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The MomentTEMPO DI LETTURA 4 min

Questo è un film dedicato principalmente ad un pubblico giovane e a chi ama i mockumentary. Non è necessario essere fan di Charli XCX per poterlo apprezzare, anche se ovviamente aiuta. Il risultato è comunque ottimo, vivace e divertente. Se avesse osato un po' di più a questo punto staremmo parlando di uno dei migliori mockumentary di sempre.
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Film presentato in anteprima alla 76ª Berlinale
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Dopo il successo generato dal suo album “brat” ma soprattutto dall’ondata social relativa a “brat summer”, Charli XCX affronta la complessità della fama e della pressione del settore mentre prepara il suo tour mondiale. Ad aggravare la pressione, arriva anche la decisione della label discografica di girare in simultanea un film sul concerto.

Era da tanto tempo che un mockumentary non saliva agli onori della cronaca, forse l’ultimo che aveva ricevuto un po’ di attenzione da parte del pubblico è stato il seguito di Borat, nell’ormai lontanissimo 2020. Il mockumentary non è infatti il classico tipo di film che un pubblico mainstream apprezza, a meno che non ci sia un nome importante alle spalle che ne giustifichi l’estrosità. E in questo caso c’è, anzi ce ne sono due: Charli XCX e Alexander Skarsgård.
Si può essere o meno fan della cantante, questa non è una discriminante per apprezzare The Moment, anzi: se da un lato i fan ameranno il tête-à-tête con la cantante, dall’altro chi non la conosce non è danneggiato dalla sua “ignoranza”. Quello che serve avere è un po’ di conoscenza circa il fenomeno brat summer perchè, quello si, è sicuramente di aiuto fondamentale.
La sinossi soprastante chiarisce la trama di un film che la stessa Charli XCX ha definito come “un period piece del 2024“, praticamente una sorta di What if…? dato che, come dice lei stessa “non è un documentario sul tour né un film-concerto in alcun modo, ma il seme dell’idea è nato da questa pressione a doverne realizzare uno. È finzione, ma è la rappresentazione più vera dell’industria musicale che abbia mai visto”. E a confermare la sensazione che tutto questo sia un What if…? arriva anche lo stesso Zamiri affermando che il film esplora cosa sarebbe successo se la cantante avesse fatto “scelte completamente diverse” in merito al suo album.

How do we keep this “brat” thing going?

IL VIBE ALLA THE SUBSTANCE


Guardando il trailer di The Moment non si può che riconoscere i tratti distintivi di un prodotto se non prodotto da A24, quantomeno distribuito dalla casa di produzione. Ed è questo il caso, un caso che, per chi scrive, è assolutamente un tassello importante per incasellare questo mockumentary in un genere più alternativo dato che A24 ha un tratto distintivo.
Guardando il film quel carattere distintivo viene confermato per tutti e 103 i minuti, giocando moltissimo su colori, scritte al neon gigantesche che vengono sbattute in faccia allo spettatore in sala con degli effetti al limite del fotosensibile. Ed il tutto è accompagnato da una colonna sonora elettronica (in primis “Dread” ma anche “Residue“) che, oltre a rappresentare un connubio perfetto con le varie scritte, nell’insieme non può che ricordare The Substance e in particolare l’omonima colonna sonora.
Detta così potrebbe sembrare una scoppiazzatura ma il film di Aidan Zamiri è tutt’altro che una copia di quello di Coralie Fargeat, sia per le tematiche che per il tipo di film, però la somiglianza estetica in determinati momenti è tanto innegabile quanto apprezzabile.

Hi, it’s Charli XCX. Are you having a “brat summer”?

IL MOCKUMENTARY CHE NON SI SAPEVA DI VOLER VEDERE


Fin dai primi minuti di visione è intuibile che ci sia una sottile ironia di fondo mascherata da vagonate di humor e di british politeness, specialmente con il character del regista Johannes Godwin, interpretato da un ottimo Alexander Skarsgård (ben diverso rispetto allo Skarsgård visto in Pillion). E questo è un aspetto da sottolineare perchè emergono degli stereotipi culturali classici dei britannici (l’essere sempre gentili e il mascherare le critiche per non sembrare troppo negativi) che possono essere apprezzati da tutti ma hanno anche bisogno di essere capiti, e per questo serve anche un po’ di conoscenza pregressa del pubblico. A tal proposito, i confronti tra Johannes e Celeste (la direttrice del concerto) sono uno dei punti più alti del film.
Vedere Charli XCX interpretare (una versione di) sè stessa è molto utile per la sua carriera perchè la umanizza e la rende anche piuttosto divertente quando è messa di fronte a situazioni quasi cringe, ma non è mai eccessiva nella rappresentazione di sè stessa, e questo è un pregio che va enfatizzato perchè il rischio di auto-celebrazione era dietro l’angolo ma, proprio per un umorismo tagliente, si è evitato di cadere in questa trappola.


The Moment è un ottimo mockumentary che intrattiene, diverte e getta un faro sul dietro le quinte della vita di una cantante internazionale. Se non avesse saputo prendersi in giro saremmo stati di fronte ad un disastro, però allo stesso tempo, e col senno di poi, ci sarebbe stato spazio per osare ancora di più. Ma sarà per la prossima volta.

 

TITOLO ORIGINALE: The Moment
REGIA: Aidan Zamiri
SCENEGGIATURA: Aidan Zamiri, Bertie Brandes
INTERPRETI: Charli XCX, Rosanna Arquette, Kate Berlant, Jamie Demetriou, Hailey Benton Gates, Isaac Powell, Alexander Skarsgård
DISTRIBUZIONE: Cinema
DURATA: 103′
ORIGINE: USA, 2026
DATA DI USCITA:
presentato in anteprima alla 76ª Berlinale

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Federico Salata

Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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