Fallout 2×04 – The Demon In The SnowTEMPO DI LETTURA 10 min

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Fallout 2x04 recensione“The Demon In The Snow” è uno di quegli episodi che chiariscono senza troppi giri di parole di essere arrivati al giro di boa della stagione.
Non è una puntata esplosiva (nonostante tutti i dirigibili che saltano in aria a fine puntata sopra l’Area 51) ma è una di quelle soglie narrative che servono a cambiare passo, a ridefinire le traiettorie dei personaggi e a spostare l’attenzione dallo sviluppo alla conseguenza delle scelte fatte finora.

MAXIMUS SUL PUNTO DI ROTTURA


La storyline di Maximus è senza dubbio quella che beneficia maggiormente di questo cambio di marcia. Fin dalle prime scene è evidente come qualcosa sia mutato nel suo atteggiamento: la fuga a fine episodio con Thaddeus non è più solo una reazione agli eventi, ma diventa una presa di posizione. Maximus non è più il personaggio che subisce il mondo di Fallout, ma uno che inizia, anche goffamente, a imporsi su di esso, pur chiarendo di essere completamente allo sbaraglio e senza un piano (“There was no plan“).
Lo si vede chiaramente nel confronto con Quintus (che si risolve in un nulla di fatto per entrambi perchè eliminare Quintus a questo punto della stagione sarebbe stato un errore) che rappresenta un momento ben preciso di crescita del personaggio che, nonostante asserisca di essere vittima degli eventi (“I don’t choose to do the things I have to do. They just keep happening.“), in realtà compie delle scelte ben precise ed ora è arrivato ad un punto di rottura anche con Quintus che non può essere ricucito. La scena in cui Maximus decide di non combattere, scegliendo consapevolmente la fuga, segna un punto di non ritorno. Non è una scelta eroica, ma è finalmente una scelta sua.
In questo senso, “The Demon In The Snow” funziona perché trasforma la fuga in un elemento identitario. Maximus non sta solo scappando da qualcuno, ma sta scappando da ciò che era prima. È qui che la serie alza leggermente l’asticella, rendendo la sua storyline finalmente centrale e non più solo reattiva.

I LIMITI STRUTTURALI DELLA SERIE E IL DEATHCLAW CHE SEMBRA USCITO DALLE TARTARUGHE NINJA


La seconda grande linea narrativa dell’episodio è quella che vede Lucy e il Ghoul avvicinarsi allo scontro con il Deathclaw. Anche qui, più che l’azione in sé, conta la costruzione dell’attesa. La presenza del mostro è suggerita attraverso segnali ambientali, silenzi e reazioni dei personaggi, come quando il Ghoul riconosce immediatamente il mostro che era già stato mostrato ad inizio episodio in quel flashback ambientato durante la guerra sino-americana. Un flashback che acquista molto più senso a fine puntata, ovviamente. Tuttavia va detto che, pur essendo alta la curiosità intorno al Deathclaw, la tensione circa lo scontro con Lucy e il Ghoul non è affatto alta dato che entrambi i character sono per definizione “invincibili” e questo mina ovviamente l’hyper per la prossima puntata.
Nel suo complesso, “The Demon In The Snow” comunica chiaramente di essere arrivato a metà stagione. Le trame non vengono risolte, ma vengono portate a un punto di rottura che cambia il modo in cui lo spettatore guarda ai personaggi. Questo è particolarmente vero per Maximus, la cui storyline subisce un’accelerazione evidente rispetto agli episodi precedenti.
Il lato negativo, però, resta quello che accompagna Fallout fin dall’inizio di questa seconda stagione: la frammentazione eccessiva delle storyline. L’episodio passa rapidamente da una linea narrativa all’altra, senza concedere a nessuna di esse il tempo necessario per lasciare un impatto davvero profondo. Si ha spesso la sensazione di assistere a blocchi narrativi ben scritti ma incompleti che si interrompono proprio quando iniziano a diventare davvero interessanti (vedasi il Vault 32).
Questa struttura rende l’episodio solido ma non pienamente soddisfacente. Si percepisce chiaramente il disegno complessivo, ma manca ancora quel senso di compiutezza che permetterebbe a una singola puntata di brillare davvero. È un limite che non compromette la visione ma che continua a impedire alla serie di fare quel salto di qualità definitivo.

GUIDA DI SOPRAVVIVENZA DELL’ABITANTE DEL VAULT


Benvenuto abitante del Vault, qui sotto troverai un prontuario essenziale per orientarti tra citazioni, easter egg e rimandi ai videogiochi della saga di Fallout, e per comprendere al meglio come la serie intrecci costantemente narrazione televisiva e memoria videoludica, parlando tanto ai neofiti quanto ai veterani della Zona Contaminata.

1. Il fronte dell’Alaska e l’inizio della guerra
L’episodio si apre sul fronte dell’Alaska, richiamando il conflitto sino-americano che, nell’universo di Fallout, segna l’inizio della Resource War. La Cina invase infatti l’Alaska nel 2066 per il controllo delle risorse energetiche, evento centrale nella lore della saga.

2. La guerra per le risorse e l’annessione del Canada
La scarsità di combustibili fossili portò gli Stati Uniti ad annettere il Canada, trasformandolo in una zona militarizzata. Questo dettaglio rende particolarmente significativo il fatto che Steph sia canadese, collegandola indirettamente agli eventi più brutali del pre-Guerra.

3. Le scritte USMC sulle armature atomiche
Le armature di Cooper Howard e Charlie mostrano chiaramente l’emblema dei Marines statunitensi. Nei giochi non era mai stato mostrato un combattimento prebellico “reale” e non filtrato dalla propaganda.

4. Operation Anchorage
Gli eventi mostrati riprendono quelli di Operation Anchorage, DLC di Fallout 3 in cui il Lone Wanderer rivive la battaglia tramite una simulazione manipolata dal generale Chase.

5. L’armatura atomica T-45 difettosa
Cooper e Charlie indossano armature atomiche T-45, noto modello primitivo e instabile già citato da Cooper nella prima stagione. Le scintille, i malfunzionamenti e l’arto bloccato di Charlie rispecchiano i difetti noti di questo equipaggiamento nei giochi.

6. I soldati cinesi di Operation Anchorage
L’aspetto dei soldati cinesi e del loro comandante riproduce fedelmente quello visto nel DLC, confermando l’intento di continuità visiva e narrativa con Fallout 3.

7. Il riferimento all’armatura atomica cinese
Il comandante cinese ironizza sull’armatura di Cooper, affermando che presto anche i loro generali la useranno. Nei giochi, tuttavia, la Cina non riuscì mai a sviluppare armature atomiche, affidandosi invece alle armature stealth.

8. Il Canada annesso dagli Stati Uniti
I dialoghi e i dettagli successivi ribadiscono che il Canada era stato annesso dagli USA per proteggere gli oleodotti dell’Alaska, elemento cardine della timeline alternativa di Fallout.

9. L’armatura atomica come risposta disperata
La T-45 viene presentata come una soluzione grezza ma necessaria, nata dalla disperazione tecnologica degli Stati Uniti durante la guerra per le risorse.

10. Il Deathclaw come arma americana
L’episodio conferma che i Deathclaw furono creati dagli Stati Uniti come unità militari a basso costo, chiarendo un punto che nei giochi rimaneva volutamente ambiguo.

11. Il possibile controllo dei Deathclaw
Il comportamento del Deathclaw con Cooper suggerisce che queste creature potessero essere programmate per non attaccare soldati americani o individui in armatura atomica, ipotesi coerente con esperimenti successivi visti nella saga.

12. Il parallelo con l’escalation tecnologica
L’armatura atomica, teoricamente arma definitiva, viene mostrata come simbolo del disprezzo delle corporazioni per la vita umana, tema centrale di Fallout.

13. Il destino di Cooper dopo la guerra
Dopo l’esperienza in Alaska, Cooper avrebbe lasciato l’esercito per intraprendere la carriera di attore, riflettendo il percorso di molti veterani della Seconda Guerra Mondiale nella cultura americana reale.

14. Il richiamo al Sopravvissuto Solitario di Fallout 4
La storia di alcuni membri del Vault 31, congelati subito prima della guerra e risvegliati molto dopo, richiama direttamente l’arco narrativo del protagonista di Fallout 4.

15. BlamCo Foods
Il camion saccheggiato proviene dalla BlamCo, azienda iconica della saga famosa per i mac & cheese prebellici, spesso ritrovabili come loot nei giochi.

16. La sigla “FE” e il Forced Evolutionary Virus
Il nome “Future Enterprise Ventures” cela l’acronimo FE, chiaro riferimento al Forced Evolutionary Virus creato da West Tek, responsabile della nascita dei Super Mutanti.

17. Mariposa Military Base
Viene ribadito il collegamento tra il FEV e la base di Mariposa, luogo in cui Roger Maxson scoprì gli esperimenti e fondò la Confraternita d’Acciaio.

18. Vault 87 e i Super Mutanti
Il riferimento agli esperimenti nel Vault 87 rimanda a Fallout 3, dove il vault fu completamente sopraffatto dai Super Mutanti.

19. L’Enclave e il FEV in Fallout 2
Viene citato il piano dell’Enclave di modificare il FEV per sterminare la popolazione di superficie, uno dei fulcri narrativi di Fallout 2.

20. Buffout e dipendenza da droghe
Lucy viene curata con il Buffout, che che nei giochi aumenta forza, salute ed endurance ma causa dipendenza, riproducendo fedelmente la meccanica videoludica.

21. La filosofia “prendi più droghe”
Il consiglio del Ghoul riflette la logica cinica del Wasteland e l’approccio del gameplay, dove spesso l’unica soluzione immediata è l’uso continuativo di droghe.

22. Shady Sands distrutta
I dialoghi confermano la distruzione di Shady Sands, capitale della NCR, evento chiave che ridefinisce gli equilibri politici post–New Vegas.

23. Le armi fornite dalla NCR
Lucy riceve armi iconiche del gioco, tra cui un fucile a leva, modello classico dell’arsenale Fallout, e il momento in cui le riceve ricalca visivamente l’apertura dell’inventario nel Pip-Boy

24. Vault 33 e le razioni d’acqua
La crisi idrica del Vault richiama i temi di sopravvivenza e propaganda visti fin dal primo Fallout, inclusi poster e slogan contro lo spreco.

25. Il poster “Vault of the Future
L’immagine è presa direttamente dall’introduzione di Fallout 1, rafforzando il legame visivo con la saga classica.

26. La musica delle Andrews Sisters
Il brano “Rum and Cola” si inserisce nella tradizione musicale della serie, che ha spesso utilizzato canzoni del trio in Fallout 3, 4 e 76.

27. New Vegas e i Securitron
L’assenza dei Securitron all’ingresso dello Strip, sostituiti da rovine e cadaveri, suggerisce un collasso del controllo di Mr. House.

28. I Kings “ghoulificati”
La banda degli Elvis richiama la fazione dei Kings di Fallout: New Vegas, ispirata alle iconografie cinematografiche di Elvis Presley, qui reinterpretata in versione ghoul ferale. Inoltre, Lucy uccide il fondatore dei Kings, personaggio noto per la sua umanità nel videogioco.

29. Freeside e Fremont Street
Il riferimento all’accesso est dello Strip rimanda a Freeside, area fondamentale del gioco, ispirata alla reale Fremont Street di Las Vegas.

30. Il V.A.T.S. in azione
Lucy utilizza il V.A.T.S. contro i Kings, replicando una delle meccaniche più iconiche del gameplay.

31. The Tops Casino
Compare la pubblicità del casinò guidato da Benny in New Vegas, uno dei luoghi più importanti della trama del gioco.

32. Il Lucky 38 e i casinò della Strip
Il Lucky 38, l’Ultra-Luxe e il Gomorrah appaiono abbandonati, segnando una decadenza totale rispetto alla prosperità vista nel gioco.

33. Le uova di Deathclaw
Lucy trova delle uova come quelle che si possono raccogliere nei giochi, spesso collegate a zone estremamente pericolose della mappa.

34. Il contatore Geiger
Il suono del contatore Geiger che rivela le radiazioni accompagna l’esplorazione, elemento sonoro tipico della saga.

35. Il design del Deathclaw
Il Deathclaw utilizza il design di Fallout 4 e Fallout 76, diverso da quello di Fallout 3 e New Vegas.

36. Armi iconiche del videogioco
Nella sparatorie tra Maximus e Quintus, il primo usa una pistola laser e il secondo una pistola da 10mm, modelli direttamente ispirati alla saga e tra i primi reperibili nelle prime fasi dell’avventura.

37. Camp McCarran nei titoli di coda
La base NCR mostrata nei titoli di coda è Camp McCarran, situata nell’aeroporto di Las Vegas, luogo chiave di Fallout: New Vegas.

38. Le spade della Legione e i poster “Rise for ghouls
I dettagli ambientali nei titoli di coda rimandano al conflitto tra NCR e Legione e introducono, attraverso i poster “Rise for ghouls“, il tema dei diritti dei ghoul, discusso anche nei dialoghi dell’episodio.

 

THUMBS UP 👍 THUMBS DOWN 👎
  • Cambio di passo evidente nella storyline di Maximus
  • Buona costruzione della tensione intorno al Deathclaw
  • Atmosfera e ambientazioni sempre molto curate
  • Frammentazione eccessiva delle storyline
  • Poche scene davvero risolutive, soprattutto all’interno dei Vault

 

“The Demon In The Snow” è un episodio di passaggio fatto con intelligenza che segna chiaramente la metà del percorso e prepara il terreno per una seconda parte di stagione più tesa e conflittuale. Soddisfa abbastanza convincendo lasciando la sensazione che il meglio debba ancora arrivare. Soprattutto con il Deathclaw pronto a scontrarsi con Lucy e il Ghoul (pur sapendo che non succederà nulla ad entrambi).

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Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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