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Billions 6×03 – STDTEMPO DI LETTURA 4 min

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Billions 6x03 recensioneSure thing, dude!

Nonostante si possa attribuire l’acronimo STD ad una malattia venerea, questo episodio di Billions insegna ai non anglofoni che è anche una versione molto accorciata per asserire la certezza di un evento ad un amico. Una certezza che Maffee evidentemente non può più asserire con certezza né ora né in futuro visto che “gioca” in una categoria inferiore.
Come si è capito ormai da cinque stagioni, non ci sono STD nel mondo di Billions e tutto è in continua evoluzione e, tendenzialmente, convergerà in favore di chi ha più potere. Quindi i vari Chuck, Axe e Mike Prince. Riportare in scena Maffee e Dollar Bill, insieme a Krakow è infatti un ottimo esempio per riportare in auge questa legge non scritta.

UNA REALTÀ PARALLELA


In una serie che ha fatto delle citazioni e dell’inclusione di eventi accaduti nel breve periodo un suo marchio di fabbrica, la scelta di presentare una trama verticale (e orizzontale allo stesso tempo) che non coincide in alcun modo con quanto accade dall’altra parte dello schermo (quella dello spettatore) fa storcere il naso ma non è necessariamente una nota negativa.
L’idea di presentare un piano per creare delle Olimpiadi a New York nel 2028 non è malvagia, specialmente vista la non casuale concomitanza delle attuali Olimpiadi Invernali in Cina, tuttavia convince del tutto. E non lo fa principalmente dal punto di vista del suo distacco dalla realtà, sia perché programmare delle Olimpiadi nel 2028 da un giorno all’altro è piuttosto impossibile, sia perché sono andate ufficialmente a Los Angeles. Quindi va bene questo tentativo di creare una trama diversa dal solito ed improntata sulla voglia di “fare del bene” di Prince, ma ci sono troppe cose che non quadrano a livello logistico.
E ci si lamenta ben sapendo che questa sarà la trama principale e che, comunque, non è affatto male se si escludono tutte le lamentele fatte fin qua. D’altronde era necessaria una motivazione per far scontrare Mike “Axe 2.0” Prince e Chuck e questa sembra essere una buona scusa.

LA FINE DI UN LUNGO PROLOGO


Are we about to see the return of Farmer Chuck?

“STD” si pone come l’ultimo episodio di una trilogia che ha tutte le sembianze di un lungo preambolo. Un preambolo necessario a ristabilire degli equilibri dopo il grosso abbandono di Axe che ha destabilizzato tutto e tutti e, innegabilmente, ha creato un vuoto tuttora molto difficile colmare.
Tra character che non sanno ancora cosa fare del proprio futuro (Wendy, Chuck, Taylor) ed altri che stanno adattandosi alla nuova realtà quotidiana (Wags), la sensazione che ci vorrà ancora molto tempo per ritornare a dei livelli vicini a quelli precedenti è palese. Tuttavia, il primo passo è creare una trama orizzontale e questo è stato finalmente fatto.
Se Chuck è passato dall’andare sui trattori a salire sopra i taxi con un megafono trovando finalmente un suo scopo e dando un senso anche alla trama verticale del sindacato dei portinai, Wendy è ancora senza un vero e proprio scopo, praticamente depauperata del suo potenziale. Dall’altro lato c’è sempre Taylor che, pur non avendo mai convinto veramente, continua ad essere sballottata da un capo all’altro senza veramente essere il personaggio robotico e senz’anima che era all’inizio; mentre Wags sembra essere l’unico character in grado di evolversi in questo nuovo ambiente.
In tutto ciò, Prince è quello che fa il bello ed il cattivo tempo ma non è ancora stato inquadrato completamente, sempre in bilico tra l’essere un miliardario filantropo ed un’evoluzione con un’anima di Axelrod, principalmente governato dal profitto e dal riscatto sentimentale. Serve un po’ più di approfondimento per tutti i character perché, ora come ora, c’è ancora un gap piuttosto grande da colmare con le aspettative e con l’ombra ingombrante del proprio passato.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • È arrivata una trama orizzontale
  • Nuova collaborazione tra Wags e Scooter
  • Chuck che parla dai tetti delle macchine
  • Molti personaggi (tipo Wendy) sono ancora dei pesci fuor d’acqua in questo nuovo contesto
  • Ritmo piuttosto lento
  • Abbandono del realismo nella trama 

 

Pur avendo ancora molto lavoro da fare per quanto riguarda il corretto sfruttamento del potenziale di tutti i suoi protagonisti, almeno si può dire che con questo episodio Billions sia arrivato finalmente alla fine di un lungo prologo. La trama orizzontale è partita dal tetto di un taxi giallo.

Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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