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A Young Doctor’s Notebook 2×02 – Part IITEMPO DI LETTURA 3 min

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Continua in quel di Mur’ev l’esistenza del Dottor Bomgard, tra freddi inverni russi e pazienti che passano per brevi momenti nel suo ospedale, ma che così permettono una riflessione del protagonista sui vari dilemmi personali.
Lo abbiamo lasciato, sul finale dello scorso episodio, mentre
tentava di spiegare con la ragione alla propria coscienza uno sbaglio dovuto alla sola volontà di salvare la sua reputazione. Di questo errore oggi non si parla, è posto in un angolo in cui andranno ad accumularsi tutti i successivi sbagli che un uomo in preda ad una dipendenza andrà a commettere. Come ad esempio, lo spingere la propria amante per terra ma non riuscire a capire le proprie colpe, perchè vorrebbe dire fare un esame troppo profondo del proprio essere, cosa che un drogato non può di certo permettersi.
Tutta questa seconda puntata ruota invece attorno a due fatti importanti: l’inizio dell’astinenza di Bomgard dalla morfina -ormai terminata nelle scorte dell’ospedale- e l’arrivo a Mur’ev di alcuni soldati dell’Armata Bianca, che nella Russia del 1918 combattevano l’ultima battaglia contro i bolscevichi, prima di ritirarsi. E proprio mentre tentano di raggiungere Parigi per avere un minimo di sicurezza, ecco che uno di loro viene ferito e deve dunque farsi esaminare e curare dal giovane dottore. L’entrata in scena di questi soggetti permette qualche sketch comico che va sicuramente a interrompere -come è giusto che sia- quel tono troppo serio e dark che non si adatta molto a questo telefilm.
Difatti, grazie all’arrivo dell’Armata Bianca viene permesso allo spettatore di esaminare più a fondo alcuni dei personaggi che ormai da un anno già conosce: il Feldsher, che iniziando ad avere una simpatia per il Capitano esprime una natura sicuramente non comune per un uomo del tempo; la bella Natasha che servirà a far capire a Mika di voler lasciare Pelageya -di cui ormai senza morfina non necessita più- per una passione più grande; ed infine la stessa ostetrica che si rende conto di esser stata soltanto usata dal dottore. Insomma, si affrontano con una grande delicatezza dei temi che potevano sì essere resi più austeri, ma che si preferisce appunto narrare in tal maniera per divertire lo spettatore, non solo intrattenerlo. E permettetemi di dire che viene fuori un episodio ben fatto in cui Radcliffe sta riuscendo pian piano a impersonarsi con un soggetto che è molto diverso da quel mago di Hogwarts con cui ancora oggi (e probabilmente per molto tempo) noi continuiamo a immedesimarlo. Stessa riuscita anche per Hamm, che qui interpreta un’allucinazione/una visione del futuro/un consigliere del protagonista regalandoci momenti tenui che smorzano bene la fredda Russia, non solo esterna ma anche interna al protagonista.
In conclusione, AYDN si sta affermando sì come una serial in costume che ispirato dalle novelle di Bulgakov cerca di rappresentarci un tempo ormai lontano, ma riesce a farci sorridere per una mezzoretta il giovedì sera come solo pochi show oggigiorno possono. Per questo è da vedere, perchè ben costruito e ben interpretato, e perchè anche se non appassionati della medicina di inizio Novecento, qualche risata ci vien fuori comunque.
PRO:

  • “You wiped yor ass with Christmas?”
  • L’infermiere Feldsher.
  • “Leopold Leopoldovich”
  • Il tono serio di alcuni momenti subito sopraffatto dalla comicità dei momenti successivi, che permettono di dare una certa leggerezza all’episodio, nonostante il tema trattato.
  • Un Jon Hamm comico al punto giusto.
CONTRO:
  • La “erezione da cocaina” di Harry Potter, a mio parere, era qualcosa di cui potevamo fare a meno.

Questa seconda stagione è iniziata piacevolmente: vi è un continuo alternarsi di toni seri e toni comici che permettono di affrontare la tragicità di alcune storie senza renderle pesanti. Insomma, questo serial si lascia guardare e anche bene. Una ventina di minuti spesi divertendosi ma senza snobbare qualche pensiero più profondo.

 

 

Un tempo recensore di successo e ora passato a miglior vita per scelte discutibili, eccesso di binge-watching ed una certa insubordinazione.

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