fatto la stessa domanda, lui avrebbe risposto esattamente come l’uomo medio. Certo, c’è una presunzione in lui che soltanto pochi hanno, ma diciamolo: a tutti noi piace pensare di essere coraggiosi più di quanto in realtà siamo.
Questo discorso è ciò che qualche spettatore come me avrà pensato una volta terminato questo quarto ed ultimo episodio di questa magnifica seconda stagione. C’è questo ragazzo, un giovane uomo che dice di amare una donna bella e avvenente, Natasha, che è stato disposto a mentire per lei e che crede di poter essere per lei un ottimo marito. Quando però i bolscevichi irrompono nel piccolo ospedale di Mur’ev, egli pur di salvare la pelle non esita a vendere la donna -e ovviamente l’Armata Bianca- con cui ha trascorso le ultime settimane. Così come, quando Feldsher decide di andare in soccorso degli amici, lui è praticamente obbligato a seguirlo, di malavoglia. Dopotutto, chi glielo fa fare di incamminarsi nel freddo inverno siberiano per salvare una donna che l’ha rifiutato sulla soglia poco prima? Di più, quando raggiungono finalmente il treno, Feldsher si getta spontaneamente nel fuoco nemico per salvare colui a cui tiene mentre lui, il dottore, colui che ha giurato di salvare vite umane e che si è sempre ritenuto un uomo migliore di ciò che effettivamente è, vede un barattolo di morfina e decide di cedere a quell’ultima tentazione, lasciando letteralmente bruciare viva la bella Natasha. Che dire, la concezione di sè di alcuni che si scontra con la vita reale mette a nudo l’animo di questi, dimostrando finalmente il loro puro egoismo, il loro credere di essere al centro di un mondo che nella realtà sta andando in pezzi.
Questo episodio -e in generale questa stagione- è stato qualcosa di fantastico per un pubblico che magari era abituato a vedere Radcliffe solo come il maghetto di Hogwarts o che lo scorso anno era riuscito a malapena a immedesimarlo con il dottore. Adesso però, l’attore ne esce più che vincitore: ha dimostrato di avere le capacità, sia comiche che drammatiche, per riuscire in un ruolo così complesso. Il tutto ovviamente appoggiato da un Hamm di cui non finirò mai di ripeterne la bravura. Se volessimo poi trarre delle conclusioni da questa serie, c’è da dire che gli autori sono stati eccezionali nel rendere leggero anche i giorni più drammatici con un umorismo che pochi avrebbero saputo utilizzare e, inoltre, la capacità di saper portare sul piccolo schermo un piccolo uomo da odiare in alcuni momenti, per cui poi provare pietà nei momenti successivi. E’ impossibile detestare un soggetto come Mika, ci si immedesima in lui dopotutto. Una profondità che permettetemi di dire, soltanto pochi serial riescono ad avere al momento.
PRO:
- L’elogio funebre per Pelageya: “E’ incomprensibile anche per me, un dottore, che Pelageya con la sua corporatura simile a quella di un bue, sia stata abbattuta da un minuscolo bacillo tifoide”.
- “E’ che scrive talmente bene sulla morte che pensavo fosse morto”.
- Demyan Lukich aka Feldsher. Se all’inizio sembrava una semplice comparsa, in questa puntata ha dimostrato di essere davvero un personaggio degno di nota.
CONTRO:
- Il finale nella neve. Non mi piacciono molto le scene ripetute, specialmente quelle che fanno riferimento ad un altro season finale, quello dell’anno scorso.
Insomma, una serie che si lascia ben vedere, costituita da questa seconda stagione che ho trovato sinceramente migliore rispetto alla prima. Deve piacervi il genere, ma se amate i telefilm in costume, ve la consiglio assolutamente.
Una dimostrazione di come la vita può essere spietata se non sei pronto a metterti in gioco e degli angoli bui dell’animo umano. E della solitudine morale che molti di noi affrontano quotidianamente.




Azzardo: questa stagione mi è piaciuta persino più della precedente. Era difficile, dato il poco materiale, tenere un degno livello e invece…
Hamm e Radcliffe magnifici.
Anch'io l'ho detta,molto meglio rispetto alla prima. A mio parere perchè la prima è stata troppo dark, troppo buia, qui invece si è riso e subito dopo si è pensato a cose profonde.