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Gli Eredi Della Terra 1×01 – DestinoTEMPO DI LETTURA 4 min

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Come regalo di Pasqua arriva su Netflix e su Canale 5 Gli Eredi della Terra. Questo prodotto spagnolo è il seguito di La Cattedrale del Mare ed è tratto, come il suo predecessore, dai romanzi di Ildefonso Falcones.
Il passaggio del testimone si nota particolarmente in tutto questo primo episodio, dove spicca il personaggio di Arnau Estanyol, protagonista della miniserie precedente e sempre interpretato da Aitor Luna.
Grazie al ritmo lento, lo spettatore può riallacciarsi a quanto già successo. Tornano infatti in scena i camalli bastaixos di Barcellona (che all’epoca non aveva un vero porto, data la conformazione della sua costa) e i cattivissimi membri della famiglia Puig, pronti a vendicarsi di Arnau anche dopo decenni.
A questo proposito, un plauso ad Anna Moliner: nei panni della vecchia megera Margarida Puig, sembra proprio un animale da preda.

RAGAZZO, LA PALLA!


Siccome però Arnau viene giustiziato alla fine della puntata, il pubblico comincia a familiarizzare anche con nuovi personaggi.
Primi fra tutti, Hugo Llor, sua madre e sua sorella Arsenda.
Il giovane è un protetto di messer Estanyol, il quale gli ha trovato un lavoro ai cantieri navali: portare la palla a un detenuto genovese. Incarico da intendersi come primo passo per una luminosa carriera di carpentiere e costruttore. Gli ha pure regalato un paio di scarpe smesse dal figlio e all’epoca (fine Trecento) le scarpe erano un lusso importante.
Chi ha letto il libro già lo sa: la disgrazia del suo protettore sarà, per Hugo, solo l’inizio di una serie di peripezie lunga decenni. Qui la serie ha una grande opportunità rispetto al libro: tagliare un po’ la sequenza di sventure che aspettano il poveretto.

COME ESSERE MEGLIO DEL LIBRO (ALMENO SOTTO CERTI ASPETTI)


Il romanzo, infatti, ha personaggi per cui si può davvero tifare, molto umani e a tutto tondo.
A loro, però, l’autore ha riservato una tale quantità di prove e tribolazioni da portare il lettore a urlare veramente: “Basta!”, quando ai protagonisti arriva l’ennesima bastonata della vita, mediamente crudele e gratuita.
Stando alle informazioni e al trailer già disponibili online e al trailer, il personaggio di Dolça c’è, l’attacco al quartiere ebraico pure. Per fortuna ci sono pure le vigne.
Si vedrà se la miniserie avrà imparato la lezione di opere come Le Regole Della Casa Del Sidro e Oleandro Bianco: nel passaggio dalla carta stampata allo schermo, le disavventure dei protagonisti sono state drasticamente ridotte di numero.
Intanto, il tono melodrammatico della narrazione è confermato dalla colonna sonora e dalla recitazione di quasi tutto il cast.

BARCELONA, TE QUIERO MUCHISSIMO


Un punto dove, invece, il filmato dovrà forse cedere qualcosa alla carta stampata sarà nello spietato ed inesorabile canto d’amore composto da Falcones pensando alla città di Barcellona. Una passione davvero grande (vedere anche Il Pittore Di Anime, libro dello stesso autore, ambientato ad inizio Novecento).
L’autore si sofferma con piacere a raccontare della zona “orti e giardini”, appena fuori città, che Hugo percorre per andare a trovare la madre, magari approfittando di un giorno di festa. Il piacere si trasmette al lettore.
Altro esempio si ha quando si parla dell’ospedale – ospizio dei poveri “a cui ben pochi, facendo testamento, si scordavano di lasciar qualcosa”.
La città coi suoi dintorni, insomma, è un personaggio di primaria importanza.
Ovviamente, la trasposizione filmata dipende anche dal budget a disposizione della produzione. Si capirà di più sull’argomento già dalle scene dell’attacco al quartiere ebraico di cui si parlava sopra. Intanto, si nota con piacere la ricchezza di particolari con cui sono stati realizzati gli abiti dei più ricchi e le bardature dei cavalli.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ritmo giusto per riprendere il filo
  • Anna Moliner
  • I costumi dei ricchi
  • Attenzione al dosaggio degli elementi melodrammatici
  • A vedere questa miniserie su Canale 5, farcita di pubblicità, il colpo di sonno è dietro l’angolo

 

Il prodotto si rivela godibile per i giorni di festa. Questo primo episodio è stato solo il prologo di una storia destinata a svilupparsi attraverso i decenni, ma qualcosa già si può dire. Soprattutto, finora il ritmo lento e i tocchi melodrammatici non stonano, perché bisogna riallacciarsi ad eventi passati, ma in futuro andranno ben tenuti sotto controllo.
David Solans, nei panni del giovane Hugo, si è a malapena riscaldato, poi dovrà cedere il testimone a Yon Gonzalez, nei panni di Hugo adulto. Per ora, comunque, sufficienza piena.

Casalingoide piemontarda di mezza età, abita da sempre in campagna, ma non fatevi ingannare dai suoi modi stile Nonna Papera. Per lei recensire è come coltivare un orticello di prodotti bio (perché ci mette dentro tutto; le lezioni di inglese, greco e latino al liceo, i viaggi in giro per il mondo, i cartoni animati anni '70 - '80, l'oratorio, la fantascienza, anni di esperienza coi giornali locali, il suo spietato amore per James Spader ...) con finalità nutraceutica, perché guardare film e serie tv è cosa da fare con la stessa cura con cui si sceglie cosa mangiare (ad esempio, deve evitare di eccedere col prodotto italiano a cui è leggermente intollerante).

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