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Somebody 1×01 – Episodio 1TEMPO DI LETTURA 3 min

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Recensione Somebody 1x01 PilotaPer gli appassionati del genere thriller è arrivata, senza alcun tipo di pubblicizzazione, almeno in Italia, una nuova serie su Netflix composta da otto episodi da circa 50 minuti a testa. Somebody è uno show sud coreano che è bene non confondere con i più famosi ed apprezzati/disprezzati k-drama. La formula di composizione della stagione è infatti totalmente di stampo occidentale. E’ strano quindi trovarsi sulla piattaforma dalla grande N un prodotto koreano, non k-drama, thriller ed impostato come uno dei più classici show statunitensi. Tuttavia, è bene ricordare che la Sud Corea non è nuova ai prodotti thriller, anzi, basti pensare alla filmografia di Park-Chan-wook, Parasite, Memories Of Murder e a tanti altri esempi.
Con questo non si vuole paragonare Somebody ai prodotti appena citati, ma non ci si può sorprendere di fronte ad una serie thriller.

“These anonymous crimes are happening regardless of the person’s gender. We can definitely say that this is quite a problem. You could say the company that created the dating app is partly responsible. Even though the police requested information, the company is not cooperating due to privacy concerns.”

THRILLER E MOLTO ALTRO


Kim Som: “You brought me here because you want to have sex, right? But I don’t want sex today. I can’t do anything if you try to overpower me. I don’t want to get raped. So my body is shaking right now.”
Sung Yun-oh: “I can hardly stand, let alone have sex. I haven’t eaten anything all day, you know.”
Kim Som: “I want to go.”

Somebody non è un semplice thriller, la serie koreana ha deciso di muoversi tra i vari generi cinematografici tanto da tingersi di varie sfumature, come: il crime, per quanto riguarda la ricerca del serial killer da parte della polizia, l’erotico, visto il rapporto con il sesso per i due protagonisti e il melodrammatico, per la relazione che si è già instaurata tra Kim e Sung.
Nel pilot sono stati presentati, dettagliatamente, solamente i due protagonisti, ma il risultato è sicuramente apprezzabile. La programmatrice e il serial killer sono riusciti a presentarsi in modo convincente, in primis Sung, interpretato da Kim Young-kwang, che ha colpito anche dal punto di vista recitativo, cosa che non è riuscita a Kang Hae-lim (Kim), unico vero punto debole del pilot.

BE SOMEBODY TO SOMEONE


Il nuovo prodotto Netflix è una serie figlia degli ultimi anni, in quanto è interamente incentrata su una app di incontri. Da questo punto di vista lo show si inserisce nel filone di prodotti cinematografici, solitamente a tema horror, o prodotti seriali come Black Mirror, che sfrutta le nuove tecnologie per creare tipologie di storie inedite. Sarà interessante vedere come procederà la vicenda anche sotto questo punto di vista, anche se, a dire il vero, lo show sembra puntare principalmente sul rapporto tra i due protagonisti, piuttosto che sul rapporto con tecnologia in sé.
La relazione tra i due personaggi ricorda, alla lontana, il rapporto instaurato tra Clarice Starling ed Hannibal Lecter ne “Il Silenzio Degli Innocenti” con uno studio vicendevole, misto a stima e diffidenza. L’enorme differenza con il capolavoro di Jonathan Demme è che il legame tra Kim e Sung è sfociato tra il morboso e grottesco ed è facilmente prevedile che il prossimo step dei protagonisti di Somebody sarà quello di arrivare ad una relazione sessuale vista l’intensa e brillante scena della tastiera.
In conclusione sarà interessante scoprire l’evolversi della vicenda soprattutto per il modo in cui verrà messa in scena, dato che è chiaro che non sarà una visione semplice per i più deboli di cuore, fatto comprensibile dal finale con protagonista il killer dello show e la destabilizzante e impressionante scena della morte del gatto. Somebody non è decisamente per tutti.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Serie destabilizzante
  • L’incontro tra i due protagonisti
  • Scena della pianola
  • Kim Young-kwang
  • Kang Hae-lim non molto convincente
  • Forse otto episodi sono un po’ troppi

 

Il nuovo show made in Corea Del Sud di Netflix inizia con il piglio giusto, impressionando per certe scene forti ed incuriosendo per lo sviluppo del rapporto tra i due protagonisti. Tuttavia, otto episodi di cinquanta minuti cadauno sembrano un po’ troppi per una trama che si potrebbe esaurire nel giro di un paio di puntate. Solo il binge-wathcing darà una risposta.

Detto anche Calendario Umano, si aggira nel sottobosco dei prodotti televisivi e cinematografici per trovare le migliori serie e i migliori film da recensire. Papà del RecenUpdate e Genitore 2 dei RecenAwards, entra in tackle in pochi ma accurati show per sfogarsi e dire la propria quando nessuno ne sente il bisogno.

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