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Ozark 3×08 – BFFTEMPO DI LETTURA 5 min

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I Byrde sembrano essere ormai arrivati all’ennesima stretta finale, stretti all’interno di una morsa forse mortale. Liberatisi degli Snell e dell’FBI a più riprese, la famiglia impiantatasi nelle Ozarks da tre stagioni a questa parte, si ritrova ora a fare i conti con due diversi vecchi-nuovi nemici.
Da una parte Helen, pronta a liberarsi di un fardello che inizia ad opprimerla oltremodo e che sembra mettere a serio repentaglio la sicurezza sua e di sua figlia. Dall’altra Ruth, sospinta dall’emotività del momento e da una serie di scelte poco avvedute e sintomatiche di un personaggio scosso dal puro e semplice amore (verso Ben).
Tenendo presente questi schieramenti, tuttavia, bisogna anche valutare gli animi, già inaspriti dagli accadimenti passati, di Marty e Wendy: la coppia dopo il duro faccia a faccia avvenuto nella scorsa puntata si ritrova separato non solo sentimentalmente, ma anche di vedute lavorative (cosa già palesatasi ad inizio stagione con il diverbio relativo all’acquisto del secondo casinò).

 

HELEN
Helen è forse il personaggio di cui la famiglia deve temere maggiormente: un legame duraturo e di fiducia con Navarro, di cui è un operativo a tutti gli effetti; un maniacale desiderio di ordine e sicurezza; i diverbi con i Byrde ormai diventati personali dopo quanto avvenuto ad Erin; la telefonata in cui evidenzia il problema dei Byrde ed il suo aver ricevuto carta bianca da parte dei Navarro. A complicare ulteriormente le cose, come si avrà modo di evidenziare andando ad esporre il paragrafo riguardante Ruth, c’è da tenere in considerazione la sfuriata di Ben e l’inevitabile conseguenza (per tutti i personaggi in scena) che questa cosa avrà. Ben ha superato il fantomatico Rubicone di scena, portando i Byrde in una situazione in cui difficilmente riusciranno a cavarsela senza gravi perdite: o la famiglia, o “il marchio” che tanto Wendy declama di essere.

 

RUTH
Ruth è uno dei personaggi migliori della serie, nonché una delle spalle seriali migliori apparse di recente sul piccolo schermo: l’evoluzione del personaggio, il suo adattamento ad una nuova realtà ed il suo personale superamento dei limiti sono elementi che rendono più che vera l’affermazione con cui si è aperta questo paragrafo.
Anche i migliori, però, sembrano poter vivere dei momenti no. Ruth sembra essersi imbattuta proprio in uno di essi. Sospinta dall’amore che prova nei confronti di Ben (complice, sicuramente, la solitudine che la attanagliava, considerato l’allontanamento di Wyatt), la ragazza sembra essersi totalmente allontanata dall’universo della logica, dimenticandosi quanto sia stato fondamentale Marty nella sua vita e mostrandosi (per amore, occorre sottolinearlo nuovamente) ben disposta a voltargli le spalle pur di aiutare Ben. E’ vero, il fatto che Frank Jr non sia stato debitamente ucciso, per vendetta di quanto accaduto ha sicuramente minato il rapporto tra i Byrde e Ruth (che si considerava di famiglia, in cuor suo), tuttavia da un personaggio come il suo, con la sua sfrontata intelligenza sarebbe stato lecito aspettarsi quanto meno due riflessioni.
La prima che Frank Jr è a suo modo intoccabile in quanto figlio del capo mafia di Kansas City (non sicuramente un ubriacone qualunque come lo era il vecchio Langmore). Quindi esporsi in tal senso avrebbe significato andare incontro a mille altre problematiche.
La seconda riflessione, la più importante, è quella che vede Ruth strettamente correlata all’intero teatrino dei Byrde: se questi vanno a fondo, lei difficilmente avrà modo di raggiungere una scialuppa di salvataggio (sempre che Helen non le venga incontro). E’ comprensibile, come detto, che si cerchi di giustificare il suo comportamento con la “carta dell’amore”, ma per Ruth questo è veramente fuori da ogni logica, soprattutto per come si è mostrata fino ad ora: spesso impulsiva, sì, ma razionale e con in mente il piano generale di cui lei stessa fa parte.

 

“You wanna know what a piece of shit your mother is, Erin? That she’s a fucking lawyer? Well, she ain’t! She’s a fucking monster. My sister is a monster. Her husband is a monster, too. You know what they really do, who they really work for, Erin? They launder drug money. Drug money, Erin, for the Navarro drug cartel! Fuck you.
What the fuck was I thinking? You’re not my fucking lawyer. You’re not my fucking lawyer. You’re not even a fucking lawyer. You’re a fucking cartel operative! You sell heroin. You have people killed. You have them tortured. You tortured Ruth! Did you kill her dad? Or did you just order the hit? Your mom has people killed and tortured for the cartel! You wanna know what’s really fucked up?

Do you remember that truck that got all shot up? They’re in the middle of a fucking drug war! That could have been your fucking house!”

 

Il vero asso nella manica di Ozark in questa terza stagione, a conti fatti, rimane il buon zio Ben che tanto clamore sta suscitando in ogni singola sequenza a cui prende parte: arrestato da ubriaco dopo aver cercato di fare a cazzotti con Frank Jr; arrestato una seconda volta dopo aver preso a cazzotti l’indifeso Marty; in piena guerra con la sorella; nipoti completamente dimenticati; minaccia finale ad Helen e a sua figlia.
Una bomba ad orologeria che è definitivamente esplosa senza dare possibilità alcuna a chiunque di disinnescarla. Saranno le contromisure che verranno adottate da adesso in avanti a confezionare un finale di stagione che si preannuncia, forse più del solito, carico di pathos e tensione.

 

THUMBS UPTHUMBS DOWN
  • Marty e la scoperta della morte/scomparsa di Sue
  • Helen-Marty-Wendy-Ruth: lo scontro sembra avere inizio e le fazioni non sono mai state così poco definite come ora
  • Ruth ed i Byrde
  • Ben
  • L’agente Miller allontanata dal caso: ma è un bene o è un male? Non si capisce più
  • Ben e Ruth nel centro di detenzione
  • Lo sfogo finale di Ben a casa di Helen
  • Le insensate scelte di Ruth
  • Ben: arrestato due volte, completamente pazzo da giorni ormai e solamente ora, forse, viene presa in considerazione l’idea di tagliarlo fuori. Un po’ tardi, no?
  • L’intervento degli Snell
  • L’agente Miller allontanata dal caso: ma è un bene o è un male? Non si capisce più

 

Voto generale dell’episodio dettato più dalle incoscienti scelte fatte intraprendere da alcuni personaggi visto e considerato che la serie continua ad attestarsi su ottimi ritmi. E, si ribadisce, per un prodotto con episodi lunghi un’ora o più non è sicuramente un fattore da sottovalutare.

 

In Case Of Emergency 3×07ND milioni – ND rating
BFF 3×08ND milioni – ND rating

 

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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