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Schmigadoon! 1×01 – Schmigadoon!TEMPO DI LETTURA 3 min

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Josh e Melissa, entrambi medici, sono in crisi di coppia. Durante un’escursione nei boschi per ritrovare l’intesa, si perdono e arrivano a Schmigadoon. Nel magico villaggio, coloratissimo e finto, tutti cantano.
Melissa sarebbe più propensa ad adattarsi alle regole del luogo, ad esempio quella di intervenire a tono nelle canzoni, mentre Josh sembrerebbe proprio allergico all’ambiente. C’è comunque un problema, di cui li avvisa un folletto irlandese con la faccia di Martin Short: non potranno andarsene se prima non avranno trovato il Vero Amore. Qualunque cosa significhi esattamente questo termine, i due non riescono a lasciare il villaggio. Per loro non resta, dunque, che assoggettarsi alla permanenza a tempo indeterminato fra tutta una serie di bizzarri personaggi.

BRIGADOON


Barry Sonnenfeld, regista e produttore dello show, ha tratto ispirazione da un musical degli anni ’40, chiamato Brigadoon. Lì si parlava di due amici, entrambi uomini, persi nelle Highlands della Scozia durante una battuta di caccia. Giungevano in un paesello destinato, per incantesimo, a svegliarsi un solo giorno ogni cento anni. Questa magia, nelle idee di chi l’aveva creata, doveva servire a preservare la piccola, idilliaca comunità dalle “brutture del mondo”.
Senza grandi sorprese da parte di nessuno, scattava l’innamoramento fra uno dei nuovi arrivati e una ragazza del posto, in attesa del Principe Azzurro.
Nella versione film del 1954, i due sono interpretati da Gene Kelly e Cyd Charisse. Oltre a cantare, entrambi ballano divinamente. Lui era una vera leggenda del musical dell’epoca. Lei sempre pronta a sfoggiare tutta la sapienza e l’esperienza di lunghi anni di studio della danza classica.

UN MUSICAL NEL 2021


La società è cambiata rispetto agli anni ’40 e ’50. La gente non va più al cinema per sognare ed evadere dalla realtà. Questo sembra suggerire lo show, in più di un’occasione.
D’altro canto, nei due protagonisti resta sempre presente la tentazione, la voglia di cedere ad un rapporto più “tradizionale”, rispetto alla loro relazione paritaria: lui con una bionda sciocchina, lei con il bel tenebroso di turno.
Nell’ambientazione di Schmigadoon, decisamente americana, si ritrovano fianco a fianco suggestioni provenienti da vari periodi storici. Si va dalla fine dell’Ottocento alla prima metà del ‘900. In particolare, sono molto “antichi” il bimbo che gioca col cerchio e fa da “strillone” ad ogni cosa e la bigotta signora Layton. Quest’ultima è interpretata dalla grande veterana del musical Kristin Chenoweth.

UN RAPPORTO CONFLITTUALE


Una cosa però è sicura e viene rilevata anche nei dialoghi: nella composizione del cast e del corpo di ballo la diversità etnica è adeguatamente rappresentata. Doveroso adeguamento agli attuali standard sociali.
La protagonista, Cecily Strong, non danza ma sfoggia soprattutto la sua comicità, affinata in anni di esperienza al Saturday Night Live. Anche il protagonista Keegan Michael Key ha una formazione soprattutto di attore comico. Tutto questo crea, durante la visione, un effetto molto particolare.
Sembra infatti esserci, di continuo, un rapporto conflittuale fra i personaggi principali, la sceneggiatura ed il mondo “di una volta”. Un mondo fatto di canzoni zuccherose e sognanti, in cui immergersi completamente. Lo stesso che ha fatto la fortuna di storiche produzioni Disney come Biancaneve, Cenerentola e La Bella Addormentata, non a caso provenienti anch’esse dall’epoca di Brigadoon.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La brevità degli episodi giova alla loro digeribilità
  • La modernità dei protagonisti
  • Lo show sembra fare a pugni con la sua stessa materia

 

Lo spettatore è obbligato, mentre assiste allo show, a tenere sempre ben alto e sveglio il proprio senso critico. Questo va in senso esattamente opposto a quanto si proponevano (e si propongono) canzoni e ambientazione favolistica.
Per questo, il prodotto risulta di non immediata fruibilità, soprattutto nel caldo dell’estate.
Risultano comunque chiari l’amore ed il rispetto verso il mondo del musical da cui é animato chi ha dato vita a questa serie. Forse solo con l’oggetto di una passione sincera ci si prende la briga di discutere e litigare come fa Barry Sonnenfeld con lo spettacolo degli anni ’40 e ’50.
Un motivo per proseguire nella visione è la voglia di scoprire come si risolverà questa disputa. Il voto è una sufficienza piena, in attesa di sviluppi.

Casalingoide piemontarda di mezza età, abita da sempre in campagna, ma non fatevi ingannare dai suoi modi stile Nonna Papera. Per lei recensire è come coltivare un orticello di prodotti bio (perché ci mette dentro tutto; le lezioni di inglese, greco e latino al liceo, i viaggi in giro per il mondo, i cartoni animati anni '70 - '80, l'oratorio, la fantascienza, anni di esperienza coi giornali locali, il suo spietato amore per James Spader ...) con finalità nutraceutica, perché guardare film e serie tv è cosa da fare con la stessa cura con cui si sceglie cosa mangiare (ad esempio, deve evitare di eccedere col prodotto italiano a cui è leggermente intollerante).

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