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Euphoria 2×05 – Stand Still Like The HummingbirdTEMPO DI LETTURA 4 min

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Euphoria 2x05 recensioneSe il pubblico credeva che nel precedente episodio molti dei nodi fossero venuti al pettine, forse non era ancora preparato a vedere “Stand Still Like The Hummingbird”.
Il nuovo episodio di questa seconda stagione, infatti, non solo fa scoppiare la bolla di bugie dentro la quale si erano rifugiati i protagonisti, ma arriva come una pugnalata al petto, cruda e diretta, per mostrare le conseguenze e i danni provocati dai segreti rivelati.
L’episodio è interamente dedicato al viaggio di Rue negli abissi più profondi della sua dipendenza, dopo che Elliot ha rivelato a tutti la verità sulla ricaduta della ragazza.
Fin dal suo incipit, “Stand Still Like The Hummingbird” mostra come la spirale autodistruttiva di Rue raggiunga il fondo, fino a diventare distruttiva e corrosiva non solo per lei, ma anche per le persone che le vogliono bene. Un passaggio probabilmente necessario per arrivare ad un nuovo punto di partenza.

LA MIGLIORE INTERPRETAZIONE DI ZENDAYA


Leslie Bennett: “You’re not a good person, Rue.

Queste sono le parole pronunciate dalla madre di Rue, accompagnate dall’eco delle urla di Mia che piange disperata nella stanza accanto.
Zendaya offre la sua migliore interpretazione dall’inizio di Euphoria, complice la regia impeccabile del creatore Sam Levinson che questa volta, in particolar modo nella lunga scena iniziale, si concentra sul conferire alla narrazione un realismo che coglie nel segno. Se già con la prima stagione Zendaya era riuscita a conquistare un Emmy come Migliore Attrice Protagonista in una Serie Drammatica, non stupirebbe affatto vederla candidata e vincitrice di un secondo grazie, principalmente, a questo episodio.

UN EPISODIO PERFETTO


Si tratta di un episodio intimo, devastante, perfetto nella sua imperfezione, addirittura lontano dall’estetica ridondante tipica di Euphoria. Rue rifiuta tutto l’amore ricevuto e taglia ogni ponte, distruggendo in profondità chiunque provi a raggiungerla: incolpa la madre di non essere stata in grado di crescerla, ferisce Jules dicendole che è lei la causa del suo dolore. Incapace di salvarsi, comincia dunque la sua corsa.
Approdata a casa di Lexi, circondata ancora una volta da un affetto che sa di non meritare, Rue si trova ancora una volta di fronte alle conseguenze di ciò che ha fatto, consapevole ormai di non voler smettere di essere ciò che è diventata. Cassie le tende una mano ma è proprio in questo preciso momento che viene rivelato il secondo grande segreto attorno al quale era gravitata buona parte del minutaggio dei precedenti episodi: la relazione segreta tra Cassie e Nate.
Si tratta di qualcosa che il pubblico non si aspettava, eppure questa scelta di sceneggiatura è drammaticamente reale. Rue incarna perfettamente la percezione di una persona completamente dipendente dalla droga, convinta ormai di essere irrecuperabile, determinata a buttarsi via, a toccare il fondo e a portare con sè di conseguenza tutte le persone che la circondano.
Rue fugge dal dolore e dall’amore verso la ricerca dell’anestesia di ogni emozione che solo le droghe sembrano essere in grado di darle, in un pellegrinaggio che parte da casa sua e che durante l’episodio la porta a proseguire, passo dopo passo, verso un vuoto sempre più grande, una solitudine più profonda, un istinto più forte di distruzione, un’astinenza sempre più insopportabile.
Per evitare di finire in guai ancora più grandi dopo che la madre ha gettato via ogni singola pillola destinata alla vendita, il pubblico ritrova la sua protagonista costretta a rubare e a scappare, ignorando il buon senso e qualsiasi civile convenzione sociale: Rue Bennett è ormai un guscio vuoto, divorata dalla dipendenza.

UNA FUGA SPETTACOLARE SENZA SPERANZA


L’episodio è probabilmente quello più angosciante visto finora in Euphoria, un’angoscia che ha due lati ben definiti: uno psicologico, in quanto il focus è tutto improntato su Rue e la sua dipendenza, ed uno fisico e tangibile, essendo la puntata un inseguimento continuo, nonchè una fuga spettacolare che raggiunge il suo apice quando la ragazza scappa della polizia attraversando di corsa l’intera città.
Ci si aggrappa disperatamente alla speranza che Rue venga trovata, anche se questa speranza viene delusa definitivamente quando Rue termina la sua corsa dritta nella tana del lupo, da Laurie, ossia nell’unico posto in cui spera di poter trovare ciò di cui ha bisogno. Fez, grazie alla brillante interpretazione di Angus Cloud, si dimostra ancora una volta uno dei personaggi meglio scritti e riusciti della serie, grazie alla decisione di non aiutare Rue a recuperare la droga che cerca.
Proprio da Laurie, in una scena straziante e fastidiosa alla vista, Rue si immerge definitivamente nell’abisso di una nuova dipendenza.
La situazione è così disperata e resa credibile sotto ogni aspetto che il pubblico non può che aggrapparsi a fine episodio alla speranza che sia proprio Rue ad aprire la porta di casa, verso la sicurezza e, chissà, verso la voglia di ricominciare.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La straordianaria performance di Zendaya
  • Il realismo agghiacciante dell’esplorazione della dipendenza di Rue
  • L’episodio visto come corsa senza sosta
  • L’interpretazione di Angus Cloud
  • La scena iniziale
  • La regia e la sceneggiatura di Sam Levinson
  • Niente di niente

 

“Stand Still Like The Hummingbird” è l’episodio meglio riuscito di Euphoria, che conferma la direzione di questi ultimi episodi volti a enfatizzare le complessità psicologiche dei suoi personaggi. In questo caso, Rue è portavoce dell’esplorazione dell’abisso della dipendenza e di tutte le conseguenze che questa comporta per chi ne soffre e per chi le sta vicino.
Zendaya si conferma ancora come una delle migliori attrici della sua generazione, regalando un’interpretazione così straordinaria che difficilmente verrà dimenticata.

Soprannominato dagli amici “Enciclopedia vivente di Cinema e Serie TV”, crede che ogni nuova serie sia un mondo inesplorato da scoprire e conoscere.
Ha una malattia: è curiosissimo e più serie guarda, più ne vuole iniziare. Alla ricerca di una cura, forse il vaccino per il Coronavirus arriverà prima...

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