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Sopravvissuti 1×01 – Il RitornoTEMPO DI LETTURA 4 min

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Sopravvissuti-1x01Un’altra oscena produzione italiana? Ebbene, con grande stupore, no. Questa doverosa premessa per anticipare quella che sarà poi la valutazione finale di questo pilot, ossia un convincente sette su dieci, latore di ottime speranze che dovranno tentare di non essere disattese dai successivi episodi.
Sopravvissuti è una serie televisiva italiana trasmessa su Rai 1 dal 3 ottobre in sei serate (due episodi a serata). Si tratta di una produzione congiunta tra Rai Fiction, ZDF, France Télévisions e Rodeo Drive. Quindi lo show funziona perché è una produzione internazionale? Non si tratta del principale fattore.
Ciò che fa storcere il naso anticipatamente per questo tipo di produzioni è l’esagerato hype che circola nell’ambiente. Non a caso diversi blog e magazine online parlavano (e parlano) di Sopravvissuti come “la Lost italiana” e lo stesso Lino Guanciale (Jack Pearson nella versione italiana di This Is Us, Noi) in un’intervista non ha rifiutato la similitudine ma ha addirittura alzato il tiro. Infatti, ha detto che gli enormi cambiamenti occorsi al gruppo di protagonisti ricorda a suo modo Homeland, sia per approccio narrativo, sia per esposizione. Paragoni importanti con due serie che hanno vinto Emmy, Globe e altri premi ancora in suolo statunitense. Ma Sopravvissuti è veramente così bella?

IL VIAGGIO DELL’ARIANNA


La trama è a suo modo intrigante per quanto alcuni elementi di pura logica lasciano il tempo che trovano. L’Arianna, un’imbarcazione a vela, è il mezzo che viene utilizzato per un viaggio “pubblicitario” da Genova alle Isole Canarie. A causa di una tempesta scompare dai radar pochi giorni dopo la partenza e dopo un anno il relitto viene ritrovato, con solamente sette passeggeri vivi (dei dodici partiti).
Le similitudini con Lost sono intuibili, anche se a livello narrativo si tratterebbe di saltare direttamente ai flashforward della terza stagione relativi al ritorno a casa mostrando parallelamente i concitati attimi della partenza. Sono più riscontrabili similitudini con Manifest, considerato anche il finale di puntata, la costruzione dell’episodio e il senso di smarrimento che i personaggi provano ritornando tra le mura domestiche. Ciò che risulta ben chiaro è che qualcosa di sconvolgente è accaduto nell’anno di assenza in cui questi sopravvissuti (e i passeggeri morti) erano su l’Arianna. La serie cerca di investigare proprio attorno al “cosa” sia avvenuto, alle dinamiche tra i vari personaggi e ai segreti che ognuno di essi cerca di nascondere (a volte senza nemmeno troppa veemenza).
Ad inizio paragrafo si citavano elementi di logica di dubbio senso, si veda per esempio l’elemento cardine della storia, ossia il viaggio in barca. La decisione di sfruttare un viaggio in barca per raccogliere fondi e movimentare degli sponsor risulta una trovata pubblicitaria a tratti insensata, a tratti folle. E considerati gli avvenimenti non si è poi in errore.
Altra pecca è sicuramente la recitazione, nonché l’accentuata sfumatura di alcuni rapporti. La recitazione è spesso eccessivamente enfatizzata e forzata. Come per esempio la scena in cui la madre del medico scomparso si reca carica di rabbia in chiesa per la cerimonia in ricordo del figlio. Per quanto riguarda invece le sfumature eccessive nei rapporti, impossibile non citare quello conflittuale tra la moglie e la figlia di Luca (Lino Guanciale), dialoghi e scontri reiterati che continuano solamente a sottolineare ciò che appariva ovvio in precedenza.

THERE IS HOPE… MAYBE


Eppure, nonostante queste piccole pecche, Sopravvissuti cattura l’attenzione e fa drizzare le antenne. Sia chiaro: il rischio di un buco nell’acqua non è nemmeno quotato alla SNAI. Ma se per una volta si stesse per assistere alla nascita di un prodotto (italiano) che vale davvero la pena guardare?
D’altra parte gli elementi mistery ci sono tutti, così come un ampio cast a cui potersi appoggiare per concedere profondità ai vari personaggi, ai loro problemi, al loro passato. La regia è affidata a Carmine Elia, già regista della serie Mare Fuori, dove ha collaborato anche con Roberto Cimatti (direttore della fotografia), anche lui presente tra i tecnici dietro Sopravvissuti.
La curiosità è tanta, ma la cosa più importante è che il prodotto riesca ad abbandonare l’ombra delle serie da cui pare abbia tratto ispirazione (cosa più che giusta) per seguire il proprio personale percorso. Seguire la linea già tracciata dai giganti precedentemente citati sarebbe un’idea folle, senza senso e che porterebbe ad un risultato quasi sicuramente fallimentare. Noi di RecenSerie, seduti alla scrivania, non possiamo fare altro che fissare il poster appiccicato al muro che recita “I Want To Believe” e sperare che Sopravvissuti mantenga intatte le nostre speranze.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • I sei della Oceanic I sette de l’Arianna
  • Homeland e Lost come punti di riferimento… e per ora qualcosa di positivo si nota, infatti
  • Personaggi, ampio cast e segreti dal passato
  • Flashforward e gestione della timeline senza troppa fatica
  • Scelte musicali e colonna sonora in generale
  • Effetti speciali ad inizio puntata con il ragno
  • Recitazione, ma non sempre
  • Motivazioni del viaggio in barca
  • Troppa enfasi in alcuni rapporti tra i personaggi

 

I sette de l’Arianna sono pronti a raccontare i loro segreti e cosa sia effettivamente accaduto su quella barca in questi oltre 365 giorni di assenza. Considerando che i sopravvissuti della Oceanic tornavano nel “mondo vero” dopo 108 giorni, chissà quante cose potrebbero raccontare Lino Guanciale & CO. C’è curiosità, sì, ma anche paura.

 

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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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