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Glass Onion – Knives Out

Rian Johnson rispetta, se non addirittura supera, le aspettative create con la sua precedente pellicola grazie ad una trama avvincente ed originale. C'era un po' di scetticismo intorno a questo sequel che, fortunatamente, svanisce con il passare dei minuti.

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Durante la pandemia di COVID-19 il detective privato Benoit Blanc viene invitato su un’isola del mar Egeo dall’egocentrico miliardario Miles Bron, intenzionato ad organizzare un weekend fra vecchi amici nella sua immensa magione, il Glass Onion.

La serie antologica Knives Out riprende le gesta del detective interpretato da un sagace Daniel Craig, alle prese con una depressione da isolamento sociale causatagli dal periodo pandemico. Blanc, come tutti gli spettatori, non aspetta altro che un caso complesso e cervellotico da risolvere per risvegliarsi dal torpore dell’isolamento. Il film, diretto da un ispirato Rian Johnson, riprende lo stile ibrido di giallo con sfumature di commedia dello scorso capitolo e forse riesce anche a lasciare qualcosa in più.
La prima parte introduce il nuovo gruppo di sospetti ospiti, ovvero i “disgregatori”. Un gruppo di persone il cui scopo nella vita è di raggiungere il successo attraverso idee fuori dagli schemi. Claire Debella (Kathryn Hahn), Lionel Toussaint (Leslie Odom Jr.), Birdie Jay (Kate Hudson) e Duke Cody (Dave Bautista), chi più, chi meno talentuoso, hanno tutti in comune delle grosse aspirazioni. Gli atteggiamenti del gruppo rivelano sin da subito il morboso rapporto di dipendenza che ognuno dei “disgregatori” ha sviluppato nei confronti dei fondi del miliardario Miles (Edward Norton).
E a queste dinamiche già tese si aggiunge Andy (Janelle Monáe), ex-partner in affari di Miles nonché ex-membra del gruppo di amici dei “disgregatori”.

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UN WEEKEND FRA VECCHI AMICI


L’alchimia fra i membri del cast funziona da subito e nei primi 45 minuti ci si ritrova catapultati nella visita del Glass Onion, durante la quale si osservano dinamiche di gruppo complesse e articolate che incuriosiscono sinceramente lo spettatore.
Gli attriti tra i protagonisti ed i diverbi che hanno avuto in passato abbagliano anche gli spettatori più attenti, distogliendo l’attenzione da scene apparentemente senza significato e battute di cui all’apparenza non si sospetta nulla, ad esempio quando la fredda e seriosa Andy viene vista barcollare accanto ad una parete senza un apparente motivo.
Glass Onion si fa aspettare ancora un po’, dopodichè arriva il momento dell’omicidio con il primo capovolgimento di fronte: in pochi indovineranno a priori chi sarà il primo a rimetterci le penne. A questo punto il ritmo del film cambia completamente: l’indagine viene ribaltata immediatamente con una sequenza adrenalinica a luci spente dove non si è ben consapevoli di chi stia inseguendo chi.
Il secondo strato della “cipolla” viene quindi rivelato ed il film concede tramite un flashback di capire finalmente il perché di tutte le incongruenze viste sino a quel momento. Il tortuoso ma anche lineare collegamento di tutti i puntini che prima si erano solo osservati è brillante. In particolare un escamotage narrativo utilizzato inganna sapientemente lo spettatore e anche i più rodati del genere potrebbero rimanere spiazzati.

UNA VICENDA “A STRATI”


Mentre si uniscono i punti di ogni singolo sguardo o battuta che fino a quel momento sembravano buttati lì, vengono sviscerate anche le seconde letture che il film affronta. Senza entrare nel dettaglio infatti è possibile notare come non sempre film di questo taglio affrontino diverse tematiche, come l’importanza che si da al raggiungimento del successo come mezzo per la propria affermazione personale.
In alcuni casi sono gli interessi personali e l’ossessione per il successo che corrompono le azioni dei vari personaggi, riducendoli a dei miserabili, come tra l’altro era successo alla famiglia Drysdale nel primo Knives Out. In questo sequel lo storico gruppo di amici (che tramite la polaroid e il bar richiama gli iconici Friends e HIMYM) ha parecchi aspetti in comune con i Drysdale, basterà infatti scavare un po’ in profondità per trovare il marcio di questi rapporti umani.
Dall’altro lato l’ostinazione con la quale Miles persegue lo sviluppo delle proprie tecnologie richiama palesemente episodi di attualità. Il solo fatto di aver avuto un’idea innovativa è diventato ben più importante dell’effettiva qualità di ciò che si vuole produrre e questa linea di pensiero si può riscontrare in tanti aspetti della società occidentale.

SCARTANDO TUTTI GLI STRATI DI GLASS ONION COSA RIMANE?


Come giustamente dice Benoit Blanc, la verità: un miliardario incompetente, la cui figura smonta il mito dell’uomo che si è fatto da sé, e ricorda come il successo spesso a volte non venga raggiunto con il duro lavoro e la cosiddetta mentalità vincente. Miles è un’idiota e ad una seconda visione si può ancor di più apprezzare come Edward Norton lo raffiguri terribilmente simile a personalità reali che negli ultimi mesi tanto hanno fatto parlare di sé grazie ai loro atteggiamenti da megalomani (ciao Elon).
Da segnalare infine un finale assai pirotecnico che a seconda del tipo di spettatore potrebbe essere gradito o meno. L’idea è che forse si poteva evitare di arrivare a tanto, nonostante ogni scelta risulti comunque coerente con la trama tracciata sino al momento.


In conclusione Glass Onion rispetta, se non supera, le aspettative create dal suo predecessore, intrattenendo con una trama avvincente ed originale. Per gli amanti del genere è una chicca che non può che essere recuperata, un definitivo “centro” per casa Netflix.

 

TITOLO ORIGINALE: Glass Onion: A Knives Out Mystery
REGIA: Rian Johnson
SCENEGGIATURA: Rian Johnson
INTERPRETI: Daniel Craig, Edward Norton, Janelle Monáe, Kathryn Hahn, Leslie Odom Jr., Jessica Henwick, Madelyn Cline, Kate Hudson, Dave Bautista
DISTRIBUZIONE: Netflix
DURATA: 140′
ORIGINE: USA, 2022
DATA DI USCITA: 23/11/2022 (Cinema); 23/12/2022 (Netflix)

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