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Recensione film Macbeth Coen Apple Tv+
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Macbeth

Recensione di Macbeth, il nuovo film di Joel Coen che adatta l'omonima tragedia di William Shakespeare. Disponibile su Apple Tv+.

Un lord scozzese viene convinto da un trio di streghe che diventerà il prossimo re di Scozia e la sua ambiziosa moglie lo sostiene nei suoi piani di conquista del potere.

 

The Tragedy of Macbeth, distribuito in italiano semplicemente come Macbeth, è la prima opera diretta dal solo Joel Coen, per la prima volta orfano di suo fratello Ethan. La coppia, vincitrice di ben 4 premi Oscar (per film come Fargo e Non È Un Paese Per Vecchi), si separa per realizzare un film che si discosta dalle normali produzioni firmate Coen, adattando un classico di William Shakespeare. La pellicola è l’ennesimo gioiellino partorito dalla casa di produzione indipendente A24, che ha dato i natali, tra gli altri, a film come The Lighthouse e serie come Euphoria.
Macbeth è stato presentato in anteprima al New York Film Festival. Dopodiché è stato distribuito in alcune sale statunitensi nel dicembre 2021, prima della sua release ufficiale sul servizio streaming Apple TV+, del 15 gennaio. Il film rientra nella sempre crescente categoria di lungometraggi che hanno visto la loro produzione interrompersi a causa del covid. Proprio a causa di ciò, infatti, il film è stato girato interamente in teatri di posa, garantendo anche un vero e proprio distacco dalla realtà nella fotografia.

L’ADATTAMENTO DEFINITIVO


Il Macbeth è tra le più famose tragedie shakespeariane, sicuramente la più breve, ma nonostante ciò la più complessa ed affascinante. Infatti sono state numerose le volte in cui maestri del cinema hanno provato ad adattare i versi del drammaturgo inglese. A partire da quello più famoso firmato Orson Welles, passando per Kurosawa e Polanski, fino ad arrivare a Joel Coen.
In particolare, l’ultimo film di Coen, potrebbe affermarsi come l’adattamento definitivo. Il formato raffinato di 1,33:1, unito al bianco e nero, conferisce all’opera uno status a metà tra la rappresentazione teatrale e la pellicola. Risalta, proprio grazie a quest’aspetto, la scenografia, curatissima, al pari del contemporaneo Sir Gawain e il Cavaliere Verde, che mette in scena uno scenario medievale dai contorni sovrannaturali. La fotografia dell’eccezionale Bruno Delbonnel (L’Ora Più Buia, A Proposito di Davis) impreziosisce ogni singolo fotogramma elevandolo a potenziale quadro da esporre. Ogni immagine è ricercata, così come i passaggi tra le scene, raramente bruschi, anzi sempre in grado di regalare composizioni enigmatiche e significative ai fini della trama.

Hear it not, Duncan, for it is a knell that summons thee to Heaven or to Hell.

IL PESO DELLA CORONA


Nelle già citate rappresentazioni passate del Macbeth spesso si è scelto di trasporre l’opera originale in contesti storici diversi, anche grazie all’universalità della vicenda narrata. Invece Coen, autore come sempre anche della sceneggiatura, sceglie di mantenere il setting originale, adattando in modo fedele la tragedia. La fedeltà è ben visibile anche nelle linee di dialogo, in rigoroso inglese arcaico, che conferiscono alla vicenda dei toni epici da film storico.
Denzel Washington (Fino All’Ultimo Indizio), nei panni del signore di Glamis, mette in scena una performance stupefacente, recitando in un accento non suo. Il suo sguardo esprime tutta la follia derivata dalla brama di potere che assale l’aspirante re di Scozia. Così come Frances McDormand (Nomadland, The French Dispatch), un’autentica Lady Macbeth capace di intuire la sete di potere del marito e di alimentarla. Anche le interpretazioni degli attori, nessuno escluso, aiutano a costruire un’esperienza molto teatrale e suggestiva, spezzata solo dalla presenza delle mura domestiche.

By the pricking of my thumbs, something wicked this way comes.

IL TARLO DELLA PROFEZIA


Il film è permeato dal simbolismo. Ci sono personaggi, oggetti e immagini che apparendo periodicamente sullo schermo assumono un significato ben superiore nel complesso della vicenda. Le tre streghe, deus ex machina dietro lo spargimento di sangue, vengono ritratte in scena, interpretate dalla bravissima Kathryn Hunter, al limite dell’horror, suscitando una profonda inquietudine nello spettatore. Quasi quanto quella provata da Macbeth e Banquo nella scena iniziale.
I tratti gotici, degli edifici altissimi, definiti da ombre e le luci di un reparto artistico in gran forma. Il coltello, arma del primo delitto, il sangue che macchia l’anima al di sotto della pelle di Lady Macbeth, così come le profezie recitate a mo’ di cantilena. Tutti elementi allegorici che aiutano a inquadrare il film in un contesto al limite del sovrannaturale. E poi c’è la corona, vero e proprio MacGuffin dell’opera, responsabile di tutte le morti del film, compresa quella di Macbeth, in una scena semplice ma piena di significato.


Macbeth di Joel Coen è un ottimo film. Uscito in un periodo strategico, viste le maestranze messe in scena, potrebbe addirittura recitare un ruolo da protagonista nella prossima stagione dei premi. In particolar modo bisogna esaltare il lavoro di Delbonnel alla fotografia e quello di Stefan Dechant per la scenografia. La colonna sonora è imponente, unita a un ottimo reparto sonoro, che scandisce l’andamento dell’intero film al ritmo delle gocce di sangue sparse dall’avido protagonista.

 

TITOLO ORIGINALE: The Tragedy Of Macbeth
REGIA: Joel Coen
SCENEGGIATURA: Joel Coen

INTERPRETI: Denzel Washington, Frances McDormand, Bertie Carvel, Brendan Gleeson, Alex Hassell, Corey Hawkins, Harry Melling
DISTRIBUZIONE: Apple TV+
DURATA: 105′
ORIGINE: USA, 2021
DATA DI USCITA: 14/01/2022

Giovane musicista e cineasta famoso tra le pareti di casa sua. Si sta addestrando nell'uso della Forza, ma in realtà gli basterebbe spostare un vaso come Massimo Troisi. Se volete farlo contento regalategli dei Lego, se volete farlo arrabbiare toccategli Sergio Leone. Inizia a recensire per dare sfogo alla sua valvola di critico, anche se nessuno glielo aveva chiesto.

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