
The Bear chiude la sua quarta stagione con quello che è, senza ombra di dubbio, il miglior episodio dell’annata. “Goodbye” si distingue non solo per la qualità complessiva, ma anche per il modo in cui riesce finalmente a smuovere una trama che, da due stagioni, sembrava sospesa in un limbo narrativo.
Per 33 minuti e 53 secondi, la serie abbandona la routine di momenti isolati e riflessioni personali, portando al centro della scena un confronto tanto atteso quanto necessario.
Carmy: “It’s the best thing for the restaurant. We need to put the restaurant first.”
IL CONFRONTO TANTO AGOGNATO
Il cuore pulsante dell’episodio è l’incontro tra Sydney, Carmy e Richie (e poi anche Sugar). Per la prima volta dopo almeno due stagioni, i tre si parlano davvero, affrontando tutte quelle questioni irrisolte che hanno alimentato tensioni, incomprensioni e una vagonata di silenzi difficili da giustificare sia dal lato dello spettatore che da quello sceneggiativo. La conversazione non è un semplice scambio di battute: è un punto di svolta che porta a un esito sorprendente e lontano da qualsiasi previsione. Carmy decide di lasciare il ristorante, consegnandolo nelle mani di Sydney, Richie e Sugar.
Questo plot twist non è improvvisato ma è costruito con attenzione nel corso della stagione, disseminando piccoli indizi (comunque sempre molto criptici) che, a posteriori, rendono la scelta coerente e profondamente significativa. La rivelazione di Carmy – ammettere di essere stanco di questo lavoro e di non volerlo più fare – è un momento di rara onestà, sia verso sé stesso che verso il pubblico. È anche un atto di rottura con le convenzioni del genere: un protagonista che rinuncia alla propria passione principale, nel momento in cui il successo sembrava a portata di mano, è un’idea controcorrente che sfida le aspettative e merita di essere celebrata per il suo coraggio. Quindi bravi Storer e Calo per il coraggio dimostrato.
Dal punto di vista narrativo, questa decisione apre un orizzonte nuovo sia per The Bear il ristorante, sia per The Bear lo show, ponendo diverse domande sul futuro che, verosimilmente, passerà (come discusso anche nel podcast) dal franchise. La serie dimostra così di non avere paura di reinventarsi in maniera anche controintuitiva, pur mantenendo intatti i suoi tratti distintivi: dialoghi incisivi, tensione emotiva e un’attenzione quasi maniacale alla regia.
Sydney: “You loved this!”
Carmy: “I used to…”
REGIA, RITMO E ASSENZA DI PIANI SEQUENZA
E proprio sul piano registico, “Goodbye” conferma la solidità e l’abilità del team creativo. Le riprese serrate e il montaggio preciso contribuiscono a mantenere alta la tensione per tutta la durata dell’episodio. L’unica piccola nota dolente, per chi apprezza particolarmente le sperimentazioni tecniche della serie, è l’assenza di un episodio interamente girato in piano sequenza. Considerando l’intensità delle interazioni e la carica emotiva della puntata, un simile approccio avrebbe potuto amplificare ulteriormente l’impatto complessivo. Tuttavia, si tratta di una mancanza marginale, perché la regia resta comunque molto al di sopra degli standard della televisione moderna.
Un altro elemento di forza è la gestione del ritmo. “Goodbye” alterna momenti di alta tensione emotiva a pause calibrate che permettono di respirare e assorbire il peso delle rivelazioni, ed il tutto viene fatto tramite il subentrare dei vari Richie e Sugar che, ognuno con il proprio minutaggio dedicato, affrontano Carmy a modo loro. Il risultato è un episodio equilibrato, capace di far convivere dramma, introspezione e sviluppo narrativo in maniera armoniosa.
La scelta di concludere la stagione con un episodio così denso e risolutivo dimostra una consapevolezza rara nel panorama televisivo attuale anche se non si fa perdonare completamente l’attendismo visto nei precedenti 9 episodi. Non si tratta di un cliffhanger artificiale o di un colpo di scena fine a sé stesso: la decisione di Carmy è un atto finale che chiude un ciclo e, allo stesso tempo, ne apre uno nuovo, lasciando lo spettatore con la sensazione di aver assistito a qualcosa di davvero importante per l’evoluzione della serie.
Richie: “Fuck yes, Chef Sydney. It’s a fucking honor.”
| THUMBS UP 👍 | THUMBS DOWN 👎 |
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“Goodbye” è un episodio che eleva l’intera stagione, rompendo schemi consolidati e regalando un finale all’altezza delle migliori aspettative. The Bear dimostra di saper crescere e sorprendere nonostante le tante occasioni sprecate. Era ora.


