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Boris 4×06 – Liberté! Egalité! Prensilité!TEMPO DI LETTURA 4 min

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Recensione Boris 4x06René: “Tatti Barletta non viene, sto stronzo. E lo sai perché? Non gli va di fare il frocio. Li conosco i miei polli.

(Episodio 1×08 – “Buon Natale”)

 

Boris 4 prosegue a testa bassa la sua cavalcata stagionale e, con questo sesto episodio, arriva ufficialmente ad una svolta per quanto riguarda la trama orizzontale di questo quarto arco narrativo. Non a caso, a scatenare la scintilla, è un vecchio amico di René chiamato a sostituire Alfredo: il buon Glauco Benetti, direttore della fotografia dai modi quantomeno bizzarri, che i fan di lunga data hanno già imparato ad amare soprattutto per le reiterate ingiurie rivolte alla cagna maledetta Corinna Negri. Le trame secondarie non brillano, questo va detto, ma in qualche modo la svolta inaspettata che coinvolge Tatti Barletta (Edoardo Pesce) riesce a riequilibrare le sorti dell’episodio che, altrimenti, sarebbe stato un po’ deboluccio.

QUESTIONE DI PRENSILITÉ


Glauco: “No, fraternité zero. Prensilité. Bisogna sempre uscire da un progetto con qualche cosa in mano. Atteggiamento prensile. […] René tu devi fare un salto di qualità nella prensilité!

Il Glauco di Giorgio Tirabassi, come di consueto, torna temporaneamente a muovere le fila sul set di René, questa volta in cambio di una semplice dichiarazione d’affetto nei confronti del cinema namibiano. In questa occasione però, il direttore della fotografia vede qualcosa. Qualcosa che ancora non ci è dato di capire a fondo, ma che a quanto pare consiste nel “rubare” alcune sequenze per montare una nuova pellicola. Un po’ ciò che già accadde con la clip di Occhi Del Cuore 3.
In questo nuovo progetto, Tatti Barletta, fondatore del sindacato “Nessuno tocchi Martufello“, sarà il nuovo protagonista, probabilmente al centro di un lavoro che vede Giuda come vero personaggio principale del film. Quello che inizialmente sembrava un mero tentativo da parte di Glauco di fermare lo sciopero manipolando Tatti Barletta, si è poi rivelato un tentativo da parte di Glauco di fermare lo sciopero manipolando Tatti Barletta, però con l’aggiunta di un genuino interesse verso alcune scene di “Vita Di Gesù”, probabilmente maturato durante la realizzazione del suo piano diabolico.
Se di solito – nonostante l’amicizia con René sia effettivamente molto forte – Glauco sembrasse agire principalmente in nome dei suoi interessi personali, questa volta il direttore della fotografia risulta genuinamente interessato a fare qualcosa di buono per René, aiutandolo a fare quel salto di qualità – grazie alla prensilité! – che da tanto il regista sta cercando di agguantare. Una prova d’affetto enorme nei confronti di un vecchio amico che finalmente conferisce un po’ di umanità al sempre cinico e distaccato personaggio di Glauco Benetti.

CAGNE, ACIDI E MINCHIOUNI


Duccio:Da quando ci vedo René, vedo solo cose brutte, credimi.

Se da un lato, la svolta di trama che coinvolge Tatti Barletta, riesce nell’intento di elevare l’episodio dal punto di vista della progressione narrativa, dall’altro le diverse trame secondarie non fanno granché in termini di divertimento. Salvo la porzione di trama dedicata al ritorno del “vero” Duccio, di nuovo vedente e costretto a non pensare per tre mesi, le altre sottotrame risultano molto povere di contenuti. E di conseguenza anche di interesse per lo spettatore.
La presunta separazione tra Stanis e Corinna nasce da un pretesto abbastanza stupido, anche se comunque ben si adatta alle capacità intellettive dei due attori, ma non riesce a decollare, risultando anche un po’ stupida nel modo in cui si evolve, prima passando per la mediazione di Lopez e poi per il flirt con René, parto della contorta immaginazione di Stanis, e poi svanendo nel nulla una volta passati al vero centro narrativo dell’episodio.
Stesso discorso, anzi ancor peggio, per le altre due trame secondarie: il trip di Alessandro, in botta di LSD grazie a Lorenzo e alla sua acqua col turbo, e questa liaison, parrebbe per convenienza, tra Lalla (che nel frattempo ha anche timbrato Alessandro, ma anche lì parrebbe una storyline già morta e defunta) e Angelo “u minchioune“. In entrambi i casi l’impressione è che si tratti di meri riempitivi – e probabilmente così saranno – senza un reale scopo a lungo termine all’interno del telefilm. Probabilmente si farà qualche passo avanti sul fronte “Lorenzo vs Algoritmo“, che parrebbe essere l’unico elemento effettivamente pertinente dal punto di vista dello sviluppo orizzontale, ma per quanto riguarda tutto il resto, forse conviene già mettersi l’anima in pace e non concentrarsi troppo su quanto avviene sullo sfondo.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Sempre un piacere ritrovare il Glauco di Giorgio Tirabassi
  • Il sindacato “Nessuno tocchi Martufello”
  • Duccio che non può pensare e ritrova il talento perduto
  • Tatti Barletta, personaggio chiave all’interno di questo Boris 4
  • Lo zio/cugino Michele, grande esperto di cinema contemporaneo
  • Occhio che è un minchioune
  • Scena post credits (“Capponata!“)
  • La sottotrama riguardante la presunta separazione tra Corinna e Stanis
  • La sottotrama di Alessandro in botta da LSD
  • La storia “d’amore” tra Angelo e Lalla

 

Grandi ritorni e interessanti spunti narrativi fanno la propria comparsa in questo sesto episodio di Boris 4. Due alla fine, e fino ad ora il risultato complessivo soddisfa a pieno le aspettative maturate in questi ultimi mesi. Peccato per alcune sottotrame un po’ deboli, ma nel complesso queste piccole imperfezioni non sono così gravi da invalidare il prodotto nella sua interezza.

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Ventinovenne oramai da qualche anno, entra in Recenserie perché gli andava. Teledipendente cronico, giornalista freelance e pizzaiolo trapiantato in Scozia, ama definirsi con queste due parole: bello. Non ha ancora accettato il fatto che Scrubs sia finito e allora continua a guardarlo in loop da dieci anni.

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