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La Storia 1×01 – Episodio 1TEMPO DI LETTURA 3 min

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Come prima serie evento del 2024, Mamma Rai ha scelto di trasmettere La Storia.
Non è la prima volta che l’omonimo celebre romanzo di Elsa Morante, pubblicato esattamente cinquant’anni fa, diventa fiction. Esiste infatti anche una versione anni ’80, con Claudia Cardinale nel ruolo principale.
In questa nuova edizione, invece, la protagonista è Jasmine Trinca. L’attrice, in un’intervista, si è dichiarata particolarmente felice perché La Storia è il suo “romanzo del cuore”, inoltre lei, da ragazzina, è cresciuta proprio nel palazzo di fronte alla casa romana dove abitava Elsa Morante.
La capitale, o meglio i suoi quartieri popolari come San Lorenzo e Testaccio, è effettivamente co-protagonista della vicenda. La figura principale è Ida Ramundo, un’insegnante che deve nascondere le proprie ascendenze ebraiche (sono i tempi della Seconda guerra mondiale). Intorno a lei, però, si muove tutta una variegata umanità, incalzata dagli avvenimenti della Storia, quella che poi si studierà sui libri.

RARI SORRISI IN UN BRUTTO PERIODO


Ida è vedova. Oltre alle persecuzioni e alle leggi razziali, a darle grattacapi è il figlio adolescente Nino: il ragazzo ha una preoccupante attrazione per il fascismo. Nella sua fantasia immatura, la guerra è una marcia vittoriosa verso i sogni di gloria.
Per fortuna, Ida può contare sull’appoggio del simpatico oste Remo. Il momento in cui lui si offre, quasi con galanteria, di “menare” Nino, qualora la madre non ci riuscisse, scalda il cuore. Nel ruolo c’è Valerio Mastandrea, rimasto nello stesso luogo e periodo storico dopo il successone del film di Paola Cortellesi C’è Ancora Domani.
Piccoli attimi di sorriso come questo punteggiano solo brevemente una vicenda dal clima generale molto cupo. Per la zona del ghetto ebraico, ad esempio, gira una signora che ha sentito parlare dei campi di sterminio, dalla radio a casa dei suoi padroni, ma nessuno le crede.

LA TIRANNIA DEL CASO


Evento centrale di questo primo episodio è la violenza carnale subita dalla protagonista, ad opera di un soldato tedesco di passaggio a Roma, prima di partire per “destinazione ignota”. La sequenza è repellente come è logico che sia, ma non manca un minimo tocco di umana pietà per tutte le figure coinvolte. Da questo incontro/scontro casuale nascerà il piccolo Giuseppe, anzi Useppe, subito adorato da mamma e fratello maggiore.
Nella rappresentazione di personaggi e avvenimenti, si nota la fedeltà della regista Francesca Archibugi alla pagina scritta e allo spirito del romanzo. Elsa Morante, infatti, si attirò feroci critiche sia da destra che da sinistra perché non rappresentava “i poverini buoni, desiderosi solo di migliorarsi” né il proletariato “in marcia verso il sol dell’avvenire”. I suoi personaggi, come si accennava sopra, si muovono spesso perché costretti da forza maggiore e, quando la guerra finisce, non sono pimpanti più di prima, pronti a ricostruire tutto con gioia, ma svuotati e sfiniti.

ELSA MORANTE E I SUOI EREDI SPIRITUALI


Chi ha scritto i romanzi della saga L’amica Geniale ha scelto lo pseudonimo di Elena Ferrante proprio in onore di Elsa Morante.
Si può quindi fare un confronto fra le opere, sia versione cartacea che fiction. Emerge subito una cupezza di toni nella scenografia di La Storia, una sensazione di sporcizia (tranne forse alcune scene dove Ida è a scuola) che non c’è in L’Amica Geniale, nemmeno nella prima parte, ambientata poco dopo la fine della Seconda guerra mondiale. In La Storia, inoltre, non si hanno notizie di personaggi particolarmente ingegnosi, intelligenti o capaci. Forse certe accentuazioni degli aspetti più sgradevoli vogliono portare sullo schermo alcuni passaggi dove l’autrice risulta persino insopportabile o leziosa nel calcare i toni. In entrambi i casi, comunque, si raggiunge lo scopo di rendere un ampio affresco accessibile al vasto pubblico. Si rappresentano grandi mutamenti politici e sociali senza ricorrere a lunghe e complicate spiegazioni.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Fedeltà allo spirito del romanzo
  • Valerio Mastandrea
  • Toni molto cupi anche nella scenografia

 

Caso raro, questa fiction Rai ha consigliato l’accompagnamento per la visione da parte dei minori. Scene come quella della violenza carnale, assolutamente necessaria ai fini della storia, giustificano il provvedimento. La serie, comunque, si rivela interessante e può essere un ottimo accompagnamento per chi vuole leggere il libro o lo deve studiare a scuola.

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Casalingoide piemontarda di mezza età, abita da sempre in campagna, ma non fatevi ingannare dai suoi modi stile Nonna Papera. Per lei recensire è come coltivare un orticello di prodotti bio (perché ci mette dentro tutto; le lezioni di inglese, greco e latino al liceo, i viaggi in giro per il mondo, i cartoni animati anni '70 - '80, l'oratorio, la fantascienza, anni di esperienza coi giornali locali, il suo spietato amore per James Spader ...) con finalità nutraceutica, perché guardare film e serie tv è cosa da fare con la stessa cura con cui si sceglie cosa mangiare (ad esempio, deve evitare di eccedere col prodotto italiano a cui è leggermente intollerante).

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