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Marvel’s Runaways 3×08 – 3×09 – 3×10 – Devil’s Torture Chamber – The Broken Circle – Cheat The GallowsTEMPO DI LETTURA 8 min

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“Finally. The real Alex Wilder. This man right here, with so much righteous anger. Embrace that: the darkest part of you, the part that you got from your parents. […] It’s now or never, Alex. Are you finally gonna do what we’ve been asking you to do? Or are you gonna stand by and watch your friends die? Punish the guilty, Alex.”

Una volta esplorata la Los Angeles “dominata” da Morgan, la serie torna, nelle sue puntate conclusive, a sviluppare il personaggio di Alex, lasciato da parte ormai dai tempi di “Lord Of Lies”.
Dopo Nico, adesso tocca infatti a lui fare i conti con “l’oscurità” che si cela nel suo animo. Nonostante questo sia il filo conduttore degli ultimi tre episodi, le puntate in considerazione hanno parecchi altri argomenti da trattare, tra cui il crossover con Cloak e Dagger, la battaglia finale con Morgan e il finale di serie.

IL CONTRIBUTO DI CLOAK & DAGGER (?)


Uno degli episodi più attesi di questa terza stagione era sicuramente quello contenente il crossover con i due protagonisti della serie Marvel’s Cloak & Dagger, conclusasi pochi mesi fa.
Con dialoghi forzatissimi per fare riferimento alla loro serie, Tandy Bowen e Tyrone Johnson irrompono violentemente nella trama per dare una mano ai Runaways nel salvataggio di Alex. In una sorta di “Enter The Dreamland 2.0”, il gruppo di ragazzini torna nella Dimensione Oscura, ma stavolta il focus non è affidato al rapporto trai ragazzi e i loro genitori, ma piuttosto a far interagire i Runaways (o quantomeno i quattro a disposizione) con C&D.
Tra un rapporto da “nemiche-amiche” di cui non si capisce bene il senso tra Nico e Tandy e un povero Tyrone costretto a mediare nei soliti drammi amorosi della “Chert”, la trama procede con una lentezza infinita e la parte più interessante si dimostra alla fine proprio quella di Alex.
Costretto a “uccidere la madre” per salvare i propri amici, Alex finalmente si libera e si ricongiunge con il resto del gruppo, ma i poteri di Tandy rivelano le vere ambizioni del ragazzo, mostrandolo con tutti i poteri dei Runaways. Nonostante costituisca una spettacolare citazione al finale del primo volume della serie fumettistica dedicata al giovane gruppo di eroi (dove appunto Alex ottiene tutti i poteri dei suoi compagni), la scena non trova un senso o scopo ulteriore. Infatti il cambiamento interiore di Alex non dovrebbe essere provocato da una sua smania di potere, ma piuttosto dalla rabbia mista al suo personale senso di giustizia. Che questa visione stia ad indicare un’invidia da parte di Alex nei confronti dei suoi amici, tutti dotati di superpoteri? O che magari si ritenga superiore a loro e pertanto più degno di possederli? Può darsi, peccato che la serie non lo abbia mai spiegato né mai lo farà.

RUNAWAYS E PRIDE VS. MORGAN


Tamar: “You can’t beat Evil Beyonce alone.”
Geoffrey: “I won’t be alone.”

Vedere il Pride (o quello che ne è rimasto) lavorare insieme per aiutare i Runaways, bisogna ammetterlo, è stato abbastanza figo. Non che i genitori abbiano combinato molto nello scontro (eccetto Tina Minoru, vera MVP di questa nona puntata), ma comunque vedere i due gruppi ora alleati ha avuto il suo fascino. Morgan avrebbe potuto uccidere facilmente tutti i Runaways (forse ad eccezione di Nico e Karolina) in un attimo, ma per qualche motivo anche lei, come tutti i nemici affrontati dai ragazzi, in qualche modo si trattiene, dando modo a Gert di imprigionarla in un cerchio magico e farla bandire nuovamente nella Dimensione Oscura.
Con l’azione eroica di Gert, che arriva a costarle la vita, la main villain della stagione viene infine sconfitta nonostante manchi ancora un episodio alla fine della serie, ma gli sceneggiatori hanno preparato un episodio conclusivo molto particolare (e discutibile).

ALEX MALVAGIO DAL FUTURO


“Data log June 14th, 2028. The two most powerful forces in life are invisible. The first is love the second is time. I’m about to harness one in service of the other. If it doesn’t work if for some reason I don’t come back and you see this please know that I’m attempting all of it because I’m trying to make up for my mistakes in the past. And I wanna make things better. And that includes what happened to her: Gert.”

Sono passati tre anni: Karolina si sta laureando in psicologia e ha una nuova fidanzata, Julie (ennesima citazione, stavolta al personaggio di Julie Power/Lightspeed, che per un periodo è stata l’interesse amoroso di Karolina nei fumetti); Molly ha rinunciato al suo sogno di diventare una supereroina ed è tornata alla Atlas Academy come consigliatole da Gert; Alex ha fondato una sua compagnia e Nico ha studiato le arti mistiche separandosi dai suoi amici; Chase invece si è ormai isolato per trovare il modo di viaggiare nel tempo. “Cheat The Gallows” inizia infatti con il Chase del 2028 che riesce finalmente a tornare indietro nel tempo, proprio tre anni dopo la sconfitta di Morgan.

Chase: “I’m not the Chase you know. I’m from the future.”
Nico: “What?”
Chase: “And so is that Alex. He’s here to kill you, all of you. All of us.”

Il villain dell’episodio adesso è Alex, ma l’intera trama di “Cheat The Gallows” non è affatto chiara: qualcuno nel futuro tenterà di uccidere Alex, ma non viene rivelato né il colpevole né il movente; inoltre non ha il minimo senso che lui torni indietro nel tempo per uccidere il resto dei Runaways dato che gli basterebbe farlo nel 2028. Alex e Chase si danno la colpa di qualcosa a vicenda per tutto il tempo, ma non si capisce né si capirà mai dove risieda la verità o in cosa consista esattamente tale verità. In alcuni casi un po’ di mistero anche a serie terminata può essere interessante, ma qui è evidente che l’intenzione degli sceneggiatori fosse di creare una trama interamente nuova incentrata su Alex malvagio (come appunto già fatto intendere in “Devil’s Torture Chamber”) e una sul viaggio nel tempo per salvare Gert (di nuovo una citazione ai fumetti, nello specifico alla storyline di Runaways Vol 5, dove però il salvataggio di Gert nel passato avviene in modo molto più sensato rispetto a questo episodio).
Proprio quest’ultimo è il punto focale della seconda parte della puntata: Chase infatti ha studiato il viaggio nel tempo con l’unico intento di poter tornare indietro e salvare Gert nella battaglia con Morgan. Il che sarebbe anche interessante, se non fosse che l’argomento “viaggi nel tempo” può rivelarsi una pericolosa arma a doppio taglio, e a rimanere più “ferita” in questo caso sembra essere proprio la serie stessa.
“It’s all connected” dicevano Kevin Feige e Jeph Loeb, responsabili rispettivamente dei Marvel Studios e di Marvel Television, ma con questo episodio è evidente come quantomeno la serie dei Runaways si sia deliberatamente distaccata dal resto del MCU, adottando una tipologia di viaggio nel tempo alla “Back To The Future”, dove un cambiamento nel passato comporta l’eliminazione di un determinato futuro. La teoria era stata infatti esplicitamente smentita in “Avengers: Endgame”, uscito nelle sale cinematografiche proprio quest’anno e, in teoria, ambientato nello stesso universo di Marvel’s Runaways.
Ad ogni modo, la serie adotta questa scelta narrativa, facendo sacrificare il Chase del futuro al posto di Gert nella battaglia con Morgan e facendo poi svanire nel nulla gli Alex, Karolina, Nico e Molly del futuro. Tutto ciò è sbagliato non solo dal punto di vista logico, ma anche da quello narrativo, dato che questo episodio e la fine dello scorso si dimostrano così pressochè inutili: infatti così Gert non è mai morta e tutto ciò che è stato mostrato del futuro dei Runaways probabilmente non accadrà mai.
Gli istanti finali in cui Alex trova la “lista della spesa” del se stesso del futuro vorrebbe dare l’idea che, nonostante il lieto fine, esista ancora la possibilità che possa diventare malvagio in futuro… o almeno questa è un’interpretazione che si può dare alla scena. Non è ben chiaro, ma forse non lo è nemmeno per gli stessi sceneggiatori.
E poi, salvando Gert il futuro dell’Alex cattivo è stato cancellato, ma allora perché il biglietto di quello stesso Alex è rimasto nel passato, come se fosse immune alle leggi temporali? La risposta è semplice: si tratta di un enorme e contraddittorio dettaglio a cui non è stata data importanza, vista la gestione grossolana di un argomento così delicato come, appunto, i viaggi nel tempo.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Una quantità assurda di citazioni ai fumetti (compresi svariati riferimenti a Victor Mancha, membro dei Runaways nell’opera cartacea)
  • Runaways e Pride uniti
  • La morte di Gert
  • Evoluzione di Alex interessante, anche se a tratti
  • Si sarebbe potuto fare tanto col crossover con Cloak e Dagger, ma alla fine anche questo si è rivelato l’ennesima occasione sprecata
  • I vari problemi già attribuiti alla serie nelle precedenti recensioni si riconfermano anche in questi ultimi tre episodi
  • Tutto il decimo episodio

 

La serie si è conclusa con molte più domande che risposte e una scelta narrativa decisamente discutibile. Con un “Devil’s Torture Chamber” abbastanza deludente e “The Broken Circle” che può quantomeno vantare la sufficienza, a fare la differenza e affossare drasticamente il voto complessivo è proprio il series finale “Cheat The Gallows”. Una conclusione decisamente amara per una serie che, seppur a fatica, aveva saputo regalare più di qualche emozione ai suoi fan nel corso dei tre anni in cui è andata in onda.

 

Left-Hand Path 3×07 ND milioni – ND rating
Devil’s Torture Chamber 3×08 ND milioni – ND rating
The Broken Circle 3×09 ND milioni – ND rating
Cheat The Gallows 3×10 ND milioni – ND rating

Andrea De Angelis

Appassionato di horror, fantasy e soprattutto di fumetti. Così disorganizzato che anche la stesura della biografia è stata procrastinata all'inverosimile, cerca di andare avanti a passi piccoli e costanti, ma finisce per essere distratto dalle mille serie e film che escono lungo il tragitto.
Avvertenze: di norma è gentile e amichevole, ma parlare di viaggi nel tempo potrebbe innescare in lui "l'effetto Gremlin".

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