Uscita il 4 giugno per Apple TV+, Stick è la serie che racconta la vita di Pryce Cahill, detto Stick (interpretato da Owen Wilson), vecchia gloria del golf caduta in disgrazia da qualche anno, che tenta di risollevarsi diventando il coach di un giovane possibile astro nascente di nome Santi Wheeler.
THE PRYCE IS RIGHT
La vita con Pryce è stata ingiusta. Grande promessa del golf, la sua carriera viene segnata da un grande crollo nervoso durante un torneo diventato virale su Youtube, dove sostanzialmente dava di matto per un motivo che non ha mai voluto spiegare (o che la serie inizialmente non lascia intendere). Ora Pryce cerca di arrangiarsi tra molti lavoretti di poco guadagno che si scontrano con una serie di scommesse impossibile che gli fanno sperperare i pochi soldi che riesce a raccogliere.
La situazione peggiora quando la sua ex moglie gli comunica che la loro vecchia casa, abitata ancora da lui in condizioni quasi indigenti, è stata finalmente scelta da un acquirente per cui è necessario che lui la lasci in cambio di un indennizzo economico. Pryce, ancora molto legato a quel passato, continua ad opporre resistenza contando la magnanimità che i suoi conoscenti ancora gli riservano.
Una luce però compare all’orizzonte quando scopre per caso un ragazzo molto talentuoso su cui comincia a proiettare i suoi sogni di gloria oramai falliti.
COMMEDIA AGRODOLCE IN SALSA WILSON
Chi scrive non ha mai amato Owen Wilson per cui capisce fino ad un certo punto l’ascendente che il suo personaggio usa per “manipolare” gli altri a non condannarlo mai per le sue scelte discutibili. La serie però è decisamente impostata su di lui e proprio su questo meccanismo fa reggere tutta la storia: Pryce viene perdonato per come è nonostante non faccia mai nulla realmente per gli altri.
Questo aspetto non viene mai condannato del tutto ma, complice l’uso di colori saturi con sfumature nostalgiche, suggerisce un generale senso di perdono e giustificazione per un uomo travolto dalla vita (e dal golf) che semplicemente non ha retto botta alla tragedia.
A cosa si fa riferimento? Il tutto acquisisce un senso verso la fine dell’episodio pilota quando, guardando vecchi video di famiglia, si scopre che Pryce e Amber-Lynn (interpreta da Judy Greer), sua moglie, avevano avuto un bambino insieme, presumibilmente morto e causa del crollo nervoso di Pryce.
Non a caso per tutto l’episodio, l’ex moglie e l’amico gli ricordano che “lui non tornerà”, marcando l’accento sul fatto che la proiezione che Pryce mette in atto su Santi non è di se stesso, ma della sua mancata paternità legata anche al gioco del golf.
Risulta quindi giustificata la tolleranza mostrata dalle persone verso di lui, ancora vittima dei sensi di colpa e della mancanza del figlio nella sua vita. Il tutto stemperato da quelle situazioni un po’ surreali alla Wes Anderson che stamperanno il dramma insieme alla faccia da schiaffi di Wilson.
IL GOLF COME METAFORA DI VITA
Sembra abbastanza chiaro (e a tratti scontato) a cosa mira questa serie: raccontare la rinascita di Pryce attraverso l’ascesa al successo di Santi e magari al riavvicinamento con la moglie Amber-Lynn, riuscendo a superare il lutto e a riprendere in mano la sua vita.
Tutto molto bello e in qualche modo rassicurante, anche grazie ad una cura tecnica generale che esalta l’umore agrodolce generale che la serie vuole proporre al pubblico.
Qual è, se c’è, la nota dolente? Forse ci si aspettava di più. Qualche guizzo o idea fuori dalla prevedibilità al di là dell’immersione in un mondo, quello del golf, di per sé non molto conosciuto, serialmente parlando. Forse anche il fatto di essere su Apple Tv+ crea di per sé un’aspettativa.
Alla fine dell’episodio, quando si scopre “l’origine del male” del protagonista, si rimane un po’ delusi nonostante la motivazione abbia perfettamente senso. Quasi che sarebbe stato meglio avere un motivo diverso del crollo di Pryce, qualcosa che non fosse originato dall’esterno ,ma dalla sua stessa natura, solo lievemente esplorata come egocentrica.
Un’occasione mancata? Forse. O forse no, perché non è detto che una serie comunque godibile nella sua prevedibilità debba avere sempre qualcosa di “diverso” dal solito.
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Serie godibile e prevedibile. Magari viene voglia anche di giocare a golf, sport molto diffuso in USA ma ancora poco nel bel paese.


