The Chair 1×05 – The Last Bus In TownTEMPO DI LETTURA 3 min

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The Chair 1x05 recensioneE alla fine il tanto annunciato arrivo di David Duchovny (che interpreta David Duchovny) è arrivato e, con somma gioia di tutti, non è stato un fiasco. Anzi.
Chiunque abbia visto in passato quel gran pezzo di storia televisiva contemporanea chiamato Californication avrà notato una certa similitudine tra la figura di Hank Moody (il protagonista di Californication interpretato proprio dallo stesso Duchovny) e la rappresentazione dell’attore reale scritta da Jennifer Jim sotto l’attenta supervisione del duo Amanda Peet e Annie Julia Wyman. Le similitudini sono sicuramente tante tra i due character ma, nell’analisi della puntata, ciò che interessa di più è proprio come si sia arrivati alla scelta di David Duchovny.
“The Last Bus In Town” è un episodio unico nel suo genere che non può essere paragonato praticamente a nessun altro visto sul piccolo schermo (o magari a veramente pochi altri). In tal senso, la solita freddezza di Ji-Yoon si scontra contro la “classica caratterizzazione” di Duchovny ed il clash culturale, insieme ad un’attitudine piuttosto hollywoodiana dell’attore, regalando diverse gioie al proprio pubblico.

METATEATRALITÀ MA FINO AD UN CERTO PUNTO


Nel panorama di Hollywood non esistono molti attori o attrici che abbiano fatto l’università e, come naturale conseguenza, ce ne sono ancora meno che hanno un PhD. Il tutto ovviamente dovuto a scelte di vita che non permettono il connubio tra studio e recitazione, specialmente visto il pellegrinaggio degli attori da un set all’altro. Tuttavia tra questi, non a sorpresa, figurano alcuni personaggi famosi tra cui ci sono sia James Franco che Ethan Hawke e, ovviamente, anche David Duchovny.

David:Was there someone else before me? A celebrity author? Did Pembroke offer this position to someone else first? It’s all right, I can take it.
Ji-Yoon:There was talk of James Franco a while back.
David:Ugh.
Ji-Yoon:Well, he got his PhD from Yale.
David:Oh, did he? Oh, he got it? Oh.
Ji-Yoon:Yeah. Yes, he… He did. He did. They might’ve invited Ethan Hawke, but he was shooting in Bulgaria.

Scritturare David Duchovny per quest’apparizione e, soprattutto, per questo ruolo è un qualcosa di estremamente metateatrale. Praticamente tutto ciò che viene detto da e dell’attore newyorkese è reale: la sua passione per la letteratura è vera, così come lo è quello per la scrittura. L’attore è infatti stato uno studente di letteratura inglese a Yale negli anni ’80, iniziando il suo PhD ma non terminandolo, come viene sottolineato nel corso della puntata. Lo stesso titolo della sua tesi “The Schizophrenic Critique of Pure Reason in Beckett’s Early Novels” non è un’invenzione degli sceneggiatori di The Chair, quanto piuttosto una citazione della reale storia dell’attore.

UN PIZZICO DI AUTOIRONIA


Insomma, in questo episodio c’è veramente tanto di vero che viene rivelato circa David Duchovny e si denota anche una certa presa di posizione al riguardo grazie all’atteggiamento generalmente sarcastico ed ironico della serie. Duchovny è infatti ben più noto per i suoi ruoli nel piccolo schermo grazie a The X-Files e Californication, non per le canzoni che ha scritto o per i libri che ha pubblicato (di cui uno nuovo proprio a ridosso della release di The Chair).
La frustrazione che l’attore condivide circa questa situazione è visibile e probabilmente anche reale, quindi non si può che apprezzare l’autoironia messa in scena proprio grazie a questo stranissimo gioco delle parti con tanto di nomine farlocche per dare lustro al suo curriculum.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • David
  • Duchovny
  • David Duchovny a 61 che emerge con uno Speedo rosso
  • David Duchovny
  • David Duchovny cantante
  • David Duchovny che negozia la sua partecipazione
  • David Duchovny che commenta James Franco
  • Davvero niente

 

Una puntata metateatrale speciale che porta in scena una delle personalità più poliedriche di Hollywood con estrema intelligenza e arguzia. E chi l’ha scritta e pensata meriterebbe anche un PhD…

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Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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