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Dexter: New Blood 1×07 – Skin On Her TeethTEMPO DI LETTURA 5 min

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Dexter New Blood 1x07“Skin On Her Teeth” segue la tendenza dei precedenti episodi, regalando 40 minuti di piacevole intrattenimento e conservando una buona solidità nonostante i consueti espedienti narrativi che la serie – già ai tempi dell’originale – ha da sempre nel proprio DNA: informazioni recuperate da pezzi di carta che dovrebbero essere ben custoditi e invece sono lì in bella mostra, tempismo più che perfetto nei momenti in cui tutto potrebbe andare a rotoli e distrazioni/capri espiatori sempre a disposizione nei momenti in cui il protagonista finisce nei guai.

DEXTER EX MACHINA


There’s a slight chance there’s enough DNA to reveal the killer. […]Temper your expectations. She’s been here a long time

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p style=”text-align: justify;”>Dexter è anche (e soprattutto) questo: una storia che fa degli espedienti narrativi – o se si preferisce forzature – il suo punto di forza. Caso emblematico la chiacchierata con Angel Batista avvenuta in “Runaway” durante la quale Angela viene al corrente del passato di Dexter in maniera molto televisiva, con il classico “ah, ora ricordo…” subito dopo essersi congedato (aka dopo aver provato a rimorchiarla).
Proprio per questa ragione, non ci si può stupire più di tanto se poi Dexter, tornato nuovamente nei panni di agente forense, trova un pezzo di pelle incastrato da ben 25 anni nei denti del cadavere di Iris che sembrerebbe confermare le teorie di Angela (che lo spettatore sa già essere giuste). Tuttavia, se si tratta di un espediente utile a far muovere la storia in avanti, allora ben venga.
D’altra parte ci si augura non si utilizzi la medesima strategia per giustificare eventuali incoerenze nella scrittura dei personaggi. Nello specifico, la scrittura del “nuovo Dexter” sembra un po’ arrancare verso la fine di questo revival, aggrappandosi a qualsiasi sostegno utile a disposizione lungo la strada pur di arrivare a destinazione.
Tralasciando il nuovo Jim Lindsey, amato dai cittadini e addirittura in grado di gestire una relazione amorosa senza destare il minimo sospetto circa la sua vera natura – aspetto sul quale non si può dire più di tanto, altrimenti non ci sarebbe alcun Dexter: New Blood – l’incoerenza sembra aver raggiunto anche la coscienza interiore del character, ovvero Deb. Ad inizio stagione la rappresentazione mentale della sorella sembrava essere totalmente in disaccordo rispetto al ritorno del Bay Harbor Butcher, ora invece sembra suggerire che l’unica vera giustizia in grado di raggiungere Kurt in questo momento sia quella del “tavolo da lavoro” di Dexter. Forse si tratta del risveglio di un finora soltanto sopito Dark Passenger, intento a gettare nuovamente la vita di Dexter nel caos sfruttando la voce di Deb per i suoi scopi personali. Solo i prossimi episodi potranno portare risposte esaustive in merito.

DALLA PARTE DEL TORO TOPO


You know, there was a time when I thought you and I would be great friends.

Detto ciò, sarebbe ingiusto negare a “Skin On Her Teeth” delle parole di merito circa alcuni dei suoi aspetti positivi. La dinamica padre-figlio che al momento tiene legati Dexter ed Harrison, ad esempio, continua ad essere il punto focale di tutta la serie revival. La decisione di Dexter di lasciare che sia Angela ad occuparsi di Kurt, mettendo da parte la sua natura da “vigilante” allo scopo di mostrare ad Harrison chi sia veramente Kurt ed evitandogli così di venire abbandonato dall’ennesima persona cara, è uno sviluppo logico e coerente con il personaggio di Michael C. Hall, che a suo modo dimostra di voler ancora provare ad essere un padre per suo figlio, e quindi non può che essere apprezzabile. È chiaro che ad Harrison, in questo momento più che mai, occorra una figura come Harry per guidarlo attraverso il suo percorso di redenzione, ma si spera che Dexter in qualche modo riesca a migliorare le lezioni impartitegli dal padre adottivo.
Tutta questa situazione – com’era prevedibile avvenisse – verrà completamente ribaltata nel momento della finta testimonianza strappalacrime di Kurt, insolitamente in ritardo di 25 anni ma comunque sufficiente per riportare l’uomo in libertà. Evento che costringe Dexter a cedere nuovamente alla sua vera natura, ma questa volta allo scopo di proteggere Harrison. Uno sviluppo sicuramente prevedibile ma che quantomeno viene inserito all’interno della narrazione in modo intelligente, seguendo uno schema ben preciso e non soltanto affidandosi alla cieca ad un flusso di eventi completamente casuali.
Buone notizie per Dexter, quindi, che può finalmente occuparsi di Kurt personalmente senza troppi rimorsi di coscienza nei confronti di suo figlio, ma anche brutte notizie a causa della vite di titanio rinvenuta da Kurt nell’inceneritore, espediente stavolta brillante che contribuisce ad evidenziare nuovamente la perdita di smalto dell’ex macellaio di Bay Harbor, ma soprattutto primo segnale di via libera per il consueto gioco del gatto col topo tra serial killer a cui la serie ha abituato i suoi spettatori nel corso degli anni.
Tanto più che, per la prima volta in questo revival, Dexter sembra essere finito (temporaneamente) dalla parte del topo.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La dinamica padre-figlio Dexter/Harrison
  • Harrison rivela il suo ricordo di quanto successo a Rita e i persistenti pensieri oscuri e pulsioni che sente
  • La vite di titanio rinvenuta da Kurt nell’inceneritore
  • Inizia il gioco del gatto col topo tra Dexter e Kurt
  • Occorre che la serie non approfitti troppo dei vari espedienti narrativi/deus ex machina che è solita utilizzare per mandare avanti la trama
  • Caratterizzazioni di Dexter talvolta un po’ barcollante

 

Un altro episodio godibile che nasconde i consueti limiti e debolezze ascritti alla serie nella sua interezza, ma che fa ben sperare in merito alla dinamica padre-figlio che coinvolge Dexter ed Harrison, finora l’unica in grado di conferire a questa serie revival una ventata di novità rispetto al solito sentiero battuto centinaia di volte e tassello fondamentale in quella fantomatica ricerca di una propria identità rispetto all’opera madre che, di fatto, dovrebbe rappresentare la massima aspirazione per qualsivoglia operazione nostalgica di revival/reboot.

 

 

Ventinovenne oramai da qualche anno, entra in Recenserie perché gli andava. Teledipendente cronico, giornalista freelance e pizzaiolo trapiantato in Scozia, ama definirsi con queste due parole: bello. Non ha ancora accettato il fatto che Scrubs sia finito e allora continua a guardarlo in loop da dieci anni.

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