The Bear 4×07 – BearsTEMPO DI LETTURA 5 min

4.4
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The Bear 4x07 recensioneOgni stagione di The Bear offre tradizionalmente un episodio flashback che riunisce diverse guest star e che, di solito, rappresenta anche la punta di diamante della stagione. È accaduto con Fishes nella 2a stagione, e Ice Chips” nella scorsa stagione.
C’era quindi una discreta attesa anche per quest’annata visto e considerato lo stuolo di guest star chiamate in causa: Jamie Lee CurtisJosh Hartnett, Brie Larson, Bob Odenkirk e Sarah Paulson. Un cast che sulla carta dovrebbe far sbavare, ma è anche un cast che dipende molto dal contesto in cui Christopher StorerJoanna Calo li inseriscono di volta in volta. E per “Bears” la situazione non è un flashback, bensì un matrimonio che costringe tutti i vari amici, colleghi, parenti e finti cugini a passare del tempo assieme, con tutto ciò che ne consegue. Alla penna c’è la stessa Joanna Calo di “Ice Chips” che aveva co-scritto anche “Fishes” con Storer, quindi teoricamente tutto sulla carta è perfetto. Teoricamente.

LA MONTAGNA HA PARTORITO IL TOPOLINO


Bears soffre fondamentalmente di tre problemi: il peso delle aspettative, il minutaggio proporzionato al risultato finale ed infine la gestione della stagione che – così come la scorsa annata – sembra avere tutte le intenzioni di temporeggiare il più possibile.
Sicuramente “Bears” è un buon episodio se paragonato ai precedenti sei di questa quarta annata, ma non si avvicina nemmeno lontanamente ai già citati “Fishes“, “Ice Chips” ma nemmeno a “Forks“, Napkins o Review“. E non è un problema di guest star chiamate in causa che fanno sicuramente il loro sporco lavoro, ma è più una questione relativa ai tre problemi citati sopra dato che:

  • la questione tra Shapiro e Sydney continua ad essere vagamente presentata, senza mai affondare veramente il coltello nella piaga, il tutto senza considerare che Shapiro aveva chiamato Carmy a metà dello scorso episodio lasciando ovviamente la questione in sospeso perché, in fin dei conti, il tempo è un concetto molto relativo in quel di The Bear, e le persone si evitano ed evitano anche qualsiasi discorso difficile da affrontare, tanto non c’è fretta;
  • i problemi economici relativi al ristorante rimangono un tema caldo, che però non viene neanche lontanamente sfiorato nel momento in cui Cicero incontra i vari Carmy, Richie e Sydney, il che non è necessariamente un grosso problema visto e considerato che ci si trova ad un matrimonio, e che certe discussioni non vogliano essere toccate per non far esplodere le varie teste calde; però è anche piuttosto inverosimile che questo gigantesco elefante nella stanza non venga mai affrontato né direttamente, né indirettamente dai vari character;
  • la situazione tra Claire e Carmy, come già predetto, occupa una certa porzione di minutaggio e sembra confermare la volontà di Claire di dare una seconda chance a Carmy in una relazione che ha più il sapore di madre-figlio che di coppia, visto e considerato il modo molto materno in cui Claire tratta Carmy, come fosse un bambino impaurito; il tutto, ovviamente, non sfocia in niente, procrastinando anche questa storyline;
  • il confronto tra Carmy e sua madre è – dulcis in fundo – nuovamente posticipato a data da destinarsi in un costante e – francamente – inverosimile nascondino, in cui i due non vogliono né incontrarsi, né parlarsi, giocando nuovamente sul fattore tempo, come se questo potesse risolvere i problemi esistenti di una relazione che chiaramente è in fase di stallo fino a quando non ci sarà una conversazione onesta tra i due. Conversazione che poteva (e doveva) serenamente avvenire qui, durante il matrimonio.

NASCONDIAMO I PROBLEMI SOTTO IL TAVOLO


Le critiche esposte sopra sono frutto di una frustrazione di chi scrive queste righe che però non occultano quanto di buono si è invece visto nell’episodio perché Joanna Calo ha sicuramente lavorato su diverse sfumature che meritano di essere sottolineate, nonostante la frustrazione generale.
La scrittura della Calo è apprezzabilissima e si esprime al meglio soprattutto nei dialoghi che intercorrono tra due personaggi, come nel caso di Richie e Frank, Carmy e Claire o in quello tra lo stesso Carmy e lo Zio Lee. Dialoghi che non hanno solo la funzione di riempitivo in contesti un po’ disagianti viste le relazioni che intercorrono tra questi character, ma fungono soprattutto da incipit per far lentamente evolvere Richie e Carmy, che sono fondamentalmente bloccati in situazioni da cui possono uscire solo parlando e affrontando direttamente la questione. E se Carmy è un bel po’ lento in questo processo evolutivo, Richie esce vincitore da questa puntata offrendo una versione di sé stesso molto più matura e genuina rispetto a quella di qualche stagione fa. Cosa che non si può dire invece di Carmy.

 

THUMBS UP 👍 THUMBS DOWN 👎
  • Fa piacere constatare come Richie esca “migliorato” da tutta questa esperienza
  • Piacevole la scena sotto il tavolo
  • Teasing tra Carmy e Claire
  • Dialogo tra Carmy e Saul Goodman Zio Lee
  • Solito attendismo che si tramuta in una sorta di nulla di fatto
  • Inutile confronto tra Carmy e Donna
  • Minutaggio abnorme considerato il risultato finale

 

Per tutte le motivazioni elencate sopra, “Bears” paga lo scotto di tutte le aspettative e di tutte le occasioni sprecate nel corso dei suoi 69 minuti. Sicuramente tanto appagante per certi versi (i vari tête-à-tête tra i personaggi funzionano molto bene) quanto frustrante per tanti altri (la questione Sydney-Shapiro, il possibile fallimento del The Bear, la relazione inesistente tra madre-Donna e figlio-Carmy). Alla fine manca il vero botto che faccia ricordare “Bears” al pubblico, pubblico che invece proseguirà il binge watching sperando di trovare questo botto altrove. Forse.

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Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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