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The Billion Dollar Code 1×02 – Episode 2TEMPO DI LETTURA 3 min

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recensione The Billion Dollar Code 1x02 Come ampiamente previsto dal cliffhanger finale del precedente episodio, “Episode 2” entra nel vivo della causa legale condotta dalla Art+Com contro Google.
Il tutto senza rinunciare alla solita, e magistralmente orchestrata, alternanza di piani temporali fra passato e presente. Questo si rivela un ottimo escamotage per tenere incollato lo spettatore, facendolo immedesimare nei panni dei legali di entrambe le parti imparando, di volta in volta, i risvolti dietro la vicenda dei due ormai ex-hacker tedeschi. Il tutto in un’atmosfera continua da “legal drama” a sfondo informatico.

THE DARK SIDE OF SILICON VALLEY


Così, seguendo il filo dei ricordi dei due co-protagonisti, si scopre cosa è successo immediatamente dopo la prima grande presentazione di Terra Vision a Tokyo.
Viene qui introdotto un personaggio che potrebbe (ma ancora non è dato sapere) avere avuto una certa importanza nel rubare l’algoritmo ai due: Brian Andersson (Lukas Loughran), guru dell’informatica e rappresentante ideale di quella filosofia che, negli anni 90, diede vita alla mitica Silicon Valley.
In questo personaggio vengono riflessi tutti i lati positivi e negativi del luogo e del periodo. Da un lato, lo sfrenato ottimismo e una visione del lavoro e della tecnologia che avrebbe fatto scuola in seguito. Dall’altra, la contrapposizione fra lui e i due genietti-nerd tedeschi che ancora si definiscono “artisti” ma che mancano di spirito imprenditoriale (cosa che, viceversa, a lui non manca di certo).
Ancora una volta la ricostruzione storica e sociale la fa da padrone in questo episodio che racconta la nascita delle prime start-up informatiche e il clima festaiolo con i primi “burning man” nel deserto. Il tutto condito da citazioni musicali e cinematografiche annesse.

L’IMPORTANZA DEI PERSONAGGI SECONDARI


Ma è soprattutto la descrizione dei personaggi e le loro dinamiche ad essere il vero punto di forza della serie. Se il primo episodio era stato Carsten-centrico (seguendo il suo iter processuale), stavolta è il personaggio di Juri a dominare la scena. L’episodio, infatti, getta maggiore luce sull’infanzia del giovane programmatore, sul perché ci tenga così tanto a quel progetto e sul suo modo di vedere il mondo. E si rivela, ovviamente, un personaggio molto più interessante e complesso di quanto “Episode 1” non lasciasse già intravedere.
Sono inoltre chiamati in causa (aggiungendo ulteriori sfaccettature alla storia stessa), tutti gli altri personaggi secondari della vicenda, come i colleghi della Art+Com e la moglie di Carsten.
Interessante, poi, come lo stile delle loro dichiarazioni risulti identico al documentario “Making Of” della stessa serie, contribuendo così a creare una particolare connessione fra la storia reale e la sua trasposizione filmata.

LE VERITÀ NASCOSTE


Così, andando avanti di dichiarazione in dichiarazione, si arriva al fatidico plot twist in cui si scopre che Google, in qualche modo, è riuscita ad ottenere l’algoritmo di Terra Vision pubblicandolo molto prima della Art+Com, ricevendone tutti gli onori.
Ovviamente il mistero dietro questo particolare “furto” deve ancora essere svelato, e anche in questo caso la coppia Ziegenbalg-Thalheim riesce a creare la giusta attesa nello spettatore con un cliffhanger ad hoc.
Rimane esemplare il modo in cui tutta la vicenda resta costantemente soggettiva per cui, di fatto, lo spettatore vede solo la ricostruzione della storia attraverso le parole di Carsten e Juri che, dal canto loro, hanno motivi per incolparsi a vicenda di quanto successo.
Allo spettatore non rimane che aspettare il prossimo episodio per scoprire quale sarà il verdetto finale della giuria e se si giungerà, prima o poi, all’oggettiva verità dei fatti.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Sigla
  • Ricostruzione della mitica Silicon Valley anni 90
  • Brian Andersson
  • Juri e il suo discorso motivazionale sulle potenzialità di Internet…
  • Processo a Google e maggiore attenzione ai personaggi secondari
  • Brian Andersson
  • …seppur fatto in maniera molto retorica
  • Sebbene la miniserie parli di innovazioni tecnologiche alcune parti in CGI sarebbero da rivedere

 

Episodio che getta ulteriore luce sui due protagonisti, arrivando al plot twist più importante della vicenda. Pochi episodi ma molto densi di personaggi interessanti e una struttura narrativa che non fa mai scadere l’attenzione. The Billion Dollar Code si dimostra una delle miniserie più interessanti di questo 2021.

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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