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Recensione film The Northman Robert Eggers
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The Northman

Dopo aver assistito all'omicidio di suo padre per mano di suo zio Fjölnir, il giovane principe Amleth fugge solo per tornare anni dopo da adulto, determinato a vedere fatta giustizia.

Dopo aver assistito all’omicidio di suo padre per mano di suo zio Fjölnir, il giovane principe Amleth fugge solo per tornare anni dopo da adulto, determinato a vedere fatta giustizia.

 

Era atteso al varco Robert Eggers, insieme a Jordan Peele e Ari Aster, simbolo di una nuova generazione di autori statunitensi che sta risollevando il cinema di genere. Dopo l’esordio nell’enigmatico The Witch, Eggers si era poi ripetuto con The Lighthouse, che però non venne distribuito al cinema nel Belpaese, scatenando le ire dei cinefili che stavano attentamente seguendo la carriera di un predestinato. Ecco che però arriva l’occasione: un budget non più risicato ma importante (circa 80 milioni di dollari) ed un lancio distributivo in sala degno di un blockbuster per far conoscere Robert Eggers al grande pubblico.
La trama di The Northman si rifà al mito di Amleto, la leggenda contenuta nel Saxo Grammaticus poi riadattata come tragedia da William Shakespeare. Dalla sceneggiatura, firmata da Eggers e dallo scrittore islandese Sjón, si evince un profondo studio della cultura vichinga, che permette di teletrasportare lo spettatore sulle coste scandinave del X secolo.
Aiutano, inoltre, in tal senso anche le performance dell’intero cast, asservito alla storia in toto. Una lista lunghissima di star che simboleggia anche le capacità attrattive di Eggers. Un regista capace di dirigere dei volti noti al punto da farli apparire come originari di quei paesaggi mistici che solo la Scandinavia sa regalare.

Remember for whom you shed your last teardrop.

TI VENDICHERÒ PADRE


The Northman rappresenta quindi l’opera della maturità artistica per Robert Eggers, pur non abbandonando alcuni elementi caratteristici della sua filmografia. Ad esempio la suddivisione in capitoli, un modo per conferire epicità alla narrazione, oppure l’aspect ratio non usuale, l’Univisium, coniato da Vittorio Storaro, nel suo singolare 2:1. Sin dalla prima inquadratura lo spettatore viene rapito da un mondo che, fortunatamente, non gli appartiene. I paesaggi mozzafiato dell’Islanda elevano le scenografie ad un ruolo assolutamente centrale in questa storia di vendetta.
Un film nudo e crudo, così com’erano i vichinghi nell’895 AD, anno in cui comincia la narrazione. Anche la fotografia aiuta in tal senso, firmata ancora una volta dal fedele Jarin Blaschke. L’uso del carrello e le panoramiche veloci ben si sposano col mood del film, mai leggero e perfettamente calato nella serietà della vicenda. Anche l’uso del primissimo piano, simmetrico e disturbante grazie agli occhi sgranati degli attori che fissano lo spettatore, rendendolo partecipe della vicenda, coinvolgendolo emozionalmente nella vendetta. Vendetta che il principe Amleth ricerca per suo padre, il re corvo, e per sua madre.

TI SALVERÒ MADRE


The Northman ha un enorme pregio, quello di analizzare e non sottovalutare il ruolo che la donna aveva nella civiltà vichinga. I personaggi femminili, interpretati da attrici eccezionali come Nicole Kidman e Anya Taylor-Joy (già al suo secondo lavoro con Eggman dopo The Witch), rappresentano un oggetto che può essere amato, che può essere salvato o che può essere sacrificato. In tutto ciò le dirette interessate non hanno mai scelta. La schiavitù le condanna a una vita imposta, che può renderle infelici anche nel migliore dei casi. Nel peggiore dei casi, invece, può vederle morire sacrificate per accompagnare un giovane principe alle porte del Valhalla.
Anya Taylor-Joy si conferma un talento in ascesa (nonostante un doppiaggio italiano forse non all’altezza), ma la Kidman è superba nei pochi minuti, ma cruciali, che ha a disposizione. Il personaggio della regina Gudrún ha la capacità di portare The Northman allo step successivo. Non si limita ad essere un semplice film di vendetta, bensì divenendo qualcosa di più, riscrivendo le regole del genere. Stravolge la narrazione mitologica classica maschilista per mostrare l’altro lato della medaglia, quella del genere femminile mai rispettato e sempre abusato nel corso della storia.

TI UCCIDERÒ FJÖLNIR


La vendetta, annunciata dal magnifico prologo iniziale, è il leitmotiv della pellicola, bramata per l’intera durata di un film che ha più di un finale. Più volte sembra che The Northman stia per volgere al termine con diverse risoluzioni del conflitto. Tuttavia la mastodontica storia messa in scena da Eggers non può concludersi senza un doveroso scontro finale tra Amleth e Fjölnir. La battaglia finale è quanto di più si possa desiderare dopo l’importante durata del primo e secondo atto. Il duello corpo a corpo appaga lo spettatore grazie alla narrazione ed all’aspetto visivo. Il setting, annunciato da una delle numerose scene oniriche, è mozzafiato ed i colpi sono percepiti dallo spettatore grazie a scene lunghe e stunt elaborati nella loro semplicità.
In generale, per tutto il film i combattimenti risultano opportunamente crudeli, rendendoli realistici al punto da disturbare uno spettatore che è in realtà appagato dalla messa in scena. Allo stesso modo l’elemento paranormale, legato alla religione norrena, che giustifica la trama in tutto e per tutto. I momenti sovrannaturali hanno quelle sfumature horror in cui non si può non riconoscere i lavori precedenti del regista. Tuttavia la paura deriva dalla stranezza dei rituali a cui si assiste, uno sgomento dovuto a un qualcosa che non si sa comprendere e che inquieta per come spingeva l’essere umano a compiere così tante atrocità.


The Northman si può forse definire utilizzando il termine (stra-abusato spesso e volentieri ma si spera non in questo caso) capolavoro. Ovviamente solo il tempo saprà dar torto o ragione, tuttavia sicuramente si è davanti a un’opera importante, maestosa e bellissima nel suo realismo. La sceneggiatura riesce a definire una moltitudine di personaggi minori immediatamente riconoscibili, resi poi iconici da una regia superba in termini di direzione attoriale.
La performance muscolare di Alexander Skarsgård riempie un film che lascia chiari segni sui suoi personaggi. In più la splendida colonna sonora e una color cupa spesso e volentieri (tranne che per il giovane Amleth, che risalta come unico personaggio puro ed innocente) tracciano un solco da seguire per raccontare la vicenda. Sono numerose le scene che rimangono ben impresse nella mente dello spettatore e si candidano a diventare cult nella memoria collettiva. Quel che è certo è che The Northman lancia nell’olimpo del cinema un autore come Robert Eggers, che finalmente si prende il grande pubblico che si merita.

 

TITOLO ORIGINALE: The Northman
REGIA: Robert Eggers
SCENEGGIATURA: Robert Eggers, Sjón

INTERPRETI: Alexander Skarsgård, Nicole Kidman, Claes Bang, Ethan Hawke, Anya Taylor-Joy, Willem Dafoe, Björk
DISTRIBUZIONE: Universal Pictures
DURATA: 137′
ORIGINE: USA/Regno Unito, 2022
DATA DI USCITA: 21/04/2022

Giovane musicista e cineasta famoso tra le pareti di casa sua. Si sta addestrando nell'uso della Forza, ma in realtà gli basterebbe spostare un vaso come Massimo Troisi. Se volete farlo contento regalategli dei Lego, se volete farlo arrabbiare toccategli Sergio Leone. Inizia a recensire per dare sfogo alla sua valvola di critico, anche se nessuno glielo aveva chiesto.

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