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Recensione di Cenerentola
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Cenerentola

Recensione di Cenerentola, la nuova rivisitazione moderna e pop della famosa fiaba.

Ella è un’ambiziosa ragazza che sogna di aprire un negozio dove poter vendere i suoi abiti, ma sia la sua matrigna che la società hanno diverse aspettative per il suo futuro.

 

Cenerentola è tra le fiabe più conosciute e amate, soprattutto grazie al film Disney del 1950.
L’adattamento di Kay Cannon (già regista di Giù le mani dalle nostre figlie) si avvicina al classico Disney nel lato musical del film, ma se ne discosta grazie ai continui riferimenti alla cultura pop e alla rivisitazione caratteriale della protagonista.
Le intenzioni iniziali sono quelle di ricreare la fiaba classica adattandola ai tempi moderni, facendo risaltare i numerosi personaggi femminili senza dimenticare l’importanza di quelli maschili. Un buon connubio non così scontato per una riscrittura a tutto tondo.
L’uscita era originariamente prevista per il 5 febbraio 2021, poi posticipata al 16 luglio. L’arrivo nelle sale cinematografiche è stato cancellato dopo che Amazon Studios ne ha acquistato i diritti, annunciando la diffusione sulla piattaforma il 3 settembre.

QUELLA DONNA SARÀ ELLA


Ella (Camilla Cabello) – chiamata con il soprannome dispregiativo dalle sue sorellastre e dalla matrigna, Cenerentola – sogna di aprire un negozio dove poter vendere abiti disegnati e creati da lei stessa.
L’intraprendenza della ragazza è ostacolata dalle regole sociali che vigono nel paese: è impensabile per una donna aprire un’attività propria, il mestiere di imprenditore è riservato agli uomini, come ricordano le insegne dei negozi (“da padre in figlio”) che popolano la piazza.

If it’s a million to one, I’m gonna be that one.

Le aspettative della società e le regole da essa imposte plasmano la vita delle protagoniste in modi differenti, ma il messaggio è sempre il medesimo. Da una parte viene elogiato lo studio, l’ambizione e la capacità delle protagoniste di non arrendersi; dall’altra il film inneggia alla necessità di un cambiamento che arrivi dalle azioni quotidiane, ma anche dalla gerarchia stessa.

UNA FIABA MODERNA


Robert è il personaggio (assieme alla fata madrina, la “Fabulous Godmother” interpretata da Billy Porter) che ha avuto più ampio respiro nelle modifiche apportate alla fiaba originale.
Messo sotto pressione dalle aspettative dei sudditi e, soprattutto, da quelle del padre, il principe Robert (interpretato da Nicholas Galitzine) viene dipinto da chi non lo conosce come un viziato mammone a causa della sua riluttanza a prender moglie.
L’elemento più apprezzabile è l’aver voluto mostrare maggiormente le dinamiche familiari del principe che è, in fin dei conti, un ragazzo che non riesce ad immaginarsi seduto sul trono a causa del suo carattere e delle sue differenti ambizioni.
L’emancipazione è il tema cardine ripreso da differenti punti di vista. Non è solo Ella ad emanciparsi, e Cenerentola non tratta esclusivamente di empowerment femminile, ma anche maschile. Robert tenta di divincolarsi dalle leggi reali perché non lo rispecchiano, cercando di capire (e far capire) che se la sua strada è differente da quella pensata per lui dal padre, è giusto che la intraprenda ugualmente. Una linea parallela viene seguita anche per Gwen, la principessa oscurata dal fratello sebbene sia più portata per governare.

MUSICAL E CULTURA POP


Gli stilemi tipici del musical uniti ai riferimenti alla cultura popolare fanno da sfondo alla storia di Ella e Robert.
Cannon indirizza il film verso un filone ben preciso del musical che, da qualche anno a questa parte, è diventato molto famoso grazie all’adattamento teatrale di Hamilton che miscela un cast multietnico con le canzoni dal ritmo hip-hop.
Ricalcano la medesima tendenza le atmosfere della piazza (uno dei luoghi cardini del film assieme al castello e a casa di Ella) abitata da una popolazione multietnica, ma specialmente il banditore i cui annunci cantati con uno stile rap scandiscono i momenti salienti della narrazione.
La colonna sonora è composta da brani dalle sonorità pop e conosciute al grande pubblico tra cui Seven Nation Army dei The White Stripes, Million To One di Camilla Cabello e Somebody To Love dei Queen.
L’estetica e le palette di colori utilizzate provengono tipicamente dalla tradizione dei musical, andando a posizionarsi in un film tipico che segue le peculiarità del genere passo per passo.

REALISMO E MAGIA


Il mondo creato da Cannon si rivolge principalmente ad un target giovanile che può riconoscersi nelle difficoltà affrontate da Ella, Gwen e Robert.
L’ingresso tortuoso per il mondo del lavoro, le imposizioni della società, gli scontri familiari sono gli elementi portanti del film che mettono in ombra il lato fiabesco della storia.
L’estetica tipicamente ripresa dalla storia del musical statunitense e l’avvicinamento alla cultura pop si sposano con l’intenzione di rivolgersi ad un target giovanile.
Quel che manca è la presenza di un vero villain. Nell’adattamento Disney, così come in quello del 2015, la presenza della malefica matrigna senza scrupoli era il vero ostacolo per Ella, la cattiva che ostacolava la sua felicità. In questa riscrittura manca un personaggio con quelle caratteristiche – spietata, egoista e manipolatrice – che il personaggio interpretato da Idina Menzel non riesce ad eguagliare.


La fiaba dai toni colorati e pop scritta e diretta da Kay Cannon è una piacevole sorpresa, sebbene non manchi qualche difetto.

TITOLO ORIGINALE: Cindarella
REGIA: Kay Cannon
SCENEGGIATURA: Kay Cannon

INTERPRETI: Camilla Cabello, Nicholas Galitzine, Idina Menzel, Pierce Brosnan
DISTRIBUZIONE: Amazon Prime Video
DURATA: 113′
ORIGINE: USA, 2021
DATA DI USCITA: 03/09/2021

Un tempo recensore di successo e ora passato a miglior vita per scelte discutibili, eccesso di binge-watching ed una certa insubordinazione.

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