremamente interessante. Rimane tutto da vedere se tutte queste potenzialità rimarranno inespresse oppure permetteranno a Marvel’s Runaways di fare il salto dello squalo e diventare una buona serie.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Incontri segreti di Alex e Karolina
  • Scena iniziale con i fake Runaways
  • Victor still alive
  • Il terremoto finale
  • Diverso potenziale ancora inespresso
  • Se si odiava Molly nella scorsa stagione la si continuerà ad odiare anche ora
  • 13 episodi sono forse un po’ troppi

 

Un ottimo inizio che mette subito in chiaro i toni e gli obiettivi di questa stagione. Preoccupa un pochino il forse eccessivo numero di puntate e magari il taglio non proprio da binge-watch della serie, ma finora non ci si può proprio lamentare. Quindi, grazie.

 

Hostile 1×10 ND milioni – ND rating
Gimmie Shelter 2×01 ND milioni – ND rating

Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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