| Clark Kent/Superman (David Corenswet) è un supereroe attivo da tre anni a Metropolis, ancora imbattuto, ed impegnato a bilanciare le sue radici kryptoniane con i suoi valori umani. La sua prima sconfitta arriva mentre combatte una nuova minaccia, dopo aver interrotto la nascente guerra tra gli stati di Boravia e Jarhanpur, con lo zampino del malefico manipolatore Lex Luthor (Nicholas Hoult). |
Dopo che The Rock è il suo progetto egomaniaco, Black Adam, pose la pietra tombale al controverso DC Extended Universe, che ha cercato negli anni di rincorrere – senza grossi successi – l’MCU, Warner decise che era tempo di premere sul pulsante reset. L’annuncio di James Gunn e Peter Safran a capo dei nuovi DC Studios, scosse l’intero fandom, attirando le ire dei fan più scatenati del buon vecchio Zack Snyder (che intanto si è dato da fare con Netflix…) e del vecchio corso. Un branco di fan nostalgici pronti a non risparmiare critiche a Gunn e al neonato team anche per pellicole distribuite sotto la loro direzione, ma prodotte ben prima del loro arrivo, come The Flash, e i sequel di Aquaman e Shazam.
Tutti prodotti tremendamente discutibili, e figli di una gestione malata, che impallidisce di fronte alla peggiore idea venuta in mente a Kevin Feige negli ultimi anni. James Gunn aveva quindi l’onore – e soprattutto l’onere – di ripescare un intero universo di personaggi famosissimi per costruire un universo condiviso che imparasse dagli errori commessi da precedenti gestioni e concorrenza, per rilanciare il genere fumettistico a partire dall’emblema di tutti i supereroi (che ha dato anche il via all’omonimo genere cinematografico): Superman.
L’INIZIO DI UN NUOVO UNIVERSO
A dirla tutta, Superman non è il primo prodotto di questo nuovo DCU, in quanto lo precede la serie animata (integralmente disponibile su YouTube) Creature Commandos, oltre a Suicide Squad e Peacemaker, che possono dirsi integrati (con qualche riserva) all’interno di questo nuovo corso. Tuttavia, sicuramente Superman è il cartellino da visita per questo nuovo universo condiviso della Distinta Concorrenza che tutti stavano attendendo. E James Gunn non si risparmia affatto, partendo con un bel crawl iniziale che catapulta tutto il pubblico in medias res, in un mondo in cui i Metaumani esistono già, Superman è già Superman da ben 3 anni, ed esiste anche un team di supereroi, chiamato da qualcuno Justice Gang.
Se qualcuno aveva mugugnato all’annuncio del cast, sentenziando che ci fossero troppi personaggi comprimari, o che ci sarebbe dovuto essere più spazio per Superman per essere presentato come personaggio nuovo, di modo da far dimenticare il tanto amato Superman di Henry Cavill, dovrà ricredersi. La pellicola presenta una moltitudine di personaggi, ma questi non risultano mai forzati o poco attinenti alla storia, e soprattutto riescono a fornire un affresco variopinto del mondo in cui si colloca la vicenda. Da spendere qualche parola per Nathan Fillion, che nei panni di Guy Gardner è divertentissimo – rispettando a pieno lo spirito del personaggio -, ma anche Edi Gathegi porta in scena un ottimo Mr. Terrific, mentre resta un po’ troppo in disparte Isabela Merced, che in The Last of Us ha dimostrato di poter dare molto di più.
I’m as human as anyone. I love, I get scared. I wake up every morning and despite not knowing what to do, I put one foot in front of the other and I try to make the best choices I can. I screw up all the time, but that is being human. And that’s my greatest strength.
SUPERMAN È PUNK ROCK
Fare un film su Superman nel 2025 è una bella sfida. Il personaggio è considerato il primo supereroe della storia, creato quasi cento anni fa, nel 1933. Nei decenni ha avuto innumerevoli rappresentazioni sullo schermo, e soprattutto negli ultimi anni la tendenza era quella di smarcarsi dalla classica visione di Superman per creare o un’interpretazione più dark, come quella di Snyder, o esclusivamente delle simil-parodie che finiscono per fare satira sul genere, o creare delle storie all’avanguardia sul tema del supereroe, come Patriota e Omni-Man.
La verità è che rappresentare il classico Superman, e dargli un senso di esistere nel 2025 è difficilissimo, o forse in realtà è molto semplice. Sta qui il genio di James Gunn, che si ispira al miglior materiale di partenza che potesse scegliere, come All-Star Superman, per dipingere un Superman gentile, più umano degli esseri umani stessi, attento al prossimo ed impegnato a non ferire nemmeno uno scoiattolo mentre combatte mostri giganteschi e solleva palazzi interi. La chiave di tutto ciò risiede in un bellissimo dialogo con Lois Lane (un’ottima performance della bravissima Rachel Brosnahan, e soprattutto una chimica clamorosa tra Clark e Lois), in cui Clark si definisce punk rock.
Perché Superman – e il modo di fare e di comportarsi di Clark Kent – è un qualcosa di fuori moda, malvisto quasi, ingenuo e praticamente fuori dal mondo. Nel 2025 essere Superman è difficile, e quindi Clark viene apprezzato ancora di più, perché lo fa sembrare semplice e normale. In un dialogo James Gunn dimostra di aver colto l’essenza del personaggio come forse mai nessuno prima di lui sul grande schermo: un personaggio semplice e apparentemente banale, che nel mondo contemporaneo diventa un rivoluzionario.
METAUMANI E ATTUALITÀ
La seconda grandissima intuizione di James Gunn, che ha tranquillamente deciso di fare all-in sull’inizio del suo DCU, è quella relativa all’innesco narrativo che dà il via all’intera vicenda. Si parla ovviamente del conflitto tra i due stati immaginari di Boravia e Jarhanpur, che chiunque abbia accesso a internet o ad un telegiornale avrà riconosciuto come metafora di un triste conflitto attualmente in essere nel Medio Oriente. Ci vuole del coraggio per realizzare la metafora che Gunn ha deciso di mettere in piedi – finanziato da una major hollywoodiana – per inviare un messaggio evidente nel suo essere in controtendenza rispetto alla politica estera statunitense.
L’autore si dimostra anzi un sognatore, calando Superman in questa realtà, capace di fermare conflitti e rendendolo un eroe del mondo, da non identificarsi con la bandiera USA. Fa quasi commuovere in qualche scena, pensando a quanto servirebbe un Superman nel mondo reale, a salvare vite innocenti dagli interessi violenti dei potenti miliardari. Superman è infatti un film che lascia lo spettatore con un sorriso stampato in faccia e tante belle speranze di rendere il posto un mondo migliore, seguendo il messaggio di Clark Kent.
Superman è un ottimo inizio per il DCU di James Gunn, che riesce a presentare un nuovo universo supereroistico senza avere l’inerzia iniziale del dover narrare le origin story. Gunn cala lo spettatore in un universo già esistente, trattandolo come una persona intelligente, capace di comprendere gli equilibri e le situazioni azionando il proprio cervello, e rispetta anche le tradizioni, usando con saggezza il tema di John Williams e richiamando nello stile anche i titoli di testa del film di Donner. Inoltre, il regista stratifica la pellicola, aggiungendo vari layer, come quello della politica, e anche quello dell’immigrazione, così come quello della genitorialità (che vanno sempre a sfiorare un tema politico, in fondo). Superman è un alieno che cerca di essere il migliore degli umani, migliore dei veri umani, come Lex Luthor – interpretato da un clamoroso Nicholas Hoult che ruba la scena – che invece rappresentano quanto di più marcio abbia la società odierna da offrire.
| TITOLO ORIGINALE: Superman REGIA: James Gunn SCENEGGIATURA: James Gunn INTERPRETI: David Corenswet, Rachel Brosnahan, Nicholas Hoult, María Gabriela de Faría, Edi Gathegi, Skyler Gisondo, Isabela Merced, Nathan Fillion DISTRIBUZIONE: Warner Bros. Entertainment Italia DURATA: 129′ ORIGINE: USA, 2025 DATA DI USCITA: 09/07/2025 |



