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Lo Strangolatore di Boston recensione
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Lo Strangolatore Di Boston

Keira Knightley porta in scena la storia del serial killer che negli anni '60 ha tormentato Boston dal punto di vista della reporter che per prima ne ha tracciato la cronaca.

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La reporter Loretta McLaughlin è la prima a collegare gli indizi e far scoppiare il caso sul serial killer di Boston che negli anni ’60 ha ucciso 13 donne. Tra pericoli personali, difficoltà famigliari e pregiudizi sessisti dell’epoca, Loretta McLaughlin, insieme alla collega Carrie Con, porterà avanti la sua battaglia per scoprire la verità e fermare lo Strangolatore di Boston.

 

Boston, anni ’60. La capitale del Massachusetts viene sconvolta da una serie di omicidi che, ad un’occhiata più attenta, risultano ben presto figli dello stesso pattern omicida. Tra il 1962 e il 1964 saranno ben 13 le donne uccise da questa figura lugubre e misteriosa a cui la stampa dà presto il nome di Boston Strangler, lo Strangolatore di Boston.
Una vicenda realmente accaduta che all’epoca ha fortemente colpito l’opinione pubblica, soprattutto per le difficoltà della polizia di arrestare quello che è stato a tutti gli effetti un serial killer (seppur in un periodo storico in cui non erano ancora stati sviluppati i primi studi a riguardo). Una caccia che si è conclusa dopo due anni con la confessione e l’arresto di Albert DeSalvo ma che non ha mai davvero convinto in pieno a causa di svariate incongruenze.
Nel 1968 arriva la prima trasposizione scenica sullo Strangolatore di Boston. L’opera vede alla regia Richard Fleischer con Tony Curtis nei panni del killer DeSalvo, interpretazione che è valsa all’attore la candidatura ai Golden Globe. Un film, questo di Fleischer, che concentra la sua totale attenzione sulla figura del killer. Una scelta stilistica da cui si discosta invece l’attuale rivisitazione di questo macabro caso.
Scritto e diretto da Matt Ruskin e prodotto dalla casa di produzione di Ridley Scott, Lo Strangolatore di Boston versione 2023 viene distribuito da Hulu & Disney Plus e basa la sua storia su un filone narrativo differente, seguendo la vicenda dal punto di vista di altri protagonisti. O meglio, protagoniste. Keira Knightley e Carrie Coon si prendono la scena spostando l’attenzione su altre due figure che hanno caratterizzato la vera storia dello Strangolatore di Boston, narrandola da un punto di vista giornalistico.

PROSPETTIVA FEMMINILE


La pellicola di Ruskin si basa infatti sulla figura di Loretta McLaughlin (Keira Knightley), giornalista del Boston Record American che nel 1962 fu la prima ad unire i delitti di alcune donne con gli indizi lasciati sulle scene del crimine (l’assassino lasciava un fiocco sulle vittime fatto con calze di nylon) notando un pattern ben distinto che portava ad un unico killer. Con l’articolo della McLaughlin si aprì ufficialmente la caccia al serial killer, risvolto nelle indagini fino a quel momento tenuto in ombra dalla polizia locale.
Un caso che scoppia in prima pagina e a cui seguiranno altri due anni di uccisioni, inchieste e reportage che vedranno la stessa Loretta, coadiuvata dalla collega Jean Cole (Carrie Coon), dedicarsi anima e corpo alle indagini e fare in modo di smascherare l’ormai noto e temuto Strangolatore di Boston, nome coniato a mezzo stampa dalla stessa giornalista.
Con le reporter McLaughlin e Cole a portare avanti il caso dello Strangolatore è inevitabile che il film assuma una prospettiva più femminile. Un approccio, questo, che potrebbe apparire come l’ennesimo tentativo cinematografico di presentare una storia dal punto di vista femminile ma che, invece, ben si adatta ad un racconto che è semplicemente la rappresentazione di fatti realmente accaduti.
Seguire Loretta nel suo reportage apre così ad una visione completa sul ruolo della giornalista in una società datata anni ’60. Da qui, si passa da una serie di pregiudizi sessisti sul lavoro a problematiche coniugali che emergono nel momento in cui la donna deve scegliere se perseguire la carriera o salvare il matrimonio. Situazioni che sottolineano il ruolo di precursore della McLaughlin da più punti di vista, per un film che si pone come obiettivo principale quello di presentare un personaggio che, con tenacia e ostinazione, più di tutti si è elevato positivamente da questo caso di cronaca.

ZODIAC MA NON TROPPO


Con la figura della giornalista Loretta McLaughlin a prendersi la scena, il caso del serial killer si ritrova maggiormente circoscritto in un ruolo di contorno, almeno per la maggior parte del film. Solo sul finale l’attenzione si sposta maggiormente sui protagonisti del crimine. I primi arresti e le conseguenti difficoltà nel constatare la vera colpevolezza del sospettato (o sospettati), raccontano l’ennesima pagina di un caso contraddittorio che non ha mai convinto del tutto (solo nel 2013 grazie al test del DNA si è riusciti a dimostrare la colpevolezza di Albert DeSalvo almeno per l’uccisione dell’ultima vittima).
Per la sua struttura e il modo in cui il film è stato concepito e rappresentato, Boston Strangler si ritrova davanti ad un più che scomodo paragone. Inevitabile, infatti, non pensare subito al film di David Fincher del 2007, Zodiac. Un caso di cronaca che porta sulle tracce di un serial killer raccontato dal punto di vista del reporter che ne segue il caso, focalizzando l’attenzione su un mix di indagini e “ossessione”.
Nonostante alcuni elementi rimandino al ben più noto film, però, i paragoni non possono estendersi oltre. Pur risultando un buon prodotto, infatti, Boston Strangler pecca di verve narrativa e, soprattutto, di tensione vera e propria. Keira Knightley e Carrie Coon reggono l’intero film grazie a delle performance sempre di livello ma a mancare è quell’inquietudine che dovrebbe trasparire da alcune scene e che la sola regia non può tramandare a pieno.


Boston Strangler è un buon film che racconta eventi di cronaca che riscuotono sempre un certo fascino nelle rivisitazioni visive. Le interpretazioni di Keira Knightley e Carrie Cooon, con il loro sguardo ad una diversa prospettiva, consegnano alla pellicola una sufficienza abbondante. Peccato solo per quella tensione mancante ed un finale un po’ farraginoso che non riesce pienamente a soddisfare.

 

TITOLO ORIGINALE: Boston Strangler
REGIA: Matt Ruskin
SCENEGGIATURA: Matt Ruskin

INTERPRETI: Keira Knightley, Carrie Coon, Alessandro Nivola, Chris Cooper, David Dastmalchian, Bill Camp, Morgan Spector
DISTRIBUZIONE: Hulu, Disney Plus
DURATA: 112′
ORIGINE: USA, 2023
DATA DI USCITA: 17/03/2023

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Nata con la passione per telefilm e libri, cresciuta con quella per la scrittura. Unirle è sembrata la cosa più naturale. Allegra e socievole finché non trova qualcosa fuori posto, il disordine non è infatti contemplato.
Tra una mania e l'altra, si fa carico di un'estenuante sensibilità che la porta a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”.

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