
Un ritorno che dimostra quanto Malcolm In The Middle sia invecchiato bene e quanto i suoi personaggi abbiano ancora oggi una voce precisa, riconoscibile e piena di vita.
Non è certo una novità trovarsi a raccontare del ritorno di una serie TV in voga alcuni decenni (sì, decenni) fa.
La rivisitazione è quasi fisiologica.
Gli show hanno subito una grandissima evoluzione a cavallo degli anni duemila e dei nuovi anni dieci, evoluzione che ha portato allo streaming, al binge, a budget alti e a tutta una serie di altre cose sotto gli occhi di tutti.
Fisiologico il revisionismo.
Una forma di restauro narrativo di tutta una serie di cult e capolavori per cui la visione episodica e l’attesa era obbligo.
Come sarebbe stato sfruttare tutta una serie di brillantissime idee, personaggi ben riusciti e storie avvincenti con più mezzi a disposizione e più risalto mediatico (non è stata citata infatti la componente social, anche questa in continua evoluzione)?
Necessario quindi provarci, a costo di scoprire se il restauro ha ridato vita vera ad un qualcosa di passato, oppure lo ha semplicemente trasformato in caricatura di sé stesso.
SAPER INVECCHIARE BENE
Malcolm In The Middle è sicuramente ben invecchiato, almeno alla luce del primo episodio.
Va da sé che raccontare brillantemente dinamiche familiari, dinamiche infantili, dinamiche adolescenziali porta automaticamente a lasciare spazio per un seguito.
I protagonisti diventano adulti, i protagonisti adulti invecchiano, le dinamiche familiari evolvono.
Avevamo lasciato Malcolm a ridosso del college e lo ritroviamo adulto, a leccarsi le ferite affettive e sociali che, a suo dire, la sua famiglia gli ha trasmesso.
Ha una figlia, una compagna, un lavoro, a quanto pare un passato in politica, tenta in tutti i modi di evitare la famiglia.
Per il resto la narrazione si appoggia ad una serie di strategie che fanno di necessità virtù.
Dewey è musicista e il suo tour fa sì che si mascheri il più possibile la non adesione al progetto di Erik Per Sullivan, Jamie (personaggio ovviamente marginale nello show originale) è via un qualche lavoro di cui ancora nulla si sa, Reese ha a modo suo altre ferite affettive e personali ma sceglie di “utilizzare” i genitori per guarirle, Francis è convinto di avere 39 anni, conosciamo Kelly la nuova figlia con cui eravamo rimasti in sospeso alla fine della settima stagione.
Interessante come Kelly sia in realtà la personificazione dell’assenza di Malcolm In The Middle dagli schermi.
La sua età corrisponde esattamente agli anni che distanziano lo show originale da Life’s Still Unfair.
IL REVIVAL DI CUI C’ERA BISOGNO
E Lois e Hal?
Su di loro occorre spendere una parola a parte.
E non solo perché il concetto di “invecchiare bene” vale effettivamente per il loro aspetto (lo stesso non si può dire per il povero Craig).
Loro sono gli adulti, vagamente disfunzionali, che rappresentano il motore della narrazione, passata e presente.
Se da un lato può essere un po’ cringe e legato a vecchie trame verticali il tentativo di Hal di onorare ogni giorno l’amore verso la moglie, dall’altro non si può non notare come la scrittura così umana e reale di due personaggi resista alle pieghe del tempo e risulti attuale e narrativamente dinamica.
I ragazzi sono per forza di cose trasformati (e tanto si trasformavano durante le sette stagioni di MITM).
Occorre poi spendere due parole per il piccolo dettaglio narrativo di un Bryan Cranston che nel frattempo è diventato star mondiale e figura rappresentativa del mondo seriale, che torna all’ovile per un ruolo altrettanto iconico ma non sufficientemente riconosciuto (all’epoca).
Quasi come se l’essere stato un professore di scienze/signore della droga fosse stata solo una piccola parentesi.
MALCOLM HA ANCORA TANTO DA RACCONTARE
Questo primo episodio dimostra che c’è ancora tanto da raccontare, semplicemente perché i personaggi erano e sono ben scritti.
Tanto che ci si può permettere di aggiungere Leah, la figlia di Malcolm.
Con un colpo al cuore allo spettatore, anche lei rompe la quarta parete, anche lei mostra tratti sociopatici (malgrado i tentativi del padre), anche lei possiede un QI elevatissimo.
Novità da un lato, àncora alla narrazione che fu, fatta di scuola, disagi adolescenziali e rapporto con genitori.
Il tutto ovviamente senza che lei sappia nulla del resto della famiglia, e viceversa.
Inutile dire come la curiosità per le restanti tre puntate sia alle stelle.
THUMBS UP 👍
- Personaggi ben ri-scritti e ben invecchiati
- Leah e il suo sguardo in camera
- Reese e il toccante discorso ad Hal
- Strategia per Dewey
- I flashback su Malcolm che si rapporta alla famiglia, soprattutto quando parla in spagnolo
- Frankie Muniz perfettamente calato nel ruolo come se non fosse passato un giorno
THUMBS DOWN 👎
- Forse un po' stonata la situazione verticale di Hal che fa le sorprese a Lois






