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Resurrection 2×12 – Steal AwayTEMPO DI LETTURA 4 min

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“You were the Chosen One! It was said that you would destroy the Sith, not join them! Bring balance to the force, not leave it in darkness!”

Nulla è realmente come appare, specialmente in uno show come Resurrection in cui non vengono lasciati punti di riferimento: nell’arco di due puntate abbiamo assistito ad una trasformazione radicale e totale del nuovo personaggio, il pastore James. Più volte aveva ripetuto come lui e Martin fossero fondamentali per i Ritornati. Ma ovviamente, come molte altre volte, il discorso era utile a tappare i buchi e le parole erano prive di qualsiasi tipo di significato.
Così il pastore è ora deciso a liberarsi del figlio portato in grembo da Rachel. Motivazioni? Un cliché dei più blandi: “è l’anticristo“. Mancava giusto un ulteriore tocco di religiosità a questa serie per affossarla del tutto, se ne sentiva davvero il bisogno.
Questo cambio di fazione da parte del nuovo arrivato è parallela a quella di Margaret, tuttavia, la donna di casa Langston in conclusione di puntata sembra avere un ripensamento e tornare dalla parte dei cattivi, perché non sia mai che magari qualche evoluzione di personaggio coscientemente pensata possa avvenire. No, ovviamente solo fatti a caso.
Diverse puntate, anche della prima stagione, erano caratterizzate da un tono rallentato e ovattato nel raccontare la storia, quasi non si volesse far comprendere nulla allo spettatore tenendolo all’oscuro di tutto. Ciò avrebbe anche riscosso successo come mossa se nel prosieguo della serie qualche fatto fosse stato realmente spiegato o quanto meno fosse stata paventata una ipotesi. Invece no. Ci ritroviamo ad una puntata dalla fine con ancora troppe domande irrisolte, nessuna risposta e nuove domande che continuano a sorgere. Per esempio: che connessione c’è tra i Ritornati ed il figlio di Rachel? Perché l’unico a provare dolore dalla sua presenza è Jacob mentre nessun’altro tra i Ritornati sembra percepire la sua presenza?
Già ad inizio puntata si poteva percepire il rimescolamento delle carte nel mazzo quando il pastore affermava che “la connessione non era solo tra te e me Robert (l’agente Bellamy ndr), ma è tra tutti“, mentre alla questione della loro unione “mistica” erano state dedicate più e più scene. Minuti gettati al vento da una semplice frase.
Relativamente alla figura di Margaret, di cui è già stato accennato qualcosa, è innaturale e nauseante il suo continuo cambio di posizioni: ad inizio puntata si mette a capo della rivolta nel centro dei Ritornati, dopo cinque minuti la vediamo aiutare il Pastore James, successivamente ci litiga e dice che non vuole saper niente delle sue idee riguardo il figlio di Rachel ed in conclusione ritorna da lui come alleata. Non c’è davvero tanto da scrivere riguardo questa confusione generale per la quale i personaggi continuano a cambiare squadra e formazione, se non sottolineare quanto il tutto appesantisca la visione stessa della puntata. È giusto non dare troppi punti di riferimento allo spettatore per poter sfruttare l’elemento sorpresa, ma se chi vede la puntata non può affidarsi nemmeno ad un personaggio allora la cosa è semplice e puro no-sense.
A sorpresa però una nota positiva c’è: forse, dopo venti puntate, Matt Craven non ha proprio fatto schifo come al solito. La sua monoespressività alla Nicolas Cage è sempre presente, non pensiate, ma quantomeno sembra essersi attenuata. Deo gratias.
Nota a margine: no-sense puro la scena del suicidio-omicidio di massa. Con Henry si era impiegato diverse ore prima di riportarlo nel mondo dei vivi, mentre con diverse decine di persone ci è voluto un battito di ciglia. I Ritornati che escono dalla foresta felici e contenti ricordavano decisamente troppo gli allegri compagni di Robin Hood nella foresta di Sherwood. Assoluta tristezza seriale.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Matt Craven per una volta non pessimo
  • Siamo ormai alla fine
  • Margaret Langston
  • Pastore James
  • Jacob che nemmeno per una volta riesce a starsene zitto
  • La scena dell’omicidio-suicidio e conseguente fuga
  • Troppe domande, nessuna risposta

 

Questa stagione non ha aggiunto nulla di nuovo nel campo delle risposte ma ha saputo mettere sul fuoco più carne di quanta normalmente si dovrebbe. Abbiamo domande su domande e troppe poche puntate (la prossima sarà presumibilmente non solo il season ma anche il series finale) per poter esser messi a conoscenza di qualcosa. Una cosa decisamente frustrante.

 

True Believer 2×11 3.07 milioni – 0.8 rating
Steal Away 2×12 3.29 milioni – 0.8 rating

 

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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