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Murderville 1×01 -The Magician’s AssistantTEMPO DI LETTURA 3 min

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Murderville 1x01 recensioneLa nuova serie di Netflix è composta soltanto da 6 episodi ma sono più che sufficienti per capire le potenzialità che si porta dietro. Infatti Murderville non è una serie in senso stretto ma un esperimento che combina sceneggiatura e improvvisazione.
L’idea di base è che ci sia una guest star a puntata che non ha un copione a disposizione e, pertanto, è obbligato ad improvvisare seguendo la storyline creata dagli altri colleghi in scena, che in questo caso sono i veri attori. E ovviamente la guest star è a conoscenza del tono scherzoso e anche demenziale della situazione. Demenzialità che può essere riassunta dallo scambio di battute sottostante.

Senior Detective Terry Seattle:Let me tell you something: this ginger monstrosity is the biggest mistake in the history of city homicide! No offense.
Conan O’Brien:None taken.

UN REMAKE IN SALSA STATUNITENSE


L’idea di Murderville non è nuova al pubblico britannico, infatti questa è una delle tante serie che prende spunto dalla sperimentazione made in UK per essere poi traslata ad un pubblico più mainstream, come può essere quello statunitense o europeo. In particolare, specie dopo anni di “addestramento”, ormai si può dire che lo spettatore medio sia decisamente più abituato a prodotti stelle e strisce piuttosto che a quelli dell’ex paese europeo. E questa non è una critica, ma piuttosto una considerazione. Murderville prende infatti ampia ispirazione da Murder in Successville, la serie originale UK che è andata in onda tra il 2015 ed il 2017 su BBC Three.
Ovviamente, visto il DNA della serie, non ci si deve aspettare una trama orizzontale corposa e nemmeno tanta cura del dettaglio. Ciò che conta (e che è anche il punto di forza di Murderville) è l’ironia e l’assurdità di certe situazioni che sembrano quasi una candid camera e a cui la guest star della puntata (Conan O’Brien) è sottoposto. La demenzialità a cui si arriva in alcuni momenti è forse eccessiva e potrebbe essere criticata, ma analizzandola a mente fredda è anche necessaria per spingere la guest star oltre la normalità degli eventi.

UN WILL ARNETT IN STATO DI GRAZIA


A fare da collante, nonchè da Virgilio all’ospite dei vari episodi, serve chiaramente qualcuno che abbia un certo peso specifico e Will Arnett è esattamente l’attore giusto per questo ruolo, specialmente considerato l’umorismo molto specifico che ha sempre portato nelle sue varie apparizioni.
Pur avendo uno script a disposizione, ci vuole anche una certa flessibilità a seconda di dove la guest star/vittima andrà a parare e Arnett nel ruolo di Senior Detective Terry Seattle è encomiabile in questo senso. Non solo riesce a rimanere serio davanti a situazioni che fanno molto ridere ma in alcuni momenti si percepisce proprio che si diverte ed è una piacevole dose di realismo che non va data per scontata. Un bel esempio è il ghigno sotto i baffi che ha mentre Conan O’Brien sta soffrendo per colpa del peperoncino.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Will Arnett da solo vale la visione
  • L’idea alla base della serie è estremamente intrigante
  • Sketch comici a ripetizione
  • La scelta di partire con un omicidio nel mondo dei maghi amatoriali è un chiaro riferimento, nonchè easter egg, al personaggio interpretato da Arnett in Arrested Development
  • È una serie che non è adatta a tutti, specialmente a chi non apprezza l’improvvisazione
  • A volte la situazione è anche troppo demenziale ma fa parte della surrealità necessaria a stimolare la guest star

 

Murderville si presenta al proprio pubblico con un ottimo primo episodio che enfatizza le potenzialità della serie divertendo e rispettando le aspettative generate dal trailer. Will Arnett è un “conduttore” perfetto e tiene il ritmo e la serie sulle sue spalle in maniera eccelsa, soprattutto considerando le potenziali variabili che ci sono in ogni scena. Sicuramente non una serie che può piacere a tutti ma va consigliata anche solo per la peculiarità della sua struttura.

Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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