Se si dovesse inquadrare la sensazione che pervade questo momento della serie è quel senso di ineluttabilità degli eventi che risultano tali sono in superficie.
Quello che diventa sempre più evidente è come Sogno, anzi Morfeo, stia giocando la sua partita consapevolmente. Potrebbe fermare più volte i suoi nemici ma sceglie di non farlo ma anzi mette in gioco altri personaggi per dare un ulteriore strato di significato alle sue azioni.
Rispetto al fumetto, l’utilizzo del personaggio di Johanna Constantine (interpretata da Jenna Coleman) è molto più marcato, soprattutto a quello che diventerà il suo compagno di viaggio, il nuovo Corinzio (Boyd Holbrook). La consapevolezza di Morfeo è forse il tratto maggiormente distintivo di questo personaggio rispetto a quello che si vede nei fumetti. Morfeo muove le sue pedine per autoinfligersi una punizione esemplare (la morte di suo figlio) che nello stesso tempo allontana i suoi “amici” (che lo giudicano inizialmente egoista) ma allo stesso tempo sembrano maturare un’idea più complessa di cosa sia diventato ora Morfeo: Nella pratica, la sua apertura al cambiamento non prevede sconti ma fa nascere una qualche forma di pietà forse mai provata nei suoi confronti. Nonostante tutto, Johanna accetta la richiesta di Morfeo e i successivi dialoghi dello stesso col suo amico centenario, Hob Gadling, passa dalla parte del consigliere, ribaltando quella dinamica che rende Morfeo sempre più umano tra gli umani, inaugurando sostanzialmente un nuovo tipo di Eterni per il futuro, più umani, a cominciare dallo stesso Daniel.
L’INGANNO DI LOKI, IL DIO DEL FUOCO
Il piano di Loki fa le prime vittime. Se Puck/Robin Goodfellas viene fermato a causa del suo nascente spirito paterno usando una polvere incantatrice, poco dopo lo stesso Daniel viene bruciato vivo così da uccidere la sua spoglia mortale ma allo stesso tempo adempiendo alla richiesta di Morfeo, soltanto anticipandolo e mettendo in moto il meccanismo di cui Lyta e le Erinn…ops… le Benevole useranno contro Morfeo. Loki adempie pienamente al suo compito e nonostante sia il più furbo di tutti non percepisce il grande disegno dietro tutto questo.
Quindi risultano essere tutte vittime di Morfeo, nessuno escluso.
Bello il suo momento con Disperazione, assente nel fumetto, che avvicina molto i due fratelli dove la malinconia del primo si rispecchia e si mischia alla rassegnazione della seconda, aggiungendo un tassello importante ai legami famigliari di questa insolita famiglia.
Il grande ruolo che gioca la responsabilità e le conseguenze legati ai propri doveri mostrano quanto dietro l’idea di intrighi e giochi di potere si nascondono tempi più profondi che toccano da vicino le istanze umane nel profondo.
NUOVE VERSIONI DI SE’ STESSI
L’introduzione di un nuovo Corinzio legata alla prossima morte di Morfeo, mischiata ai riferimenti passati su una prima versione di Disperazione e al precedente stato di Delirio come Delizia, introducono un altro tema fondante questa serie: la possibilità di morire per poter evolvere in qualcosa di tollerabile e forse migliore rispetto alla versione precedente.
Se cambiare è un po’ morire, forse qui se ne ha la conferma evidente. Le cose possono essere migliori ma in qualche modo bisogna scontare le proprie colpe in qualche modo. Nada è finalmente libera di vivere la sua vita dopo migliaia di anni nell’inferno, Burgess può finalmente risvegliarsi poiché la sua colpa è stata in qualche modo espiata. Solo Lyta sembra non accettare quello che è. Suo figlio non è mai stato suo realmente fin dal concepimento e avere la consapevolezza che la vita può cambiare anche senza un motivo logico è forse il passo più difficile da compiere per viverla.
Questo episodio, come il precedente, tende troppo a mettere in fila gli avvenimenti per prepararli al meglio risultando un po’ macchinoso. La resa attoriale rimane valida ma forse si indugia troppo in dialoghi insistiti, lasciando il dubbio che si sia spiegato “troppo”.
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L’arrivo delle Benevole è prossimo così come la narrazione che ancora fatica ad accelerare anche se qualche segnale sembra darlo. Sicuro merita la visione nonostante la serie stia passando in sordina per gli avvenimenti giudiziari del suo autore.


