Dopo il ciclo della stagione delle nebbie che ha una funzione introduttiva per questa seconda stagione, si arriva finalmente al ciclo centrale ed essenziale per capire di cosa “parla” questa serie: la saga di Vite Brevi che introduce anche il settimo fratello degli Eterni, Distruzione.
CHANGE OR DIE
Utilizzando il titolo di un’altra serie a fumetti degli anni ’90 (Stormwatch di Ellis/Raney), si arriva al clou della narrazione che Gaiman, un po’ per caso e un po’ per presa coscienza, arriva ad imbastire per Sogno e il regno: il cambiamento come motore della vita, non solo umana o animale, ma anche di tutto l’universo.
Mai come in questo ciclo, ogni personaggio evidenzia come la necessità di cambiare (e la resistenza ad esso) sia qualcosa di essenziale e importante per poter affrontare la propria esistenza. Lo è stato per Delirio che, provata dal trauma dell’abbandono dell’amato fratello Distruzione, parte alla sua ricerca, nel vano tentativo di ripristinare quelle condizioni confortevoli che c’erano quando “c’era lui”. Peccato che proprio lei non potrà mai essere la stessa poiché vittima di un trauma interiore che l’ha fatta diventare Delirio dalla sua forma originaria di Delizia.
Sogno stesso è sempre recalcitrante a cambiare posizione, tanto da non essere abituato a chiedere scusa a nessuno (da qui lo stupore di sua sorella al sentire quelle parole). La fine traumatica (per lui) dell’amore per Nada segna questo passaggio e la ricerca del fratello, partita come scusa per rivederla, si trasforma in una ricerca fondamentale per lui e la sorella.
RESPONSABILITÀ
Distruzione è il personaggio chiave per capire il rapporto che il mondo ha con la responsabilità. Se per Sogno responsabilità significa avere un ruolo nel suo regno e fare di tutto per esercitarlo senza che nessuno possa mettere bocca, per Distruzione questo ruolo non ha più senso poiché lui non è altro che una rappresentazione del concetto di distruzione, non il suo “gestore”. Il suo regno, come dice Delirio, va avanti anche senza di lui, forse solo più in maniera caotica.
Sta proprio qui forse il concetto fondamentale. La responsabilità si può esprime soltanto verso sé stessi nel decidere come affrontare la propria esistenza, a prescindere dal ruolo che è stato deciso dal mondo stesso. Distruzione prova, costruisce, fa cose. Non gli riescono, ma intanto sceglie di seguire il suo istinto tanto da abbandonare un mondo, la sua famiglia, che altro non è una serie di obblighi ed incombenze di cui esserne solo vittime.
Anche le vittime della sua rete di sicurezza, tra cui il personaggio della transgender Wanda (al posto di quella del fumetto Ruby, un omaggio al grande ciclo omesso “A Game of You” della serie a fumetti), hanno scelto un’altra vita, chi per forza, chi con dolore per resistere e vivere la propria esistenza nonostante tutto.
Tutto cambia, tutto crolla e il cerchio comincia a stringersi intorno a Morfeo, che in qualche modo sembra inconsciamente capirlo, spinto anche dalla sorella Desiderio, vero motore della storia nella sua ambiguità, ma forse unica ad andare al nocciolo della questione.
FINALMENTE
Chi scrive non riesce ad evitare il paragone con l’opera originaria e con le vicissitudini giudiziarie del suo autore. Nonostante tutto questo, anche nel fumetto era evidente come questo ciclo fosse essenziale per dare un senso alla serie. Finora, infatti, lo show è stato un lungo prologo in attesa di introdurre quello che si voleva raccontare, in parallelo alla scusa di infarcire il tutto con tante piccole storie interessanti che raccontano l’umanità (e non solo, si vedano i gatti dell’episodio speciale della scorsa stagione).
La serie mantiene il focus e imbastisce la trama nel rispetto del materiale originario. Forse la scelta di casting fatta per Distruzione (Barry Sloane) potrebbe essere paragonata alla sua controparte fumettistica. Forse troppo caricaturiale, ma si vedrà negli episodi successivi.
Rimane comunque un ritmo equilibrato che prevede sicuramente poca azione sbilanciata verso dialoghi, come accade nel fumetto. Potrebbe deludere chi cerca la spettacolarità dell’azione, ma in fondo tradirebbe l’essenza dell’opera stessa, spesso accusata anzi di avere aspirazioni letterarie in sfavore del linguaggio fumettistico (prima) e filmico (ora).
| THUMBS UP 👍 | THUMBS DOWN 👎 |
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Episodio meritevole di attenzione dove le cose cominciano a decollare e a rendersi interessanti. Un buon segnale per proseguire la visione.


