| Sullo sfondo vibrante di un mondo retro-futuristico ispirato agli anni ’60, Reed Richards/Mister Fantastic (Pedro Pascal), Sue Storm/Donna Invisibile (Vanessa Kirby), Johnny Storm/Torcia Umana (Joseph Quinn) e Ben Grimm/La Cosa (Ebon Moss-Bachrach) si trovano ad affrontare la sfida più ardua. Costretti a bilanciare il loro ruolo di eroi con la forza del loro legame familiare, devono difendere la Terra da un famelico dio dello spazio chiamato Galactus (Ralph Ineson) e dal suo enigmatico Araldo, Silver Surfer (Julia Garner). E se il piano di Galactus di divorare l’intero pianeta e tutti i suoi abitanti non fosse già abbastanza, la situazione diventa improvvisamente molto personale. |
L’8 agosto 1961 usciva negli USA il primo numero dei Fantastici Quattro, che sanciva la nascita dell’Universo Marvel su carta stampata come è noto oggi. I Fantastici Quattro sono dunque dei personaggi chiave di questo universo, su cui quest’ultimo si fonda, e sono sempre risultati determinanti in ogni macro-evento nel corso degli anni. La stessa cosa non si è potuta purtroppo replicare sul grande schermo, visto che si è visto per circa vent’anni un Universo Marvel orfano di un perno fondamentale. I problemi sono noti a tutti, con la querelle dei diritti in mano a Fox, ed un tema già tornato in auge con Deadpool & Wolverine, oltre che con l’annuncio del cast del prossimo Avengers: Doomsday. Ma a differenza degli X-Men, Fox non è mai riuscita a rendere giustizia veramente al supergruppo più iconico della Casa delle Idee.
I due tentativi precedenti furono il dittico di Tim Story, stroncato con il sequel per la gestione di Galactus (che sarà dopo un tema chiave), e il film di Josh Trank, vituperatissimo e salito agli onori della cronaca più per i meme e per le decisioni controverse prese, che per la dubbia qualità del film. I fan dunque attendevano da sempre che al quartetto più famoso della storia dei fumetti venisse resa giustizia, e Kevin Feige ha finalmente trovato un modo per portare sullo schermo Reed Richards, Sue e Johnny Storm, e Ben Grimm.
Before we went up the first time, you couldn’t turn invisible. Ben wasn’t a rock. And Johnny never caught fire.
ANNI ’60 – TERRA 828
Nonostante il sottotitolo un po’ fuorviante, I Fantastici Quattro – Gli Inizi non è un’origin story. Anzi, la struttura narrativa di partenza si somiglia molto con quella scelta da James Gunn per raccontare il suo Superman. Se Superman all’inizio del film è già attivo da tre anni, il team di Reed Richards è già operativo da quattro (sì, quattro) anni. Chiaramente non si parla di Terra 616, o della Sacra Linea Temporale, bensì di un altro universo il cui codice verrà rivelato solo durante i titoli di coda, strappando una lacrimuccia. Ci si trova su Terra 828 e, essendo liberi da ogni storia pregressa, i Marvel Studios hanno scelto di posizionare la pellicola proprio negli anni ’60. Degli anni ‘6o un po’ diversi da quelli che si possono ricordare, a metà tra i Jetson e Tomorrowland in un passato retro-futuristico, che però affascina clamorosamente per cifra stilistica ed inventiva scenografica.
Non essendo un’origin story non c’è spazio per mostrare per l’ennesima volta la missione spaziale, i raggi cosmici ed il resto; tuttavia l’intero primo atto, attraverso un’ottima trovata di sceneggiatura si trasforma in uno showcase delle prime avventure dei personaggi, capaci di condensare tutti i villain storici, le atmosfere ingenue dei fumetti di Stan Lee e Jack Kirby, presentando così dei personaggi che non richiederebbero alcuna presentazione, sfruttando l’occasione per catapultare subito il pubblico all’interno della giusta atmosfera e dare vita alle tavole di un fumetto che ha fatto la storia di questo formato narrativo.
GALACTUS, DIVORATORE DI MONDI
Oltre ad essere un terzo tentativo per i Fantastici Quattro, il film di Matt Shakman è anche un secondo tentativo per Galactus. Galactus è letteralmente un essere cosmico divoratore di mondi, ma non per diletto, proprio come fonte di sostentamento. I pianeti da sacrificare vengono forniti a Galactus da un Araldo, in questo caso la Silver Surfer di Julia Garner (che non è il Silver Surfer classico, che appariva anche nel film del 2007). L’Araldo ha il ruolo di procacciare i pianeti da usare come pasto per “sfamare” Galactus, e quindi vien da sé che, chiaramente, Silver Surfer arriverà sulla Terra.
L’arrivo di Galactus nel numero 48 dei Fantastici Quattro è una pietra miliare del fumetto, con delle tavole che hanno fatto sognare ad occhi aperti lettori di ogni età per sessant’anni. Vederle adattate, rendendole giustizia su schermo, per i fan è un sogno che si avvera. Infatti meritano tutti gli applausi del caso l’intero comparto artistico, che è riuscito a portare in scena, in un contesto adatto, un personaggio che si credeva impossibile tra trasporre sul grande schermo. Invece vedere camminare l’enorme personaggio col faccione di Ralph Ineson tra le strade di New York è un mix esplosivo di inventiva fumettistica e splendore visivo, in quella che sarà probabilmente una sequenza difficile da dimenticare per i fan.
OLD STYLE MCU
Ciò che è certo, è che con questo film i Marvel Studios stiano cercando un po’ di tornare a quel sano sense of wonder che aveva caratterizzato i prodotti della Fase 1, guarda caso i primi film dei personaggi più significativi di quell’universo narrativo. Tuttavia, a differenza di come si sente raccontare in giro, la Fase 1 non era perfetta, ed ognuno di quei film aveva con sé dei difetti intrinseci che il carisma di quei personaggi contribuiva a nascondere. Questa regola sembra valere anche per Fantastici Quattro, in cui, nonostante un antagonista all’altezza (che è una rarità nell’MCU), sembra avere troppa fretta nel chiudersi, senza magari regalare un gancio ancor più slanciato verso il futuro di quello che offre con una delle due post-credits.
Dopo il finale di Thunderbolts* tutto il fandom si aspettava una chiusura di un certo tipo, che invece Shakman non offre, restando circoscritto al proprio piccolo mondo, forse per non spaventare il pubblico andato in sala con la mente leggera dal non dover recuperare prima 37 film e svariate serie. Una motivazione comprensibile, ma flebile in quanto tra circa un anno anche questa parte di pubblico troverà Pedro Pascal e la sua “famiglia” alle prese con le conseguenze di una lista di prodotti Marvel infinita. Si può quindi affermare che il film inizia con un primo atto imperioso, per poi non riuscire sempre a stare ritmicamente al passo nella restante parte dell’opera.
I Fantastici Quattro – Gli Inizi è il film giusto, che rende giustizia ai personaggi nati dalle matite di Jack Kirby, e che li introduce furbescamente in un universo narrativo condiviso con la libertà di raccontare la storia che si vuole, giocando anche con la collocazione temporale. Il cast è di prim’ordine, a simboleggiare quanto i Marvel Studios abbiano voluto premere forte sul pulsante dell’acceleratore e puntare su questo progetto, scegliendo Pedro Pascal anche a discapito della somiglianza pur di avere a disposizione la star del momento. Anche Ebon Moss-Machrach è convincente nei panni di Ben Grimm, ma si attende un sequel (già in sviluppo) per poter approfondire la sua affascinante e melodrammatica psicologia. Infine, non si può non applaudire al lavoro svolto dal solito Michael Giacchino, che si conferma uno dei compositori più in forma di tutta Hollywood, componendo una fanfara memorabile, tornando finalmente a regalare un tema iconico ai Marvel Studios, che nei primi anni avevano svolto degli ottimi lavori in tal senso, accantonando invece la componente musicale negli ultimi anni.
| TITOLO ORIGINALE: The Fantastic Four: First Steps REGIA: Matt Shakman SCENEGGIATURA: Josh Friedman, Eric Pearson, Jeff Kaplan, Ian Springer INTERPRETI: Pedro Pascal, Vanessa Kirby, Joseph Quinn, Ebon Moss-Bachrach, Ralph Ineson, Julia Garner, Paul Walter Hauser, Natasha Lyonne, Mark Gatiss DISTRIBUZIONE: Walt Disney Studios Motion Pictures DURATA: 114′ ORIGINE: USA, 2025 DATA DI USCITA: 23/07/2025 |



