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Spiderhead recensione film
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Spiderhead

Pur avendo due nomi altisonanti, Hemsworth e Kosinski, Spiderhead è un film superficiale che non riesce a creare alcun legame con lo spettatore che è semplicemente distante da qualsiasi cosa accada sullo schermo. Finale imabarazzante incluso.

In un penitenziario lussuoso in cui i carcerati sono vittime volontarie di esperimenti su droghe e psico-farmaci non ancora legali, uno scienziato visionario (Chris Hemsworth) forma un legame un po’ troppo stretto con un carcerato (Miles Teller) che, ovviamente, non vuole rimanere nel penitenziario.

L’arrivo di Spiderhead nel catalogo di Netflix è stato letteralmente in sordina con pochissimo marketing a promuovere la pellicola, il che fa sorgere spontaneamente più di qualche dubbio visto che ci sono dei nomi piuttosto importanti sia davanti che dietro la macchina da presa. A dirigere Spiderhead c’è infatti il regista dell’acclamatissimo e recentissimo Top Gun: Maverick mentre i due protagonisti di questi 107 minuti sono Chris “Thor” Hemsworth e Miles Teller, anche lui visto con un ruolo di primo piano in Top Gun: Maverick e Too Old To Die Young oltre che nel dimenticabilissimo remake di Fantastic 4 – I Fantastici Quattro.
A scrivere la sceneggiatura di Spiderhead ci sono un altro paio di nomi famosi per gli addetti al settore visto che Rhett Reese e Paul Wernick hanno dato vita a Zombieland (si anche la serie che non ha mai visto la luce) e alla trilogia di Deadpool. Forse questa tendenza al lato più comico condito da un po’ d’azione aiuterà a capire perché l’adattamento del racconto breve “Escape From Spiderhead” di George Saunders non è andato a buon fine.

Another beautiful morning, friends, time to rise and really shine. As volunteers in the Spiderhead Penitentiary and Research Center you must do your part and practice the golden rules: no abuse, physical, verbal, or otherwise and label your food in the fridge.

Ci sono ovviamente diverse differenze tra la versione cartacea della storia di Saunders e quella cinematografica, differenze che sembrano solo parzialmente la causa di un risultato non eclatante sufficiente. Pur non avendo molti character scritturati, una delle cose che si nota fin da subito è una certa piattezza dei vari personaggi, sia nella maniera in cui sono interpretati, sia in quella in cui sono scritti.
Se Chris Hemsworth è di fatto il bel viso/nome che serve ad attirare il pubblico facendo praticamente campagna marketing da solo, gli altri due protagonisti che interpretano due carcerati, Miles Teller e Jurnee Smollett, svolgono un mero compitino senza fare nulla di più. Specialmente su Teller ci sarebbe da spendere qualche parola negativa in più perché, memori della performance imbarazzante come Reed Richards in Fantastic 4, ma anche sorpresi positivamente da quella di Top Gun: Maverick, ci si sarebbe aspettato ben altro.
La sensazione generale che questo film non sia stato prodotto, girato ed interpretato con passione c’è e “giustificherebbe anche parzialmente la delusione che si prova nel guardarlo. Di fatto, Hemsworth è il miglior attore e regge sulle sue spalle una pellicola che ha un paio di colpi di scena ben assestati e niente più visto che non c’è alcuna chimica tra i character ed il tentativo di creare una storia e delle motivazioni che li guidino falliscono miseramente tra la dose di un nuovo farmaco ed una rapida fornicazione tra detenuti sotto gli occhi vigili dei carcerieri. Ed è un vero peccato perché l’idea distopica di fondo di utilizzare un farmaco per gestire i comportamenti umani piace parecchio ma è completamente non supportata dalla trama, il che rende l’intero film profondamente scialbo e senz’anima.
A peggiorare il tutto arriva poi un finale che, oltre ad essere diverso dalla versione cartacea, urla vendetta da tutti i pixel. Si poteva fare parecchio meglio di così per un film che probabilmente ha un budget tra i 50 e gli 80 milioni di dollari ma che di fatto è un B-movie grossolano.


Tirando le somme, il film di Joseph Kosinski parte bene ma razzola molto male ed è un peccato perché non riesce a rendere giustizia alle 40 pagine di “Escape From Spiderhead“. La superficialità con cui tutto viene raccontato e la bidimensionalità di fondo dei protagonisti sono due spade di Damocle che danneggiano piuttosto irrimediabilmente la pellicola, una pellicola che prometteva anche piuttosto bene ma che non ha saputo costruirsi una spina dorsale degna di questo nome.

 

TITOLO ORIGINALE: Spiderhead
REGIA: Joseph Kosinski
SCENEGGIATURA: Rhett Reese, Paul Wernick
INTERPRETI: Chris Hemsworth, Miles Teller, Jurnee Smollett, Mark Paguio
DISTRIBUZIONE: Netflix
DURATA: 107′
ORIGINE: USA, 2020
DATA DI USCITA: 17/06/2022

Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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