Wilderness 1×01 – Felices Para SiempreTEMPO DI LETTURA 5 min

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Wilderness 1x01

Wilderness è la nuova serie thriller di Amazon Prime tratta dal romanzo omonimo di B.E. Jones. La showrunner Marnie Dickens scrive questo primo episodio (ma anche tutti gli altri) che introduce lo spettatore nella dinamica di coppia di Liv e Will, due coniugi inglesi trasferitisi a New York in seguito alla promozione al lavoro di lui. La casa perfetta, la città perfetta, la vita perfetta.
La regia di So Jong Kim, dietro la macchina da presa per tutti e sei gli episodi della miniserie, si sofferma molto sugli oggetti presenti nella casa, sull’arredamento e sulla vista, tutti segni della ricchezza e del sogno che i due stanno vivendo. Ma la casa è sempre buia, con poche luci a rischiararla. La luce vera è fuori, nelle sequenze iniziali della Mustang azzurra, nella conversazione con un’amica.

IL CAST GIUSTO MA POCA ORIGINALITÀ


Non basta Jenna Coleman, non basta Oliver Jackson-Cohen: “Felices Para Siempre” purtroppo non spicca. La dinamica di coppia tra i due protagonisti Liv e Will non è così fuori dal mondo. Di partner traditori è pieno, come anche di traditi che accettano passivamente il fatto pur di mantenere lo status sociale, la vita perfetta, le apparenze.
Liv viene da una situazione familiare simile: un padre libertino e una madre depressa. La fuga in America dall’Inghilterra per seguire il marito che ha appena ricevuto una promozione al lavoro sembra non turbarla particolarmente, nonostante la perdita della sua indipendenza. Infatti, trasferendosi ha perso il suo lavoro di giornalista, rimanendo così isolata e prigioniera della casa in un nuovo paese. Ma la scelta che Liv fa è in controtendenza rispetto al suo carattere forte. Sin dai primi minuti la voce narrante di Liv spiega cosa significa essere veramente sè stessa per una donna.

Liv: “If you’d seen us that day, you’d have hated us. This perfect happy couple. Charming husband, loving wife. Everyone fulfilling their roles. Like I’d been doing since I was a girl. I kept quiet. I did what I was told. I was whoever people needed me to be. Never myself, of course, I’m not that stupid. But then I met Will. Who saw through all that bullshit. And when it was safe to, I stopped pretending. Pew, pew, pew, pew. Finally, I could just be me. That was my mistake. Forgetting what my mother taught me, and her mother before that, and her mother before that. A Greek chorus of all women telling me… It’s never safe.”

Il motivo per cui questo primo episodio di Wilderness sembra non funzionare perfettamente risiede nel fatto che gli autori sembrano raccontare una storia che tutti conoscono e trattano le vicende che si susseguono nei primi cinquanta minuti come un antefatto sin troppo sintetico prima di partire con la storia vera e propria quando forse un approfondimento sul come si è arrivati a tutto ciò poteva e doveva essere concesso.
Infatti, risulta incredibile addirittura un pensiero omicida dopo la scoperta di un tradimento. Si spera quindi che questo aspetto surreale sarà chiarito nei prossimi episodi.

TENUTA AL GUINZAGLIO


La sezione che funziona meglio del pilot è proprio quella iniziale in cui comincia a mostrarsi il controllo ossessivo di Will verso Liv.
L’uomo non si è fatto scrupoli a trascinare la moglie in America e a rinchiuderla in una gabbia dorata. L’obiettivo di Liv sarebbe quello di iniziare e concludere il suo romanzo ma con le continue distrazioni offerte dal coniuge sembra non riuscire assolutamente neanche a iniziare. Telefonate e messaggi che si susseguono durante il giorno e la richiesta della presenza della moglie nelle più svariate occasioni lavorative distraggono Liv da sè stessa e la proiettano totalmente nel mondo del marito e nella sua realizzazione professionale. Gli avvertimenti della madre a nulla servono perché Liv è totalmente in balia del fascino e del carisma di Will.
Poi la stangata: un messaggio sul cellulare di lui. Poi una mail e un video. I presagi del tradimento e i piccoli indizi vengono disseminati dagli autori ma quando tutto viene allo scoperto è un colpo al cuore anche per lo spettatore. Ma questo è solo l’inizio.

Liv: “You promised me. You promised me you wouldn’t be like my father.”
Will: “I’m not! I’m not. I’m nothing, nothing like him. Look, this, this was just… It was… Fuck, it was… It was one night. One idiotic night. That I wish had never happened. Okay?”
Liv: “Thank you. For being honest. Now get out.”

Si può dire, comunque, che nonostante il tema e lo sviluppo della vicenda non siano propriamente originali, Wilderness si lasci guardare, soprattutto per il cast: Jenna Coleman e Oliver Jackson-Cohen risultano convincenti nei loro ruoli, la prima come moglie assassina e il secondo come traditore seriale. La vacanza da sogno negli Stati Uniti che potrebbe sembrare una scontatezza borghese viene rinvigorita dai propositi omicidi e questo rende il prodotto abbastanza accattivante, in particolare per l’ambientazione americana, terra di killer efferati, megalomani e fantasiosi.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’idea della vendetta in vacanza può essere interessante…
  • Jenna Coleman è sempre un buon motivo per iniziare la visione
  • …oppure no

 

Wilderness non spicca tra le nuove proposte di Amazon Prime. È una serie che si lascia guardare ma che di fatto può contare solo su un buon cast e non su un argomento così originale. La vendetta è tema ormai trito e ritrito e sarebbe davvero difficile vedere qualcosa di innovativo, tanto più in un prodotto come questo. I sei episodi che compongono la prima stagione però lasciano ben sperare in uno sviluppo godibile e non troppo pesante.

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La notte sognivaga passeggia nel cielo ed il gufo, che mai dice il vero, sussurra che sono in me draghi ch'infuocano approdi reali e assassini seriali, vaghi accenti d'odio feroce verso chiunque abbia una voce e un respiro di psicosfera che rende la mia indole quanto mai nera. Però sono simpatica, a volte.

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