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The End 1×01 – Do Not ResuscitateTEMPO DI LETTURA 4 min

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The-End-1x01 Riuscire a parlare di eutanasia in maniera leggera, scorrevole ed intrattenendo è una cosa fattibile oppure si va incontro ad una fragorosa caduta a causa di questo tentativo icaresco di volare troppo vicino al Sole?
The End, serie tv australiana, sembra aver raccolto la sfida tentando l’impossibile. Lo show, andando in onda su Sky Atlantic e Fox Showcase (Australia, ovviamente) è recentemente approdato anche negli USA (Showtime), riuscendo a naufragare in territori più ampi e dove la televisione potrebbe aiutare a dar maggior risalto ad un prodotto che, nonostante le limitazioni del caso, funziona ed intrattiene.
Un successo? Meglio non parlare troppo presto perché il medio-alto numero di episodi (dieci) potrebbe rischiare di affievolire la forza della narrazione che tuttavia, in “Do Not Resuscitate”, regge benissimo per la mezz’ora circa di messa in onda.

“Like, I’d to close our eyes and then breathe out… all the while imagining that we have enough. Enough money. Enough love. Enough patience. Enough time. Let’s stay on time.”

IL SUICIDIO COME OPENING


L’apertura è emblematica sulla tematica di cui la serie parla, senza troppi fronzoli: Edie (Harriet Walter), affranta dalla dolorosa perdita del marito, ha deciso che è finalmente arrivata la sua ora. Ecco quindi che tenta il suicidio cercando di soffocarsi con una busta di plastica, mentre la casa va a fuoco, con una fuga di gas in corso. Non contenta, quando tutto sembra andare per il verso sbagliato, tenta di rimediare gettandosi dalla finestra rimediandosi solamente una frattura ad un braccio. Così tante energie sprecate e nessun risultato ottenuto.
The End cerca, come si diceva, di trattare della tematica dell’eutanasia e della morte assistita presentandola da due punti di vista decisamente diversi. Da una parte, infatti, come si è detto c’è Edie che cerca di farla finita; dall’altra parte c’è la figlia, Kate, che lavora come dottoressa all’interno di un centro di cure palliative e che ovviamente ha una predisposizione lavorativa ben diversa. Oltre al fatto che, trattandosi della madre, non vede di buon occhio la decisione di togliersi la vita da parte di Edie. Un plot di partenza ben assortito dove intervengono anche i figli di Kate ed il marito, momentaneamente rinchiuso in carcere e da cui, sicuramente, ci si possono aspettare futuri interventi all’interno della trama.
Per portare nel giusto contesto la protagonista (Edie) e poterla tenere maggiormente d’occhio, Kate porta la madre in un retirement village dove, evidentemente, la perdita di un proprio caro e gli acciacchi della senilità vengono diluiti progressivamente e diventano parte di una quotidianità strana e diversa che Edie fatica a far propria. Specialmente perché vedendo negli altri determinate limitazioni, si immagina se stessa nelle stesse condizioni e finisce per rimanerne sopraffatta.

UNA DARK COMEDY BEN FATTA


Ciò che fa strano notare è che finché la tematica dell’eutanasia rimane circoscritta ad Edie tutta la serie assume i tratti del grottesco e la tematica appare presentata in maniera fin troppo leggera. Assurdo, considerato che si tratta di un personaggio che fino a pochi minuti prima chiedeva a gran voce di essere lasciata a morire, merito sicuramente di Harriet Walter.
Ben presto però all’interno dello show viene calato il vero masso che peserà sulle spalle di Atlante (impersonificato da Kate): il contesto ospedaliero che ribalta la commedia e che in pochissime sequenze, pregne e di facile digestione, tramuta lo show da semplice dark comedy a prodotto a tutto tondo. Tutto smette di essere superficiale e comico all’interno delle mura di ospedale e la serie lo ribadisce fin dalla prima puntata, senza lasciare zone grigie all’interno dello show.
Beth, (Brooke Satchwell, Ally in Mr Inbetween), una donna affetta da una malattia neurodegenerativa decide di compiere la sua ultima scelta finché ancora è in grado di farlo. Privata della possibilità di morire tramite medicine, perché scoperta da Kate, la donna costruisce un rozzo cappio e lasciandosi cadere dal letto tenta di soffocarsi per abbandonare una realtà che aveva smesso di accettare come propria ormai da tempo.
In un batter d’occhio la serie si tramuta e porta sotto gli occhi dello spettatore una narrazione disincantata di una tematica etico-morale di primo livello.

“So I’m neutered because of that man. He took my breasts. He took everything and you think that I want to be dead so that I can be with him? I want to be dead because I can’t stand to be alive knowing I wasted all of it. All of it. So, this is where I get a bit dirty to be on you.”

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Edie e Kate
  • Apertura di puntata e tentativo di suicidio
  • Il parallelo tra l’animale selvatico ucciso da Kate e Beth, in ospedale, mentre soffoca in solitudine
  • Dialoghi mai banali
  • Nulla da segnalare se non il pericolo che dieci puntate siano eccessive per un prodotto con questo taglio narrativo

 

Un primo episodio che convince, intrattiene e parla di una tematica decisamente impegnativa come l’eutanasia senza scadere nel ripetitivo e nella pura e semplice lezioncina filosofeggiante. The End è una bella scoperta.

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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