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Person Of Interest 3×10 – The Devil’s ShareTEMPO DI LETTURA 4 min

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Ci eravamo lasciati la scorsa settimana con una delle puntate più belle di Person of Interest, culminata con la morte della detective Carter nei minuti finali. Dopo l’adrenalina e la commozione provati in quei 42 minuti ci si aspettava una puntata più tranquilla, condita magari da un lungo funerale e da un caso di giornata relativamente facile. Niente di più sbagliato.
Se c’era un modo con il quale era possibile migliorare ancora la qualità della serie, bene, gli autori lo hanno trovato sparandoci una delle cacce all’uomo più belle che si sia mai vista sul piccolo schermo. Già i primi minuti sono da brivido, la carrellata di immagini che parte dal funerale di Joss, passando per Harold e le taglie sulla testa di Simmons, e che finisce con Shaw e Reese che cercano vendetta, il tutto sotto le note di Hurt (J. Cash) che si adattano perfettamente ad ogni fotogramma. Perfezione allo stato puro, e siamo solo all’inizio dell’episodio.
Il resto come già detto è una caccia all’uomo (Simmons ovviamente) mascherata da caso di giornata, in quanto la POI odierna non è altro che il boss dell’HR Quinn, che, nonostante la protezione dell’FBI vede ancora molti nemici desiderosi della sua testa, tra i quali Reese, giustiziere implacabile, e sulle sue tracce il trio Finch-Fusco-Shaw, aiutato da Root che sembra proprio tenere veramente alla felicità di Harold. L’atmosfera è di quelle che si tagliano con il coltello: è morto qualcuno, qualcuno di importante ed il confine morale dei “buoni” è messo a dura prova da un sentimento di vendetta che è più forte di ogni altra sensazione. Non esistono più amicizie se ti uccidono il partner o la persona che ami, esiste solo l’odio ed è quello che fa andare avanti Reese, quello che gli permette di far fuori una decina di Marshall e sempre quello che ti fa sacrificare la vita pur di raggiungere il tuo scopo.
Il “punto di non ritorno” di Reese è già stato oltrepassato diversi anni fa, tuttavia nella sua nuova vita al fianco di Finch non si era ancora vista una caccia all’uomo con lo scopo di uccidere e basta. Reese quel grilletto lo ha premuto, la vendetta lo ha corroso e non sono bastate le parole del suo partner per dissuaderlo dal gesto, tuttavia dove non è arrivato Finch è arrivato il sangue, copioso e ovunque sulla pistola. John è un uomo distrutto e, consapevole o meno, ha affrontato una delle ore più buie della sua vita scegliendo di percorrere la strada della vendetta piuttosto che quella della Carter. Reese dovrà venire a patti con la propria coscienza di sicuro.
Due parole devono essere fatte su Fusco, personaggio incredibile che finora, soprattutto visto lo spadroneggiare della Carter in questa terza stagione, ha avuto poco spazio, ma che ogni volta che apre bocca genera ilarità, qualsiasi sia la situazione corrente. Alla fine Reese riesce a trovare Quinn e a farsi dire dove si nascondeva Simmons, peccato che le ferite riportate in “The Crossing” fossero troppo profonde, impedendo a John di proseguire sulle traccie del ricercato. A questi però ci pensa il buon Lionel, che trova Simmons lo arresta, ma non prima di averlo riempito di pugni sfogando tutta la rabbia repressa e accumulato negli anni.
Applausi a Micheal Chapman (alias Fusco) che sfodera in questa puntata una prestazione magnifica, condita per l’appunto dal discorso finale nel faccia a faccia con Simmons nonchè da una dichiarazione d’omicidio che ne esalta la freddezza e la lucidità. E per non farsi mancare niente, chiusura col monologo di Elias, anch’egli dedito ad una sua morale che non gli permette di lasciar vivere colui che ha ucciso una persona che lui rispettava, e che quindi fa uccidere l’assassino dal suo fedele tirapiedi. Menzione speciale va proprio a Simmons, primo vero e proprio villain comparso in Person Of Interest e che, nonostante fosse “solo” un secondo, è stato introdotto, costruito e caratterizzato in maniera perfetta dagli autori.
Si conclude così il miniciclo dedicato all’HR (e alla detective Carter), tre episodi che hanno indubbiamente saputo tirare fuori il meglio da questa serie. E le ultime parole di Root, che annunciano tenebre all’orizzonte ed un team-up con lei, non possono far altro che aumentare le aspettative per quella che probabilmente al momento è la miglior serie in circolazione.

 

PRO:
  • Regia e sceneggiatura ineccepibili
  • Introduzione spettacolare sulle note di J. Cash
  • Tutti i personaggi principali coinvolti nell’episodio in ugual misura e importanza
  • Reese vs i Marshall
  • Lionel Fusco: semplicemente un personaggio fantastico, per non parlare dell’originel del nome…
  • Monologo finale con delitto di Elias
CONTRO:
  • Se proprio vogliamo trovare qualcosa la scena con Root in versione Terminator con due pistole è un po’ troppo esagerata

 

Ora ci attende il midseason, chissà che gli autori non abbiano già in mente qualche bella sorpresa per lasciare noi spettatori ancora una volta a bocca aperta!

 

VOTO EMMY

Un tempo recensore di successo e ora passato a miglior vita per scelte discutibili, eccesso di binge-watching ed una certa insubordinazione.

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