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Depp Contro HeardTEMPO DI LETTURA 4 min

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Depp Contro Heard recensioneDepp Contro Heard è la nuova docuserie Netflix che, in tre puntate della durata ciascuna di cinquanta minuti circa, ripercorre le fasi del processo nella causa di diffamazione intenta da Johnny Depp nei confronti dell’ex moglie Amber Heard.
La regista Emma Cooper, già conosciuta per il film documentario I Segreti Di Marilyn Monroe: I Nastri Inediti che si può trovare sempre su Netflix, ricostruisce con un montaggio serrato e inquadrature molto brevi le sei settimane di processo. Roba da far invidia al collega Darren Aronofsky. Per fare questo usa centinaia di video delle udienze, messaggi vocali tra i due attori, stralci di conversazioni tramite sms, telefonate registrate e foto provenienti dai cellulari dei rispettivi collaboratori. Ma non solo. Il vero colpo di genio che rende questa docuserie una soap opera horror è la presenza di decine di stralci video presi da TikTok, You Tube e Instagram dove eminenti content creator, per lo più sconosciuti prima del processo, si improvvisano esperti legali.
Ne esce un quadro a volte comico (il siparietto della mega pinta di vino rosso), a volte grottesco (si parla anche di materia fecale umana) ma il più delle volte triste e desolante (la foto di Depp collassato sul divano con un gelato sciolto in mano che gli cola sui pantaloni o la testimonianza di Heard sull’abuso sessuale perpetrato ai suoi danni).

GIURIA E SOCIAL MEDIA


Non dovete leggere e non dovete guardare nulla su questo caso. Non dovete ascoltare nulla su questo caso. Il divieto riguarda televisione, giornali, riviste, internet e siti online. Inoltre non è consentito leggere e ascoltare nulla su siti di social network. Aggiungo che non potete parlare con nessuno in merito al caso.”

Queste le parole con le quali la giudice del tribunale della contea di Fairfax in Virginia, Penney Azcarate, si rivolgeva alla giuria prima di ogni udienza. E questo è di fatto il nodo di tutto il processo.
Il documentario non lo spiega e rispetta il principio base di ogni narrazione: “Show, don’t tell“. La giuria non era secretata. Questo significa che ogni giurato, a fine giornata, tornava a casa libero di “…non poter parlare con nessuno in merito al caso“. Ma il consistente minutaggio dedicato alle arringhe popolari create sui social non lasciano spazio al dubbio su quanto il processo sia stato probabilmente viziato dalle migliaia di contenuti social creati sul caso. E se si aggiunge che spesso i video manipolati dagli utenti e poi ricondivisi sulla stessa piattaforma, venivano scambiati per veri da altri utenti, ecco le basi per creare una tempesta perfetta. Gli dei degli algoritmi hanno fatto il resto.

CREDIAMO A JOHNNY O CREDIAMO AD AMBER?


Anche ad approcciare questa docuserie con l’intento di rimanere neutrali, la domanda di fondo, rimane sempre questa.
La regista è brava a non sbilanciare mai il minutaggio dedicato alle testimonianze dei due attori ma, per qualche motivo inconscio, è difficile non schierarsi e stranamente questo non accade grazie alle testimonianze dei protagonisti (seppur viziate da una possibile capacità attoriale) ma grazie alla ciclopica mole di informazioni distorte create dai social media. Durante la visione lo schieramento a favore di uno e dell’altro potrebbe essere fluttuante ma alla fine chi è dalla parte di Johnny crederà a tutto e tenderà a sminuire la controparte e viceversa. La regia riesce anche a farci cogliere molta mimica facciale, ennesimo terreno di dibattito per hashtag impertinenti che, per lo più, tendono a ridicolizzare la figura di Amber e dei suoi avvocati.

CONCLUSIONI


Depp Contro Heard non si pone domande e non le pone a chi lo guarda. Non è un’inchiesta giornalistica. Non scava nel passato dei due contendenti. Nomina brevemente la precedente causa (persa) di Johnny Depp contro il tabloid britannico The Sun reo di averlo “diffamato” definendo l’attore “picchiatore di mogli”. L’articolo del The Sun si basava proprio sulle pregresse accuse di abuso domestico che l’ex moglie Amber Heard aveva denunciato e documentato. Ma non mostra neppure quando l’attrice viene interrogata, in questo processo, a proposito di un arresto subito nel 2009 con l’accusa di violenza domestica relativa alla sua precedente relazione con l’ex moglie Tasya van Ree.

… THEM ALL!


La Verità Sotto Processo 1×01
Un Successo Clamoroso 1×02
Il Verdetto Finale 1×03

 

In questo ciclo diabolico di violenze e contro violenze, in effetti, si rischiava di affogare ma il limitarsi ad un copia-incolla delle testimonianze ha reso questo documentario un semplice riassuntino di questa sconcertante triste storia d’amore a tratti disturbante.

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Membro Onorario della Generazione X. Dal 1994 si aggira nei corridoi dell'archivio degli X-Files senza trovare l'uscita. Da piccola fingeva di avere la febbre per rimanere a casa da scuola a guardare gli episodi di Hazzard. Capisce poco di Cinema ma ci prova.

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