Recensione Marvel Special Presentation The Punisher One Last Kill

The Punisher: One Last KillTEMPO DI LETTURA 4 min

Frank Castle prova ad allontanarsi definitivamente dalla violenza e dalla spirale di vendetta che lo ha consumato per anni. Ma il tentativo di vivere senza essere il Punitore dura poco: un nuovo impero criminale emergente lo trascina di nuovo dentro una guerra personale e brutale.
Frank Castle prova ad allontanarsi definitivamente dalla violenza e dalla spirale di vendetta che lo ha consumato per anni. Ma il tentativo di vivere senza essere il Punitore dura poco: un nuovo impero criminale emergente lo trascina di nuovo dentro una guerra personale e brutale.

Con l’appena terminata seconda stagione di Daredevil: Born Again è ormai ufficiale una cosa: tutti i prodotti targati Marvel/Netflix sono diventati canonici all’interno dell’MCU. Lo sono una prova i continui riferimenti a personaggi ed eventi delle vecchie serie, ma è ben visibile il chiaro intento di Marvel Television, guidata da Brad Winderbaum, di cercare di riallacciarsi sempre di più a show che hanno già conquistato circa dieci anni fa il cuore dello spettatore.
Così, mentre in Daredevil si parla di ricongiungere l’intero cast dei Difensori, il Punitore di Frank Castle torna a ricollegarsi alla sua serie madre, composta di due soli stagioni. In The Punisher: One Last Kill c’è infatti spazio per tutti quegli elementi che avevano reso iconico il Punisher di Jon Bernthal, e che sia solo l’inizio verso un ruolo sempre più dignitoso per un personaggio così tanto amato dai fan.

And when that final moment comes, know it was the Gnucci’s, who did it.

BENTORNATO, FRANK


L’ispirazione per questo special televisivo, diretto da Reinaldo Marcus Green – regista del candidato agli Oscar King Richard -, proviene da una delle saghe più famose dedicate al Punitore, chiamata nota con il nome “Bentornato, Frank”. Agli inizi degli anni 2000 il settore dei fumetti era sull’orlo del disastro, e così Marvel decise di lanciare una nuova etichetta, chiamata Marvel Knights, dedicata a raccontare storie più mature e anche vietate ai minori. Tra queste calzò a pennello un nuovo fumetto dedicato al Punitore, scritto da Garth Ennis, autore anche di un fumetto che oggi gode di una certa popolarità, The Boys.
Oltre a condividere l’antagonista, ovvero l’iconica Ma’ Gnucci, c’è l’intento comune di voler reintrodurre Frank Castle nell’Universo Marvel, raccontandolo con un taglio ulteriormente più maturo, senza paura di tagli o censure. Una nuova ventata d’aria fresca per i Marvel Studios, che ultimamente stanno trovando in Marvel Television un traino piuttosto che una zavorra come accaduto negli anni precedenti.

VIETATO AI MINORI


L’intento dei Marvel Studios, e così come anche di Disney, è stato ben chiaro: mostrare per bene i muscoli e gridare al pubblico che non si tirano indietro davanti a un personaggio violento come Frank Castle. Se con Daredevil: Born Again tutto questo era già stato messo bene in chiaro, con The Punisher: One Last Kill si spinge l’acceleratore andando a toccare vette raramente sfiorate dalla Disney in generale.
Lo special, scritto anche da Jon Bernthal stesso, che torna in veste di autore dopo lo special Gary di The Bear, è un concentrato di violenza e contenuti destinati al solo pubblico adulto. Frank è ai minimi storici, ad un passo dal suicidio, dopo aver dismesso le vesti del Punitore. Ecco quindi che gli scarsi 50 minuti di One Last Kill diventano una scalata del personaggio verso la sua migliore forma del personaggio di Punisher, andando a sterminare uno dopo l’altro una serie di malviventi che cercano di ucciderlo per una taglia sulla testa. Effettivamente c’è più di una similitudine con John Wick.

E ORA?


Purtroppo il formato non riesce a far esprimere al meglio una storia, che rimane molto spirituale e intimista nonostante la grande mole di violenza, ma sembra più che altro un grande test per un lungometraggio. L’intero special, escluso il finale, sarebbe potuto tranquillamente essere la prima metà di un film in cui Frank finiva per dare la caccia a Ma’ Gnucci.
Tuttavia non occorre disperarsi perché Frank Castle apparirà presto sul grande schermo in Spider-Man: Brand New Day, e allo stesso tempo questo potrebbe essere l’antipasto di un’occasione ancor più grande per il futuro. One Last Kill lascia lo spettatore con una promessa: il Punitore è tornato, e con una situazione a New York tutta da definire, Castle potrebbe avere molto margine di manovra.


The Punisher: One Last Kill è un ottimo esercizio di stile, che potrebbe essere solo l’antipasto di una maggiore inclusione del Frank Castle di Jon Bernthal all’interno dell’MCU. Circa tre quarti d’ora di violenza accesissima per raccontare la rinascita del Punisher in una New York più violenta che mai. Una storia che non spicca per originalità, ma fa tornare lo spettatore indietro di circa dieci anni, ricollegandosi alla serie Netflix e intavolando, insieme con Born Again, una direzione nuova e condivisa con l’intero fandom.

 

TITOLO ORIGINALE: The Punisher: One Last Kill
REGIA: Reinaldo Marcus Green
SCENEGGIATURA: Jon Bernthal, Reinaldo Marcus Green
INTERPRETI: Jon Bernthal, Deborah Ann Woll, Jason R. Moore, Judith Light
DISTRIBUZIONE: Disney+
DURATA: 48′
ORIGINE: USA, 2026
DATA DI USCITA: 13/05/2026

Salvatore Cesarano

Salvatore Cesarano scrive su Recenserie di cinema e serie TV, portando nei suoi pezzi uno sguardo da appassionato di immagini, racconto e cultura pop. Tra critica, immaginario nerd e amore per il cinema, affronta ogni recensione con entusiasmo e forte personalità.

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